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L’insegnamento rivoluzionario

29/03/2014
La fiducia di Obama sulle riforme di Matteo Renzi rafforza il convincimento che l’ambizione generazionale di cambiare l’Italia, sostenuta a più riprese, dall’attuale presidente del Consiglio dei ministri, non è solo un’affermazione populistica, ma una sfida che obbliga tutti ad una seria riflessione.  

Verso il voto di maggio 2014

28/03/2014
Sull’Europa spira un forte vento di populismo antieuropeo, una nuova destra xenofoba, venata dell’intramontabile sciovinismo nazionalista che nel passato tante sciagure ha apportato al vecchio Continente. Le elezioni amministrative francesi di domenica scorsa con la travolgente avanzata del partito di Marine Le Pen, forza tradizionalmente antieuro e antiglobalizzazione, ha creato allarme nei paesi dell’Unione proprio alla vigilia delle consultazioni elettorali per il rinnovo del Parlamento di Strasburgo.



Lo sfascio e la classe dirigente

23/03/2014
Cerco insistentemente, dico quasi con ossessione, una buona notizia da dare ai miei lettori per respirare insieme un po’ di sano ottimismo. Per quanto mi sforzi, non ci riesco. E non per mia responsabilità, ma perché, oggettivamente, dovunque mi giri registro solo sfascio. Se cammino per la città vengo assalito da una grande tristezza e da una profonda malinconia. Vedo i gazebo al Corso e penso che quegli “ombrelli” potevano essere fatti con maggiore gusto e, comunque, più aderenti all’ambiente. Dicono che saranno tolti, ma nessuno sa prevedere quando e dove andranno a finire. Prima di giungere a piazza Castello, mi fermo a dialogare con la Dogana. Che volete che vi dica: il simbolo della città è cadente, mentre ci si attarda sulle perizie sfogliando la margherita per sapere se la facciata cade o no. E intanto il reticolo di stradine che circonda il monumento resta chiuso per il “piacere” di chi deve raggiungere il centro cittadino.
Già, ecco piazza Castello. E’ un ammasso di fango e di pietre, di lamiere e di materiale edile. Da tempo è così. Se chiedi perché non hai risposte. Oramai anche gli annunci non sono più credibili. Per carità non intendo parlare del tunnel, né di piazza Libertà e men che mai della Bonatti. La malinconia si trasformerebbe in indignazione.
Parlo invece della sanità. Del Pronto soccorso del Moscati. Qui siamo in piena tragicommedia: pazienti sostanti (si fa per dire) sulle barelle per dodici, quattordici, diciotto ore. Personale che non riesce a dare conforto, corsie intasate. E a tutto questo si accompagnano maledizioni, strilli, lamenti, proteste. Una bolgia. Proprio in quella città ospedaliera che doveva essere il fiore all’occhiello non solo provinciale. E invece basta giungerci con una grave patologia e assicurarsi il rischio di non tornare più vivo a casa propria. Che vergogna. Volgo lo sguardo verso il tribunale. Magistrati e avvocati sono avviliti. La struttura è incapace di far fronte alle esigenze, ancor di più dopo la chiusura dei tribunali di Ariano e Sant’Angelo. Mancano gli spazi minimi, la sicurezza è andata a farsi benedire, gli archivi scoppiano. La protesta sale. La risposta non viene.
Da un decennio si parla della necessità di realizzare una cittadella giudiziaria. Ma dove, quando e con quali fondi? Anche questo va scritto nel libro dei sogni che sta esaurendo le pagine disponibili. Potrei continuare. Ma il cuore già provato rischierebbe di esplodere. Mi chiedo: ma perché tutto questo? Perché questa Grande Disaffezione, Indifferenza, Noncuranza, Sfrontatezza che partendo dalla città attraversa le zone interne, l’Arianese fino all’Irpinia d’Oriente per citare il caro Franco Arminio? La risposta è dorsiana: perché non c’è classe dirigente o se c’è è solo nominalistica e virtuale. Che interroga il governo, che indice conferenze stampa per certificare la propria esistenza, che vive con pesantezza il territorio e con fastidio i problemi della gente. E a me, purtroppo, nega il piacere di darvi le buone notizie.  


Dalla parte dei poveri

22/03/2014
Nel frastuono attuale del dibattito politico e culturale irpino sorge spontanea la domanda, tra la stragrande maggioranza dei cittadini che si professano cristiani, se la comunità cristiana è ancora portatrice delle speranze dei poveri. L’attuale periodo quaresimale è propizio per uno sforzo consapevole di riflessione perché il problema dei poveri è di vastissima portata, non solo della Chiesa locale, ma di tutta la comunità civile, dei cristiani e non, dei laici e dei presbiteri, degli amministratori, degli educatori, dell’associazionismo o del singolo cittadino che vive la propria dimensione umana all’interno della sua famiglia o negli angusti orizzonti del proprio condominio.  

La velocità della politica

20/03/2014
La velocità che Renzi ha impresso alla politica italiana è il segnale che il paese era fermo da troppo tempo. Il suo tour europeo che lo ha portato prima a Parigi da Hollande e poi a Berlino da Angela Merkel, la politica economica e le politiche istituzionali sono tappe forzate di un cammino che deve portare l’Italia fuori dalle secche. Al momento si tratta di annunci ma con date fissate e dunque si vedrà presto se dalle parole si passerà ai fatti. 

Rifondare il Mezzogiorno

19/03/2014
L’Italia sta all’Europa come il Sud sta all’Italia. Il divario crescente tra il Nord ed il Sud Europa, in termini di diffusi squilibri territoriali, sta producendo la “mezzogiornificazione” di tutta l’area mediterranea europea.Il Mezzogiorno è stato sempre additato come la zavorra di un Paese che ha nel suo Sud la parte debole di un sistema che oggi corre il rischio di implodere. La “mezzogiornificazione europea”, in atto, potrebbe ridurre la Grecia, paese già da tempo sull’orlo del precipizio, la Spagna, il Portogallo, l’intera Italia alla stregua di quello che oggi è il nostro Mezzogiorno. Alla storica e rimossa “questione meridionale”, rapportata su scala nazionale, si sta gradualmente sostituendo una “questione mediterranea”, su scala continentale.Con una tesi, sempre più accreditata, che ipotizza, a seguito della “mezzogiornificazione” dei paesi periferici europei, l’implosione sistemica dell’Europa.


Movimento “Due Stelle”

18/03/2014
Grillo e Casaleggio, ecco le uniche due autentiche stars del movimento politico nato con l'intento di spazzare via l'attuale classe politica corrotta e incapace per affermare una sorta di "democrazia diretta" dove gli eletti agiscono sotto la vigile guida degli elettori, del popolo sovrano continuamente consultato per comprenderne gli orientamenti. Un' idea sicuramente suggestiva che poteva fare, ed invero ha fatto, presa sopratutto sulla "pancia" di una parte, comunque consistente (circa un quarto), dell'elettorato italiano. 

La politica e la televisione

17/03/2014
La conferenza stampa o, meglio, la televendita con slides del Premier sulla “ # svolta buona” e i suoi annunci televisivi di svolta radicale e di “decisioni”, non tradotte ancora in provvedimenti e dai finanziamenti incerti nelle fonti e nelle quantità ha definitivamente consacrato il ruolo della Televisione nella comunicazione e nello stesso modo di fare politica che, dopo Berlusconi, ha fatto un altro significativo balzo in avanti dopo i governi Monti e Letta, pessimi comunicatori.



Sulle ali della speranza

16/03/2014
“Non fatevi rubare la speranza» ha detto papa Francesco in una delle sue emozionanti esternazioni. Questa frase mi è tornata in mente ieri sera al Goleto di Sant’Angelo dei lombardi, in occasione della presentazione del saggio di Dora Garofalo, dirigente scolastica in pensione e animatrice culturale di significative iniziative in Alta Irpinia.
Devo dire, con tutta la buona volontà, che la speranza in quel vasto territorio che vede scorrere l’Ofanto a valle, è già stata rubata. 


Matteo-Silvio: patto fatto

13/03/2014
Va di fretta Matteo Renzi ma al momento prevalgono gli annunci rispetto ai fatti. L’obiettivo è quello di cambiare il paese in 100 giorni e dunque il premier sostiene che nel mese di aprile ci sarà la riforma della Pubblica amministrazione, a maggio il fisco e a giugno la giustizia. Riforme annunciate in una conferenza stampa a suo modo rivoluzionaria. Mai si era visto a Palazzo Chigi un premier che illustra i provvedimenti con hashtag ad hoc (#la svolta buona) e slide proiettate. 

Mezzogiorno evaporato

12/03/2014
Il Nord chiama, la politica risponde. Il contrario di quanto avviene a Sud.
“Benvenuti al Nord”, il Sud, invece, sprofonda sempre di più nell’anonimato.
Non sono soltanto i riposizionamenti delle varie forze politiche, non ultimo quello dell’M5S, a far intuire la direzione verso la quale continuerà a muoversi il Paese nei prossimi anni, confermando la rotta del governo tenuta fino ad oggi a discapito di un Mezzogiorno afono nell’esecutivo come nelle aule parlamentari.



Macroregioni? Attenti al trucco

11/03/2014
Ogni qualvolta ci si trova di fronte a una questione da risolvere, quale che essa sia, nel nostro Paese non si smette mai di cadere nel vizio cronico di proporre un rimedio, quasi sempre peggiore del male. Prendiamo, ad esempio, il dibattito in corso sulle regioni, in particolare, su come arginare una sorta di “panregionalismo”, che ha ridotto questi organismi a dei centri di contestazione permanente dello Stato, e in molti casi- la maggioranza di essi- a fenomeni degenerativi, causa di sperperi e di dissipazione, finalizzati più al consenso che a innovare il territorio e a creare sviluppo.

Le verità dopo il potere

09/03/2014
Diciamo la verità: per anni questa provincia e questa città sono state prigioniere di un sistema politico invasivo e intraprendente. Per anni, quando la nostra classe dirigente aveva le leve del potere nelle proprie mani, ha fatto il bello e il cattivo tempo, utilizzando le risorse pubbliche a proprio piacimento e piegando le istituzioni alla propria volontà. Si fosse trattato di personaggi mediocri, avremmo potuto avere un minimo di comprensione. Anche se questa non sarebbe bastata a giustificare gli orrori commessi. Ma così non era, poiché il gruppo dirigente irpino di quella stagione era ritenuto il migliore che fosse stato espresso dall’intero Paese.

Il Popolarismo e la scelta di Renzi

04/03/2014
La decisione del PD di Renzi di aderire alla Socialdemocrazia europea è di enorme importanza per restituire al sistema politico italiano razionalità e per cominciare a tirarlo finalmente fuori dalle ventennali nebbie che lo avvolgono. Come si ricorda, lo tsunami tangentopoli disseminò sul campo le schegge dei partiti di governo, collocandole, per caso, da una parte o dall’altra. Da quel sommovimento e sull’onda di più antichi malesseri nacquero o si svilupparono nuovi partiti senza storia, radici e strategie. Il prodismo, completò la confusione del quadro. 

Renzi e il Sud dimenticato

26/02/2014
“La buona notizia del governo Renzi è che c’è poco Sud”.
Così ha titolato la stampa del Nord nel commentare la nascita di un governo che si presenta a forte trazione nordista.
In verità, così non è, perché il Sud in questo governo semplicemente non esiste.
La novità di rilievo è la cancellazione, come è stato anticipato, del ministero della coesione territoriale. ..



Il vincitore e le incognite

25/02/2014
Nelle condizioni date, quello che è nato con il giuramento al Quirinale è il governo più vicino all’idea di esecutivo che Matteo Renzi aveva coltivato fin da quando inventò lo slogan “L’Italia cambia verso”. Per il più giovane presidente del Consiglio della storia repubblicana è insieme un traguardo, una sfida, un azzardo. Anche un salto nel buio, perché di molti suoi ministri – donne e uomini – non si sa assolutamente se saranno in grado di corrispondere alle attese di un capo dall’ambizione smisurata e soprattutto alle necessità di un paese allo stremo. 

Dopo quella galleria

23/02/2014
Ho seguito, via streaming, i lavori del congresso nazionale dell’Udc che si è svolto nella capitale e nel corso del quale Ciriaco De Mita è intervenuto per portare il proprio contributo.
Ho pensato tra me, mentre il leader di Nusco si commuoveva per i ripetuti e meritati applausi che la platea gli tributava: guarda un po’ questo, pensa alto, riflette con lucidità, è dotato di una grande capacità di intuizione politica, e non solo, ma poi, non appena attraversa la galleria di Monteforte, tornando dalla capitale per raggiungere Nusco, si trasforma e diventa il vecchio notabile meridionale, con la pretesa di avere tutti ai suoi piedi, o, quanto meno di circondarsi di cantori che ne tessono le lodi, pronto a gettarlo alle ortiche se le cose vanno male. Gli esempi, purtroppo per lui, non mancano.



Quel viaggio chiamato desiderio

16/02/2014
Questa domenica vi proponiamo un viaggio nelle “aree interne”. Proviamo a percorrerle in bus. Sì, ma non fatevi troppe illusioni. Potrete andare avanti, con il servizio pubblico-regionale, fino ad un certo punto, perché la percorrenza è limitata, e intere tratte sono scoperte. Anche se riuscirete a prendere la vostra corsa, sarà a tempo.  

La sfida di don Matteo

14/02/2014
Il paese è in agonia. L’affanno si va lentamente trasformando in tremendo rantolo. Si lamentano tutti: gli industriali, le famiglie, i disoccupati , gli emarginati. Straripa la povertà, si contano i suicidi, le piazze d’Italia sono inondate dalla protesta di chi perde il lavoro. Di chi non ce la fa a raggiungere la fine del mese. In questa drammatica situazione c’è un partito, il Pd, il maggiore nel Paese, quello che raccoglie più consensi, che non riesce ad uscire dalla sua crisi.


Matteo Renzi alla prova

09/02/2014
Martedì 11 febbraio il progetto di riforma elettorale proposto da Matteo Renzi e concordato con Silvio Berlusconi torna alla Camera dopo una settimana di pausa e si capirà, fin dalle prime votazioni se riuscirà a procedere verso l’approvazione o se è destinato a cadere trascinando con sé la legislatura e le speranze di riforma fin qui suscitate. Che si tratti di una prova senza appello è dimostrato dalla decisione con la quale gli oppositori del neo segretario del Pd, dentro e fuori il suo partito, hanno cercato di osteggiare la legge. 



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