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Vendita suoli, la nota del gruppo Sel Montoro-Solofra





28/01/2017
Non si ferma la svendita del patrimonio comunale. Una manovra definita in modo fuorviante “valorizzazione” dei beni pubblici da una legislazione che negli ultimi anni ha favorito l’utilizzo del territorio come un bancomat da cui prelevare per alimentare le casse degli enti locali
A Montoro ahinoi! non si cambia registro, in perfetta continuità con la politica delle precedenti amministrazioni. Ci aveva provato, a suo tempo, la ex Montoro Superiore, e non ci riuscì, anche grazie alla nostra forte opposizione politica. Si completa ciò che era rimasto sospeso allora. Il piano di dismissioni iniziato con il primo lotto alla frazione Torchiati, in esecuzione della delibera del Consiglio comunale del 9 marzo 2015, continua con il secondo e il terzo lotto, localizzati nelle ex aree prefabbricati di Aterrana in Via Rispettina (estesa per 6558 mq)  e di Torchiati in Via Subie (di  8200 mq)
Il bando di alienazione del 28 novembre ha dato il via libera all’asta pubblica mediante offerta in aumento rispetto all’importo base di gara, fissato in 243.750 euro per il suolo di Aterrana e 533.000 euro per l’area di Torchiati, da presentare entro il prossimo 9 febbraio.
Dobbiamo evidenziare, ancora una volta, come si sia scelta la strada più facile ma anche più miope nella gestione della risorsa più importante per un Comune, ovvero il Territorio
Qui delle due l’una: o lo stato delle finanze comunali non è florido per cui bisogna fare cassa dando via   l’argenteria di famiglia, oppure i conti del comune sono così in ordine da non rendere impellente la necessità di vendere. Nel primo caso la scelta sembrerebbe obbligata, ma allora non si capirebbe perché si assumono nuovi debiti in opere ed interventi non proprio indispensabili, vedi impianto per il gioco delle bocce alla frazione S. Bartolomeo costato la bella cifra di 400.000 euro mediante accensione mutuo con l’Istituto per il Credito Sportivo. Nella seconda ipotesi ci chiediamo perché procedere a tamburo battente sottraendo due aree importanti ad una programmazione organica che dovrebbe trovare nel futuro Piano Urbanistico Comunale la sua naturale attuazione. In pratica si dà il via libera a due lottizzazioni che collocandosi al di fuori di uno strumento urbanistico prescindono da ogni valutazione in merito alle reali esigenze abitative del Comune. Esigenze che dovrebbero tener conto del reale fabbisogno di nuova cubatura (cemento) di dati demografici attendibili, del numero di immobili vuoti, invenduti o da completare ecc.
Non ci resta che sperare nel fallimento della prossima asta pubblica, così da far riflettere meglio sulla gestione del patrimonio pubblico e degli ultimi spazi disponibili. In un Comune dove, a partire dal dopo terremoto, le varie emergenze e una politica urbanistica dissennata hanno già fortemente compromesso le possibilità di uno sviluppo armonico del territorio. Si possono scegliere diversi modi di utilizzo di un bene pubblico, cioè di tutti: si è scelto il peggiore, il più vecchio, figlio di una cultura amministrativa abbagliata dalla seduzione del cemento che tanti disastri ha prodotto e continua a produrre nel nostro Paese.

CIRCOLO S.E.L. -SINISTRA ITALIANA  MONTORO-SOLOFRA




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