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Istituzioni in campo per gestire il Centro





Avellino 10:37 | 23/10/2013
AVELLINO- Un confronto a più voci per arrivare ad una determinazione: il progetto per il centro per l’autismo a Valle si concretizza se c’è un’azione concentrica, se si fa unione e sinergia. Un confronto alla presenza dei soggetti interessati, delle famiglie, delle madri, dei volontari dell’Aipa e di diversi organi di informazione. Un patto che veda insieme Comune, Asl e Aipa, per organizzare la fase di gestione quando la struttura sarà completata. E’ con questo obiettivo che ora comincia la seconda fase della battaglia, che fino ad ora, e dopo molti anni, si è caratterizzata per una serie infinita di ritardi. Lo ha sottolineato il presidente del Corecom Campania, Gianni Festa, quando ha parlato di «storia tipicamente italiana», e dai risultati «parzialmente soddisfacenti», dopo le infinite battaglie di un lungo tempo trascorso.
Bene la presenza della prefettura, in questo forum come per tutto il percorso seguito fino ad ora, ma l’attenzione va tenuta sempre molto alta. E soprattutto vanno affrontate le questioni fino in fondo, sulla gestione, per evitare che soggetti altri possano “metterci le mani”.
E’ vero che è una storia tipicamente italiana, ribadisce nel suo intervento la dottoressa Ester Fedullo, vice Prefetto di Avellino. «Da quando c’è questo prefetto, (Umberto Guidato, ndr) abbiamo seguito la vicenda, per venire incontro a questa associazione, a cui va un plauso per l’impegno e la determinazione. Abbiamo da subito colto l’importanza di stare loro accanto, con la volontà di realizzare questa struttura, un centro di eccellenza a livello nazionale. Di qui l’istituzione di un tavolo di coordinamento, con un nostro ruolo di impulso agli enti che si occupano della materia. Una cosa è certa: quel che va apprezzato e che bisogna portare avanti è la condivisione di intenti, la sinergia, un discorso d’insieme. La prefettura è disponibile, l’auspicio è essere fermi e determinati in questa direzione. Il prefetto è costantemente presente, e l’obiettivo principale è l’ultimazione dei lavori e l’avvio della gestione. Un primo grande obiettivo è stato raggiunto: la capacità, tramite l’associazione e il Corriere, di coinvolgere e sensibilizzare l’opinione pubblica, creando un movimento di opinione che è già di per sé un successo».
Cinque tavoli, grazie al prefetto Guidato, ricorda il portavoce dell’Aipa Michelangelo Varrecchia, cinque confronti in cui è stata raccolta la sollecitazione del presidente della Repubblica. «Il prefetto Guidato una volta ha detto: devo dare conto a Napolitano, devo lavorare per l’Aipa».
E siamo al progetto autismo Avellino. La parola al responsabile di dipartimento, Emilio Fina:«Ribadisco anch'io il valore della sinergia tra le parti per realizzare un centro di eccellenza. Ho appreso della questione autismo quando mi sono trovato catapultato a un tavolo della prefettura, è stato nel confronto con Vittozzi che ho scoperto le realtà presenti sul territorio, si occupavano di autismo ma tutte in maniera autoreferenziale e disarticolata. Ma senza dialogo, senza integrazione non si va da nessuna parte. Ho cercato allora di comprendere dove fosse il problema, come mai una questione così delicata non fosse in rete. Certamente si tratta di un progetto sperimentale, unico in ambito provinciale e regionale e, nonostante le disarmonie storiche, siamo un passo in avanti rispetto ad altre province, si tratta di un'occasione che non può essere perduta sul territorio. In pochi mesi abbiamo cominciato a sentirci con i vari attori e in particolare con Elisa Spagnuolo dell'Aipa. Sono convinto che le cooperative sociali dei familiari debbano essere attori coprotagonisti, senza di loro non si può raggiungere nessun traguardo. Al tempo stesso, devo sottolineare che è stata certamente un'intuizione del mio direttore generale Florio aver voluto dare al dipartimento di neuropsichiatria infantile un'identità forte che non è stata riconosciuta da altre Asl. Oggi la neuropsichiatria infantile rappresenta una struttura portante del dipartimento di salute mentale, dalla riqualificazione del centro Australia al progetto autismo. Il mio lavoro è stato semplice, ho cercato di far comprendere ai vari attori coinvolti la necessità di garantire una continuità assistenziale ai soggetti autistici dalla prima infanzia all'età adulta, offrendo a ciascuno, a seconda delle proprie potenzialità e predisposizioni la possibilità di occuparsi di una specifica funzione all'interno del processo».
Varrecchia e Spagnuolo incalzano: Abbiamo saputo che Florio avrebbe rivolto al ministro una richiesta di comodato d'uso per quella che è una struttura di proprietà del Comune. Ci chiarisce questa questione?
Fina replica: «Abbiamo esperienze analoghe maturate sul territorio attraverso la formula del comodato d'uso. La "Casa di Adele" era stata realizzata in comodato d'uso con il Comune, così anche la casa alloggio per il disagio psichico di Sant'Angelo all'Esca, frutto di un accordo con Curia e Comune. Ritengo che Florio abbia cercato di dare forza al Comune per avere i finanziamenti adeguati per completare la struttura. Non ci sono dubbi che non sia possibile delegare fuori provincia la residenzialità, proprio come stiamo cercando di fare anche nell'ambito della psichiatria. Certo, è l'ente proprietario del bene che decide con chi definire il comodato, non cominciamo subito a pensare male, la speranza è che saremo tutti diversamente abili a rafforzare la sinergia per difendere quello che è l'obiettivo prioritario, l'apertura del centro. In questo processo l'Asl è chiamata a svolere una funzione di cerniera tra il territorio e l'utente. Io sono pienamente in linea con Florio ma so anche essere un buon pungolo per il mio direttore generale. Si tratta di partire dalla struttura che deve essere riqualificata, ma la presa in carico è del servizio competente a cui afferisce il paziente, che deve elaborare diagnosi, trattamento e seguire il caso. Finalmente vedo che le associazioni familiari si stanno trasformando in cooperative sociali di tipo B, anche grazie alla legge. La 381 del '91 consente di affidare alle cooperative, privilegiando quelle familiari del territorio, progetti formativi. Sono convinto che la scommessa legata all'autismo possa favorire un'entusiasmante esperienza di integrazione tra le cooperative che ci stanno seguendo. Naturalmente, non si può prescindere dalla rete, se non si costruisce non si crea neppure la necessaria forza emotiva fondamentale per affrontare eventuali difficoltà, il progetto ha un cronoprogramma, definito all'atto della delibera, il cui primo step è già partito».
Il portavoce, Varrecchia, ricorda che nel progetto il coordinamento è affidato al dottore Camillo Vittozzi. Ed a lui chiediamo di indicarci di cosa hanno bisogno i soggetti affetti da autismo sul territorio.
« Il dato positivo è che per la prima volta il direttore generale ha manifestato la volontà di investire in questo settore, se poi alcuni obiettivi non sono stati ancora raggiunti è perché è in atto la spending review e la Regione ha evidenti difficoltà finanziarie. Sappiamo bene che anche in un centro di eccellenza, se non si crea un organico definito, diventa difficile portarlo avanti. In quest'ottica dell'eccellenza, anche la laurea in psicomotricità dell'età evolutiva avrà una collocazione nel centro Australia, il progetto si farà nel segno di quella sinergia di cui parlavamo.
E i migliori operatori sono proprio quelli che provengono dalla psicomotricità. Siamo stati i primi a fare dei passi in questo settore e sulla nostra scia si stanno muovendo anche gli altri. All'Università di Salerno, ad esempio, stanno lavorando ad un centro autismo, in collaborazione con l'Al.
Bisogna ragionare in un'ottica di relazioni interprovinciali, anche in chiave di formazione, di organizzazione di master, borse di studio, nessuno può essere autoreferenziale. La diagnosi precoce diventa fondamentale, meglio se tra i 18 mesi e i due anni e mezzo, più precoce è, più l'intervento è tempestivo. L'autismo ha, infatti, una spettro di espressione fenotipi varia, esistono diversi tipi di autismo, bisogna, dunque, capire di cosa ha bisogno il singolo bambino. Anche per il trattamento, bisogna confrontarsi con il caso che si ha davanti, è un abito da cucire intorno al soggetto, bisogna valutare i tipi di interventi da applicare. L'Applied Behavior Analysis (Aba) è la pratica più accreditata. Ma tutto questo non può fare a meno della formazione. Gli operatori devono essere addestrati per formulare diagnosi da un punto di vista funzionale, comprendere cioè le abilità del soggetto e quindi elaborare una diagnosi ,quanto più accurata possibile di tipo medico biologico. In molti casi le condizioni neurobiologiche sono, infatti, collegate al problema autismo.
Certo, la cabina di regia non può non essere legata al piano sanitario, bisogna farsi carico della parte diagnostica, della formazione, del trattamento. Stiamo lavorando, inoltre, alla possibilità di creare un day hospital. L'idea è quella di garantire una formazione che consenta, dove ci fosse bisogno, per la fascia di età compresa tra i sette e i dodici anni, l'attuazione di interventi ambulatori presso il Centro Australia, demandando ai centri periferici, in particolare Valle, la parte esecutiva dei trattamenti. Bisognerà, poi, capire dei centri periferici chi si occuperà della parte residenziale, chi di quella semiresidenziale e chi di quella domiciliare. Nella fascia di età compresa tra i due e i sei anni siamo gli unici a garantire un trattamento Aba domiciliare gratuito. E bisogna riconoscere che, senza la disponibilità di Florio, questo progetto ce lo saremmo sognato poiché non previsto dalle norme regionali. Abbiamo destinato all'autismo fondi che erano destinati alla neuropsichiatricità infantile.
Oggi abbiamo, invece, a disposizione solo fondi ordinari. E'indubbio che Florio si sia assunto una percentuale, sia pur minima, di rischio poiché potremmo essere chiamati dalla Corte dei conti per chiedere conto del perché abbiamo utilizzato i fondi in un certo modo. Naturalmente chiariremo che non c'erano certo interessi personali in ballo ma bisogna riconoscere il lavoro che è stato fatto».  

Quest'articolo è stato visualizzato 10525 volteRedazione Corriere
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