24/04/2017 05:36:58  
 

IL FORUM - De Luca: «In Irpinia c’è chi è abituato a barare»

«Nel Pd, almeno da Bersani in poi, la nostra posizione è sempre stata chiara, sono gli altri che alimentano la confusione perché sono alleati con il centrodestra e il centrosinistra»



AVELLINO 17:05 | 23/09/2012
Senatore De Luca, iniziamo dalla vittoria di venerdì dell’Avellino. Dopo tante sconfitte una vittoria con il Benevento. E’ l’unica vittoria che ci è rimasta?
E’ di buon auspicio considerati i tempi. Siamo in una situazione di transizione ed avvertiamo il rischio che la crisi dopo la ripresa possa ripiombare nel baratro per la mancanza del processo di alternanza democratica. In parlamento stiamo discutendo su come recuperare la rappresentanza territoriale perché il Pd non vuole il porcellum che è stato voluto e firmato dal Pdl e dal centrodestra.

Cosa accade a livello nazionale? C’è confusione tra Vendola, Bersani, Casini.....
Vorrei cogliere questa occasione per esprimere un giudizio che riguarda l’incontro nazionale che abbiamo fatto con i nostri parlamentari: con tutto il rispetto per le altre forze politiche il vero partito presente in Italia è il Partito democratico che rappresenta anche le nostre radici culturali. L’unica cultura che non c’è è quella di destra. Mi auguro che questa responsabilità del Partito democratico non alimenti le spaccature. In ogni caso sosterrò Bersani. Poi le divisioni è segno di un partito vivo, che discute. E’ del tutto evidente che la pressione maggiore che il paese nutre sul piano dei processi di sviluppo per la difesa della democrazia è legata ai rischi derivanti dal popolusmo. Viviamo la contraddizione per la quale i gruppi dirigenti a livello nazionale, regionale e provinciale devono capire il ruolo che oggi ha la politica. Non devono esasperare il confronto provando a delegittimare le singole questioni. Nei giochi della politica ognuno tenta di fare fastidio all’altro.
Nella direzione del partito ricordo che D’Alema ha lanciato l’idea delle primarie nello stesso giorno in cui lo fa il Pdl, così gli elettori del centrosinistra non si confondono con quelli del centrodestra. E evidente che ognuno tenta di scegliersi il candidato che gli si contrappone per avere un proprio vantaggio, e questo lo devono capire un po’ tutti.
C’è un problema di credibilità della politica che nelle nostre realtà del Mezzogiorno è ancora più debole: nella crisi che attraversa il Sud l’ha fatta da padrone la criminalità organizzata, tanto che nell’ultimo rapporto il fatturato della criminalità è raddoppiato rispetto al passato. Come recuperiamo credibilità? Chi svolge un ruolo di governo lo svolga regolarmente e non sia contemporaneamente maggioranza e opposizione. Prendiamo, per esempio, la stazione di Avellino: lo stesso governo, la stessa giunta che decide il blocco di un’opera pubblica dopo un mese, e secondo me siamo quasi alla sceneggiata, fa il comunicato e il direttore editore gli dà uno spazio enorme per dire che il governo ha risolto il problema. Lo stesso governo che blocca l’opera poi la sblocca.

Se questo è il quadro a livello nazionale, tutto va completato con la lotta aperta sulle alleanze
Penso che la linea del partito sia abbastanza chiara, almeno da Bersani in poi: noi dobbiamo costruire un’alternativa alla destra. Tutti coloro che si riconoscono all’interno della linea di salvaguardia del paese, di abbattimento della criminalità organizzata, della riduzione dell’evasione fiscale si confrontano su una intesa per andare avanti. La domanda andrebbe fatta a chi ha un doppio ruolo, cioè a chi sta con il centrodestra e con il centrosinistra.
Loro sono quelli che alimentano la confusione, noi siamo lo spartiacque, quindi non gradiamo chi si mette a giocare. Dopo la sconfitta delle amministrative Pdl e Lega, la sera prima della seduta fissata per la riforma costituzionale, presentarono un emendamento che riguardava se cambiare la formula dal punto di vista costituzionale. Si fece così saltare l’intesa perché probabilmente questa legge elettorale, che è uno dei motivi della crisi di rappresentanza, voluta in primis da Berlusconi insieme alla Lega, la si vuole così com’è per addossarne le responsabilità al Pd. Ricordiamo a tutti che una cosa sono i sondaggi ed altro è la maggioranza parlamentare. Al senato Pdl e Lega hanno ancora la maggioranza assoluta, quindi il premier Monti così come ha difficoltà a fare i provvedimenti, ha difficoltà a modificarli. Nelle nostre realtà questa difficoltà si acuisce: chi ha ancora un poco di potere continua a far credere di poter risolvere i problemi: la verità è che non ci sono le risorse per poter attuare quegli annunci. Intanto intere generazioni perdono la possibilità di costruirsi una famiglia e un lavoro: in questo contesto la strada per recuperare una condizione migliore è l’intesa su un progetto alternativo. L’unica strategia che i cittadini hanno compreso più dei gruppi dirigenti è la logica dell’alternanza democratica.

Torniamo alle alleanze.
Anche la domanda sulle alleanze è posta male: dovremmo chiederci cosa si può fare e con quale schieramento. Ma sinistra, destra e centro sono luoghi superati. Non è più la politica a decidere, ma è la finanza e la politica si riappropria di un ruolo centrale se riesce ad avanzare una proposta concreta. I partiti, soprattutto al Sud e quindi in Campania e in Irpinia, se vogliono recuperare credibilità sono obbligati ad un time out per stare tutti insieme e risolvere questa crisi, poi alla scadenza elettorale si torna agli schieramenti contrapposti. Questa è la sfida che nelle realtà deboli come la Campania la Calabria, la Sicilia e la Puglia dobbiamo mettere in campo per rafforzare la presenza della politica nei territori. Importante è il ruolo della comunicazione. Qualche mese fa si è votata la legge sull’editoria e non a caso alla festa Pd ad Avella abbiamo previsto gli interventi di tutti i direttori delle testate giornalistiche. Come gruppo dirigente del Pd siamo interessati ad un confronto leale e trasparente senza scontri e senza personalismi. Se chi sta nel governo regionale afferma che il governo regionale non c’è e però continua a stare nella maggioranza, significa che qualcosa non funziona.
Qualcuno vuole far immaginare che la responsabilità del Pd è uguale a quella degli altri. Oggi abbiamo un obbligo verso i cittadini: occorre una pausa per chiudere la questione su trasporti, rifiuti e servizi. E’ su questi aspetti che va lanciata una proposta seria.

Come, ad esempio?
Occorre smantellare il porcellum, il Pd ha presentato una proposta di legge organica per il doppio turno per il recupero della rappresentanza. Occorre rivedere il ruolo delle Regioni anche in merito ad alcune materie concorrenti, tipo la sicurezza sui luoghi di lavoro, per la quale ho presentato una iniziativa di legge, oppure il ciclo integrato dei rifiuti sulle quali si potrebbe trovare un momento di sintesi.
Nel riassetto le Province potrebbero assorbire funzioni che allo stato sono distribuite tra Comuni e Regioni, anche per non sottovalutare la montagna e le comunità montane. Non c’è qualcuno che può portare l’Irpinia in serie A, giusto per tornare alla domanda di apertura della intervista. O ci andiamo tutti oppure sprofondiamo tutti. Chi ci vuole far credere che può portare l’Irpinia in serie A senza questi accorgimenti, è politicamente disonesto.

Senatore, sul Comune di Avellino potremmo dire che è stato un “fallimento” la politica del Pd?
L’Irpinia e la Campania hanno perso due anni di tempo rispetto alle opere pubbliche perché il governo Berlusconi nello scontro con Tremonti venuto palesemente alla luce in questi ultimi mesi, ha bloccato per due anni i fondi dell’Unione Europea e quindi le risorse per le opere non sono arrivati. Ricordo che il 19 febbraio del 2008 ho firmato il decreto, recuperando le vecchie risorse di 1,7 milioni dalla legge 64 per il completamento del centro autistico. In questi quattro anni e mezzo non so cosa sia accaduto. Non ritengo che ci sia stato il fallimento, può esserci stato anche qualche errore o inadempienza ma se i fondi non arrivano non c’è tanto da fare. Il problema non riguarda sola la Campania perché Tremonti ha bloccato il cofinanziamento dappertutto.

La Cisl richiama alla responsabilità allontanando l’ipotesi dellos ciopero, mentre la Cgil con Tavella ha attaccato la Regione ritenendo che non abbiano proprio un’idea per lo sviluppo e la crescita. Secondo lei è così?
Penso che in un momento così drammatico dobiamo sospendere tutto. Gli stessi rappresentanti del governo regionale sono continuamente in polemica con il governo regionale, anzi chi sta in maggioranza dice che il governo regionale non c’è, quindi è palese che la Regione non abbia idee per lo sviluppo. I temi di cui spesso ha parlato il Corriere sono sanità, servizi pubblici, trasporti. Quale ruolo ha svolto la Regione? Sarebbe stato più corretto dire: c’è la crisi, facciamo quadrato tutti insieme per capire quali emergenze possiamo affrontare. Invece scopriamo che gli ospedali chiudono per colpa dei direttori generali che sono nominati dalla Regione. Ma la vogliamo smettere? Vediamo le priorità: la Regione
chiude la
stazione ferroviaria, chiude gli ospedali, non fa nulla sulla conferenza Stato-Regioni e poi dopo due mesi afferma di aver risolto quegli stessi problemi. Tutti insieme possiamo provare a frenare questa crisi. Sono diventati insopportabili questi atteggiamenti. Meraviglia che non ci sia una sollevazione degli uomini liberi e di chi ha responsabilità. Se ci mettiamo tutti insieme forse riusciamo a fare qualcosa, diversamente quale significato ha affermare che ci sono ottantamila disoccupati? E la responsabilità di chi è? Come mai questa provincia che ha avuto figure di straordinario rilievo, parlo di De Sanctis e Dorso - non vorrei essere equivocato - non riesce a capire che ci sono atteggiamenti insopportabili che andrebbero rimossi? Dobbiamo uscire fuori da questi atteggiamenti. Forze politiche, forze sociali e cittadini devono fare massa critica evitando di affrontare le questioni con la sindrome del primo della classe.

E sulle candidature a che punto siete?
Occorre vedere prima cosa succede con la legge elettorale, poi il partito deciderà quali dovranno essere i criteri metodologici per affrontare la questione.

Favorevole alle primarie?
Quando parlai per la prima volta delle primarie ebbi una reprimenda dura dal mio partito, ancora oggi il mio pensiero è chiaro e coerente. L’assemblea deciderà, intanto credo che siano sempre positive, però facciamo attenzione ad un passaggio delicato: non possiamo sempre ricorrere allo strumento delle primarie, perché rischia di smantellare il partito. Si rischia cioé di avere dei comitati elettorali e non trovare più gruppi dirigenti. Perché uno dovrebbe fare il segretario nazionale, regionale o provinciale di un partito quando poi si rischia di andare verso la logica del prebiscitarismo? E’ una riflessione da riprendere perché dobbiamo rafforzare il senso dell’articolo 49 della costituzione retto dal principio della rappresentanza.

Il presidente Mancino ha recentemente lanciato l’investitura a De Luca e Galasso per le prossime elezioni.
Mancino è un uomo di straordinario rilievo umano, politico ed istituzionale, anzi non ho nessun dubbio per la vicenda che lo vede coinvolto perché sarà spazzata via. Per il suo ruolo istituzionale e per i successi conseguiti da ministro degli Interni e presidente del Senato, e poi da vicepresidente del Csm, credo ci siano tutte le condizioni per essere nominato senatore a vita. Quando parlo del presidente sono condizionato anche dall’amicizia che mi lega a lui. Ecco, credo che se in provincia si recuperasse il lato umano della politica sarebbe un grande passo avanti. La politica non può essere solo cinismo, spregiudicatezza e gestione. Le scelte si fanno all’interno del partito ed è in quella sede che ne parleremo in modo sereno tenendo presenti tutti i criteri del territorio e della tradizione.

Ma cosa sta accadendo all’Alto Calore?
Sugli impianti c’era un progetto di 108 miliardi, non so nulla su come è finita quella storia. In merito alle inchieste mi auguro che non ci sia nulla, ma mi sembra paradossale che un sindaco che è socio (Summonte) per fare una conferenza stampa ha difficoltà per avere la disponibilità della sala. Vedo una concezione un po’ privatistica della società e spero che si possa trovare un momento di coesione anche sull’ affidamento del ciclo integrato delle acque, che occorre fare al più presto. Mi auguro che tutti i sindaci, andando oltre alla logica delle appartenenze, si mettano insieme per dare risposte alle persone.

Nel Pd locale ci sono divisioni e malcontenti. Come giudica la guida di Venezia?
Credo che nel partito dobbiamo avere un momento di grande serenità. Ho condiviso la scelta di una figura come Venezia al quale dobbiamo essere grati per essersi messo a disposizione per portare il partito al congresso. Si tratta di una decisione del segretario provinciale ampiamente condivisa. Vorrei approfittare di questa occasione per ribadire che molte delle attività comunali e provinciali fanno parte del confronto all’interno del partito e non rientrano nella mia agenda. La decisione autonoma fa crescere i gruppi dirigenti.

Senatore, cosa vorrebbe fare da grande?
Vorrei fare la stessa cosa che ho fatto finora. Oggi vedo che l’unica speranza di crescita è nel Pd e spero non ci si faccia utilizzare da altri elementi esterni per disturbare.

Il sindaco si dimette, chi entra?
Vedremo se e come questo accadrà. Poi con l’attività di mediazione di Venezia, dei circoli e della borghesia avellinese, che mi auguro si possa recuperare, andremo avanti verso la sfida vera: vediamo chi si fa avanti per dare un contributo alla risoluzione del problemi.

E siamo alla comunicazione...
Andando in giro ho notato che alcune realtà sono peggiori della nostra provincia. Io credo che la funzione dell’informazione è quella di dare un notevole contributo e mi auguro che ci siano editori che non sono asserviti al padrone.

Accade anche in Avellino?
Qualcosa c’è anche qui. La vera difesa della democrazia non è nel grande gruppo editoriale ma nell’informazione sul territorio. Faccio una domanda: perché non si parla del progetto approvato dal precedente governo sulla Rocchetta-Sant’Antonio?

Sulla Fiat la classe dirigente va ancora sotto...
Sull’ Irisbus la prima interrogazione l’ho fatta io perché venissero utilizzati i fondi Fas a difesa dei nostri stabilimenti. Il governo e Passera hanno preso l’impegno che su Irisbus avrebbero compulsato la Fiat e messo in piedi il piano trasporti. Mi pare davvero difficile pensare che cosa si possa dire e fare di più: questa è la strada. 

Quest'articolo è stato visualizzato 10946 voltered.politica
Leggi altri articoli in: Forum





Inviaci il tuo commento

Il tuo nome:
Il tuo indirizzo e-mail:
Titolo:
Il tuo commento:
Codice di verifica:

Codice di verifica
Attenzione: commenti offensivi, diffamanti o lesivi della dignità altrui non saranno pubblicati.
Il tuo indirizzo IP ed il tuo indirizzo e-mail saranno registrati nel nostro database, ma non saranno mai resi visibili agli altri utenti.






   

          Eccellenza
          Promozione
CORRIERE Quotidiano dell'Irpinia fondato da Gianni Festa Notizie e approfondimenti di cronaca, politica, economia e sport con foto, immagini e video. Meteo, annunci di lavoro, immobiliari e auto.