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IL FORUM - I cadidati a sindaco accendono la sfida sulla città da costruire





17/05/2013
Sviluppo, area vasta, lavoro, condizione giovanile: sono questi i principali temi su cui ieri i candidati sindaco si sono confrontati nel corso di un forum nella redazione del Corriere. Presenti all’incontro Paolo Foti, della coalizione di centrosinistra, Nicola Battista, del centrodestra, Gianluca Festa, di Davvero, Virgilio Cicalese, di Impegno Civico, Giancarlo Giordano, di Per Cambiare Avellino, Vincenzo Quintarelli, di Msi Destra Nazionale, Tiziana Guidi, del Movimento Cinque Stelle. Assenti all’incontro invece Dino Preziosi, dell’Udc, e Sergio Trezza, del Movimenti Civico per Avellino. Ecco come è andata.

Cosa vi ha consegnato finora questa campagna elettorale?
Per Battista è una campagna elettorale che sta dando qualche sorpresa. «Mi aspettavo - dice - richieste di lavoro, invece la gente appare mettere davanti a questo la condizione della città. Il problema occupazionale è sentito e presente in questa campagna elettorale ma ciò che emerge in modo più chiaro è che la gente vuole riappropriarsi della città».
Di diverso avviso Cicalese secondo cui, «a parte il disastro prodotto in questi ultimi anni in città, la campagna elettorale non è diversa dalle altre e questo è, a mio parere, l’elemento più grave di tutta la situazione perché cambiano i musicanti ma la musica rimane la stessa». Il rischio è quella della «mancata identificazione dei candidati con i problemi della città» e con un chiaro profilo programmatico. La proposta che il candidato sindaco di Impegno Civico lancia ai colleghi è quella di «incontrarsi per confrontarsi e verificare possibili affinità o convergenze dando chiarezza agli elettori, anche in vista di un possibile futuro ballottaggio».
L’elemento nuovo che invece riscontra Festa è l’estremo equilibrio che c’è tra le coalizioni. «Stavolta - dice - non ci sono, come è capitato negli ultimi anni, due blocchi contrapposti che si giocano la vittoria al primo turno o mal che vada al ballottaggio. In questa tornata elettorale le opzioni sono molteplici e la gente appare comprenderlo. C’è insomma l’opportunità di votare non solo per il consigliere comunale ma anche per il sindaco. In questo quadro altra novità che individuo è, complice anche la disaffezione nei confronti dei partiti, un certo interesse nei confronti delle liste civiche».
«A me - risponde poi Foti - ha consegnato una forte consapevolezza delle questioni della carne viva della città. È stata finora un’esperienza che mi ha arricchito e caricato. Volendo rispondere all’appello lanciato da Cicalese sottolineo che i due temi principali su cui tutti i candidati sindaco dovrebbero confrontarsi sono quelli che riguardano i problemi dei giovani e delle fasce più deboli della popolazione».
Più critico si mostra Giordano che parla di una «confusione interessata» affondando i colpi su un centrosinistra, quello del Pd, «che non ha saputo affrontare il nodo dell'assunzione di responsabilità rispetto al governo passato». Il quadro in questo non aiuta. «Non c’è stata rottura - continua - anche perché elementi del galassismo li ritroviamo in quasi tutte le liste. Di tutto questo l’elevato numero di candidati sindaco, nove, è solo una conseguenza. Mi sorprende che Galasso sia alleato col centrodestra, come mi sorprende che Iannaccone graviti nella nostra sfera politica dopo l’accordo col Pd».
Foti prova a precisare che le politiche sono una cosa e le amministrative un’altra ma i leader di Sel precisa: «Io sono rosso a Roma come ad Avellino, non mi scoloro di certo. Mi auguro ora che questa campagna elettorale dia più indicazioni di merito ai cittadini che cartelloni pubblicitari e slogan».
Guidi ricorda il tour svolto nei quartieri della città dal Movimento Cinque Stelle. «Abbiamo raccolto nel nostro giro il senso di abbandono e di inevitabile degrado che assale i cittadini. Eppure il più delle volte si tratta di problemi che si potrebbero risolvere con pochi soldi come l’erbacce sul marciapiede o la sporcizia delle strade». Poi aggiunge: «Non grande senso di appartenenza alla città e per questo sto cercando di dare tutta me stessa in questa campagna elettorale. So di rappresentare una testimonianza importante, l’unica donna in campo. Un dato quest’ultimo che dovrebbe far riflettere tutti i grandi partiti in campo».
Per Quintarelli si tratta di un’esperienza «nuova e coinvolgente che sta prendendo anima e cuore. Siamo molti i candidati sindaco, è vero - dice riprendendo le considerazioni di Giordano - Questo credo che sia responsabilità dei partiti tradizionali che evidentemente non hanno saputo svolgere il proprio ruolo diventando elementi di aggregazione e di inclusione. Da parte nostra abbiamo deciso di essere in campo a causa dell’impossibilità a omologarsi, a mischiarci con la vecchia amministrazione Galasso a cui la destra è stata sempre opposizione».

Qual è il vostro modello Avellino e su quale terreno bisogna agire per restituire alla città il ruolo di capoluogo?
Il futuro di Avellino è ancorato all’idea di area vasta: su questo punto i candidati sindaco sono tutti d’accordo. Differenziazioni però non mancano. «Avrete letto - dice Gianluca Festa - la proposta che ho recentemente avanzato di realizzazione di un parco rifugio intercomunale per animali. E’ un servizio questo che rappresenta non solo un obbligo ma anche una scelta di modernità per l’intera collettività. La collaborazione tra comuni dell’area vasta è una scelta necessaria. Come fondamentale è l’approccio diverso che si dovrà dare al nuovo governo della città. Per questo il prossimo sindaco dovrà dimostrare dinamismo, pragmatismo e coraggio. Doti fondamentali perché occorrerà fare scelte anche impopolari che scontenteranno qualcuno ma che dovranno sempre essere finalizzate al bene comune».
Giordano approccia alla questione dell’area vasta partendo dal disegno di soppressione delle Province che pur finisce sul tavolo della discussione. «In realtà - precisa - non hanno abrogato gli enti ma gli elettori e dal punto di vista della vita democratica del paese questa è la cosa più insopportabile. In Irpinia c’è un territorio disarticolato nel quale un ente di questo genere poteva svolgere ancora una funzione di coordinamento in alcuni settore fondamentali come scuola, acqua e rifiuti. Di certo non ha senso se gli si toglie potere di rappresentanza diretta e gli enti se viene utilizzato, come accade per alcuni enti in provincia, per costruire liste elettorali».
Svuotata la Provincia del proprio ruolo tocca ora al comune capoluogo supplire a questa mancanza. Il centro per l’autismo, dice ancora Giordano, «è per esempio una struttura che guarda ad un territorio più vasto». Lo stesso discorso vale per la cultura. «Avellino - aggiunge il candidato della sinistra - potrebbe costruire una filiera di servizi culturali se riuscisse a investire sui giovani e non solo sulle strutture. Un concerto di D’Alessio o di Gigione in meno e un’opportunità in più per i nostri ragazzi».
Preoccupato per il futuro della città si mostra Foti che sottolinea come Avellino, dopo il mancato sviluppo dati dai fondi del terremoto che si credevano infiniti, abbia bisogno in questo momento «di recuperare due condizioni, solidarietà e coesione sociale. Senza di queste, dice il candidato sindaco del centrosinistra, la città è destinata ad una morte lenta e inesorabile». Questa è «l’ultima occasione che la città ha per riporre il proprio destino nelle sue mani. Solo partendo da questo principio, ossia dalla consapevolezza che la cosa pubblica deve essere gestito collegialmente è possibile puntare a quell’obiettivo di cui ha parlato Giordano». Il tutto con un punto interrogativo: «Basterà solo questo? Io credo di no. Sono convinto infatti che occorrerà aggiungere ad esso anche un rapporto più intenso e profondo col mondo della scuola».
La parola chiave per Foti, dunque, è cultura, intesa come recupero di senso civico. «Potremo ripulire cento volte l’Eliseo ma lo troveremo sempre imbrattato se non riusciremo a dare ai nostri giovani occasioni di confronto e opportunità reali». L’idea di area vasta in tal senso nasce dalla capacità attrattiva della città capoluogo». Banda larga e intenet libero per tutti possono diventare allora «momenti di crescita». Per questo Foti assicura, «se mi sarà data l’opportunità di fare il sindaco della città posso fin da ora dire che mi avvarrò negli assessorati di personalità di elevata qualità tecnica con l’obiettivo di dare lavoro e opportunità ai nostri giovani».
Guidi subito dopo sottolinea la necessità di far i conti con le casse deficitarie del Comune. «Festa che propone il canile intercomunale - dice - dovrebbe sapere che per realizzarlo occorre almeno un milione di euro. Noi siamo convinti che la ricerca di soluzioni praticabili non possa prescindere dal puro dato economico. Per questo, per rimanere sull’esempio citato da Festa, ipotizziamo la creazione di nuove aree di sgambamento per i cani attraverso la recinzione di terreni di proprietà comunale e magari l’affidamento ai tanti anziani soli di questa città dei cani che non hanno padrone. In questo modo otteremmo un duplice risultato quello di fornire un servizio e di dare una funzione sociale ad una fascia di popolazione in difficoltà. Il nostro insomma è un programma pensato a “costo zero”». Quello che i grillini propongono è una visione della città diversa, più a misura d’uomo e capace di incontrare le reali esigenze della popolazione.
«Sono stati spesi un sacco di soldi europei per fare opere megagalattiche - constata con amarezza l’unico candidato sindaco donna in corsa - Nessuno però finora ha pensato a utilizzare gli stessi per costruire gli scivoli per i disabili. Noi abbiamo intenzione di farlo».
La revisione della macchina burocratica poi è citata tra le priorità dal candidato del centrodestra Battista. «L’attuale organizzazione - dice - è basata su vecchie logiche, poco finalizzata alla fornitura del servizio al cittadino, tanto invece incentrata sulle clientele». Non c’è in questo senso da meravigliarsi se poi, dice Battista, con questi enti «si costruiscono liste elettorali». Le «esigenze della modernità» però sono altre. Negli anni, ricorda il candidato sindaco fedelissimo di Sibilia, «si sono sprecate grandi opportunità. Ai tempi della ricostruzione post sisma ci si è soffermati a discutere tantissimo per il supermercato da allocare - e ricordo a tal riguardo gli scontri tra Mancino, Sandulli, Acone - non capendo alla file l’opportunità che si stava sciupando».
Allo stesso modo oggi «si pensa di eliminare le Province invece di porre fine all’esperienza delle regioni».
Concordando col collega Foti Battista chiude esprimendo l’esigenza, a garanzia della città, che le logiche di partiti si tengano lontane dalla formazione della prossima giunta comunale».
Il candidato di Msi Quintarelli prende spunto dalla battaglia per la difesa del capoluogo per sottolineare la necessità di dare al Comune capoluogo quel ruolo di coordinamento di area vasta che tradizionalmente è stato svolto dalle province. «Ci sono due modi per farlo - dice - quello della fusione con gli altri enti locali limitrofi, che è quello che preferisco e che cercherò di attuare se ne avrò la possibilità, o quello dell’unione dei comuni con la condivisione di servizi da parte di più amministrazioni. Il tutto in un’ottica di riduzione dei costi e di semplificazione ed efficienza della macchina amministrativa». Per far questo però «Avellino deve dotarsi di strutture di accoglienza e ricettività» tali da permettergli di essere reale centro direzionale di una più ampia fascia di territorio nonché di «manifestazioni ed eventi che possano essere da richiamo per tutta la provincia».
«Non si può pensare di inserire Avellino in uno scenario di area vasta - avverte subito dopo Cicalese - se contemporaneamente non si pensa ad organizzare la città, intesa nella sua formazione originaria», e a dotarla delle strutture e degli strumenti necessari a svolgere quel compito. «Sulla necessità di porre fine al capitolo delle grandi opere - dice ancora il candidato di Impegno Civico - siamo tutti d’accordo o quasi. Diverso è il discorso dello sviluppo che può sembrare parola semplice ma che racchiude in se molti aspetti: promozione, ordine, sanificazione delle periferie». Proprio in merito a queste ultime Cicalese rimarca l’esigenza di «lavorare molto» anche da un punto di vista culturale. «In alcune zone - dice - si è creato un cancro che ora va curato assolutamente. Questo accade quando non c'è controllo, non c'è attenzione e rispetto per i luoghi della città».
E aggiunge: «Sento spesso dire che manca il verde pubblico in città, la verità è che noi non abbiamo più neanche i bagni pubblici. Si tratta di questioni che erroneamente sono considerate come piccole cose ma che in realtà sono il segno di una perdita grave del senso di rispetto nei confronti del cittadino».
Ecco perché Cicalese propone l’istituzione di un assessorato alla sicurezza. «Non perché il comune abbia competenze tali da permettere un intervento di repressione nei confronti dei fenomeni delinquenziali ma perché occorre iniziare a prevenire predicando “l’uso corretto della città”».
Cita questi esempi particolari l’urologo per arrivare alla considerazione che l'area vasta ha senso ed è possibile che se parte da un rilancio stesso della città capoluogo. «Ho avuto già modo di discutere con i sindaci dell’hinterland - spiega - e devo dire che ci sono tutti elementi per poter collaborare su diversi temi, primo fra tutti quello dei rifiuti, e per costruire un’ipotesi di sviluppo che punti anche sul turismo religioso ed enogastronomico attraverso la creazione di particolare percorsi» di esplorazione.
Quando alle citata volontà dei candidati di Pd e Pdl di dotarsi di una giunta tecnica conclude: «E’ un tema che comprendo e condivido. Mi chiedo solo se dopo le dichiarazioni di campagna elettorale questo avverrà realmente».

Ci sarà ballottaggio e, se sì, chi ci arriverà?
E’ la domanda che mette più in crisi i candidati. Da un lato per l’evidente difficoltà di fare un nome tra gli altri otto concorrenti in campo (posto che tutti puntano ad occupare l’altra posizione disponibile), dall’altro per una considerazione che fanno un po’ tutti nel corso del forum. L’equilibro, o meglio l’incertezza sulla reale forza delle compagini, è tale che è difficile intravedere chi si giocherà la partita.
Battista prova a cavarsela con una battuta. «Al ballottaggio ci arriverà chi prende più voti» dice. Poi spiega che la frammentazione esistente rende il quadro incerto e «ancor più necessario pensare a sostenere il candidato sindaco prima ancora del candidato consigliere».
Festa sottolinea che tutti i concorrenti in campo hanno la stesse opportunità. Guidi approfitta dell’intervento per rispondere a chi aveva detto che Avellino non ha attrattori culturali da valorizzare («è un grande fesseria. Ci sono decine di siti e palazzi storici») e per rilanciare l’idea di «utilizzare i pulmini scolastici per far conoscere ai nostri ragazzi i tesori del territorio». Quanto al ballottaggio si mostra sicura. «Ci arriveremo noi, ma anche se non dovessimo farlo vinceremo comunque perché ciò che ci interessa è avviare una svolta culturale in questa città. Qualsiasi voto in più che arriverà sarà un contributo a questo progetto di più lunga durata». Quintarelli parla della difficile partita che si sta giocando la Destra. «Partiamo - dice - da percentuali basse. Sarà un miracolo se riusciremo ad arrivare interno al 3%». Poi alla domanda sui due sfidanti del ballottaggio dice: «Anche sforzandomi non riesco a fare ipotesi concrete perché chi arriverà a giocarsi quella sfida probabilmente lo farà con un distacco minimo rispetto agli altri concorrenti». Giordano, come aveva fatto prima di lui Guidi, mostra sicurezza. «Io sarò uno dei due» dice rivelando però poi il tono scherzoso dell’affermazione. Quindi l’augurio: «Spero che al ballottaggio vada almeno una proposta di cambiamento perché se anche non si riesce a modificare tutto occorre almeno partire da piccoli passi». Cicalese conclude il dibattito lanciando un allarme. «Sto assistendo a giochi da parte di altri partiti che mi fanno paura - dice - Si sta tornando alla regola della clientela.
Faccio perciò un appello agli elettori: se qualcuno vi promette un posto o qualcosa del genere diffidate perché nelle condizioni in cui si trova la città è già un grande risultato se la prossima amministrazione riuscirà a stabilizzare il presente».

Quest'articolo è stato visualizzato 11520 volteFrancesco Avati
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