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Pd, una grande occasione sciupata





22/02/2017
No, non è una doccia fredda. La scissione del Pd era da tempo nell'aria. Tra i vertici del partito che, rinchiusi nelle logiche di potere, avevano perso il contatto con la realtà. Quella del Paese reale e dei suoi disagi. Non a caso, mentre nel Nazareno si discuteva di come riparare il guasto politico, nel tentativo di salvare il salvabile, nella Roma capitale tassisti e ambulanti, provenienti da tutta Italia, si scontravano con le forze dell’ordine rivendicando diritti negati. Non v’è dubbio sul fatto che il governo Renzi ha fatto delle cose buone. Alcune condite di populismo, altre all’insegna di un generale interesse. Ma contro ci sono errori clamorosi che il segretario del maggiore partito nazionale ha perseguito spesso con arroganza, quasi sempre con il finto ascolto, sempre proteggendo gli interessi forti. Banche, profitto, scelte di campo sono peccati mortali per un popolo che si misura ancora con forti conflitti sociali. E poi l’imperdonabile sufficienza: non partecipare alla direzione del partito e, provocatoriamente, scegliendo di recarsi negli Usa. Ora la situazione si fa grave. Per l’esplosione dei problemi sociali, ma anche per un partito che ha perso la rotta su cui era nato. Certo, gli scissionisti hanno un loro progetto. Forse anche nobile, ma, comunque, velleitario. In democrazia fa testo il consenso. Renzi si era illuso che quel 40 per cento dei voti ottenuti al Referendum fossero patrimonio personale e non di un Paese che, nella sua maggioranza, ha inteso difendere la Costituzione. Gravissimo errore. Non si è arreso, ha voluto sfidare. Ha perduto per la seconda volta. La sua assenza in direzione suona come un’ulteriore sfida: liberarsi, attraverso la scissione, di chi non lo voleva solo al comando. Il Pd si doveva reggere sulla fusione di culture diverse e sul dialogo e il confronto. Quella cultura è stata spazzata via. Oggi è tardi per fare processi. E’ l’ora delle responsabilità in un Paese che va sempre più verso la deriva. Davanti alla crisi un futuro tormentato: le elezioni amministrative, le primarie, il congresso del Pd. Importanti appuntamenti che, comunque, distrarranno la pubblica opinione.
edito dal Quotidiano del Sud



Quest'articolo è stato visualizzato 614 volteGianni Festa
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