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Crescono i bisogni e loro litigano

11/04/2014
La qualità della classe dirigente locale si misura anche, e soprattutto, dalla sua capacità a superare le difficoltà per dare risposte alla comunità. Un caso emblematico di queste ultime settimane è quello del Piano di zona. Intere paginate di giornali ne danno conto con cronache a volte puntuali, il più delle volte strumentali nel tentativo di tirare la volata da questo a talaltro interesse. Il fatto in sintesi. La Regione Campania per far fronte ai bisogni assistenziali dei più deboli ha diviso il territorio regionale in più ambiti, a ciascuno dei quali corrisponde la gestione di un piano di zona sociale.  

La nuova stagione dei sindaci

10/04/2014
Molti analisti hanno già messo in evidenza che il vero cambio di passo imposto da Matteo Renzi sulle riforme consiste nell’assegnare maggiore forza e poteri ai sindaci. E così se la prima Repubblica era fondata sui partiti e la seconda su un bipolarismo dominato dalla figura di Berlusconi quella che potrebbe nascere adesso è una terza repubblica modellata sul ruolo dei sindaci. Se infatti le riforme andranno avanti e il senato delle autonomie diventerà realtà i primi cittadini delle grandi città come Roma, Milano o Napoli svolgeranno tre funzioni insieme: guida dei capoluoghi, presidenti delle nuove città metropolitane e senatori. Un potere finora sconosciuto.



Beni culturali e sponsor

08/04/2014
Da un po' di tempo a questa parte sempre più imprenditori manifestano interesse per gli investimenti nel restauro e tutela dei beni artistici e archeologici del nostro Paese. La casa di moda Fendi, ad esempio, ha stanziato due milioni e mezzo di euro per il restauro della fontana di Trevi. Diego Della Valle, proprietario della Tod's, uno dei più noti brand di calzature a livello mondiale, ha deciso di investire oltre 25 milioni di euro per il recupero del Colosseo. 

Le riforme secondo Renzi

07/04/2014
Nel paese è viva l’aspettativa per le riforme costituzionali e Il dibattito è intenso ed acceso. Si chiamano parrucconi coloro che non si accodano al pensiero dominante senza confutarne le obiezioni e le critiche con argomenti pertinenti. Riassumiamo. Che in Italia si parli da trent’anni di adeguare la Costituzione ai tempi mutati è un dato di fatto. 

Così muore una città

06/04/2014
Parliamoci chiaro. Avellino sta morendo. Travolta da un insolito destino. Prigioniera dei suoi tanti cantieri. Silenziosa nel dramma che si consuma. La città muore alla Ferrovia con l’Isochimica che annuncia la tragedia dell’amianto a grappoli. L’allarme delle ultime ore è terrificante. La morte vince sulla vita. Per anni si sapeva. Per anni si è taciuto. E ora non si sa decidere sul da fare. Avellino muore sulla Bonatti, variante nata al servizio della città ospedaliera e diventata, invece, la strada del pericolo immanente. 

Destra in crisi senza Silvio?

05/04/2014
Anche a non voler prendere per oro colato i sondaggi che, quando ancora non è formalmente iniziata la campagna elettorale, rischiano di essere ingannevoli o comunque imprecisi, sembra accertato che lo scenario che ci restituiranno le prossime elezioni europee vedrà il Partito democratico attestato oltre il 30% (la percentuale esatta dipenderà dalla capacità di trascinamento dei consensi del segretario-presidente), il Movimento 5 Stelle attorno al 25 e Forza Italia sotto il 20%. 

Se anche lo spettacolo di Monteverde...

04/04/2014
Quest’anno non ci sarà la riedizione del grande spettacolo dell’acqua sul Lago San Pietro a Monteverde. A decretare lo stop alla suggestiva manifestazione agostana è stata la fondazione “Insieme Per”, organizzatrice e promotrice dell’evento, adducendo come principale motivazione la precarietà dell’impianto scenico. 

I dilettanti e le riforme

01/04/2014
Quello che sta succedendo nelle Aule e nelle commissioni parlamentari, a causa dei continui cambiamenti di idee del governo sulle riforme, rischia di far impallidire “Zelig” e le altre trasmissioni di comici allo sbaraglio. Sì, perché un conto è la giusta rapidità con cui il berluschino al comando intende realizzare i propri desideri. Un altro conto è la velocità con cui cambia opinione su questioni fondamentali. 

Lavoro, pensioni e privilegi

31/03/2014
Ci voleva la rivelazione della pensione che Matteo Renzi si sta predisponendo, con l’accredito di contributi figurativi all’Inps, per scoprire i privilegi pensionistici della casta che gravano sulla previdenza generale senza alcun onere a carico del datore di lavoro e dello stesso lavoratore. Le pensioni di questo tipo, molte volte calcolate interamente con i contributi figurativi perché gli interessati fanno politica e sindacato a vita, sono centinaia di migliaia. 

L’Irpinia del fare? In vino veritas

30/03/2014
Non prendetela come un’ossessione. Anche questa settimana, al di là della cronaca, dei fatti politici e della loro interpretazione, la mia attenzione si è concentrata sulla ricerca di una buona notizia che fosse tale davvero. Lo spunto, come ho detto anche in pubblico qualche tempo fa, parlando della lungimiranza di Francesco De Sanctis con Toni Iermano e Gerardo Bianco in un pomeriggio alla biblioteca provinciale, lo traggo dal Corriere della SeraCorriere del Mezzogiorno che ha da poco varato una pagina dedicata alle Buone notizie. 

L’insegnamento rivoluzionario

29/03/2014
La fiducia di Obama sulle riforme di Matteo Renzi rafforza il convincimento che l’ambizione generazionale di cambiare l’Italia, sostenuta a più riprese, dall’attuale presidente del Consiglio dei ministri, non è solo un’affermazione populistica, ma una sfida che obbliga tutti ad una seria riflessione.  

Verso il voto di maggio 2014

28/03/2014
Sull’Europa spira un forte vento di populismo antieuropeo, una nuova destra xenofoba, venata dell’intramontabile sciovinismo nazionalista che nel passato tante sciagure ha apportato al vecchio Continente. Le elezioni amministrative francesi di domenica scorsa con la travolgente avanzata del partito di Marine Le Pen, forza tradizionalmente antieuro e antiglobalizzazione, ha creato allarme nei paesi dell’Unione proprio alla vigilia delle consultazioni elettorali per il rinnovo del Parlamento di Strasburgo.



Lo sfascio e la classe dirigente

23/03/2014
Cerco insistentemente, dico quasi con ossessione, una buona notizia da dare ai miei lettori per respirare insieme un po’ di sano ottimismo. Per quanto mi sforzi, non ci riesco. E non per mia responsabilità, ma perché, oggettivamente, dovunque mi giri registro solo sfascio. Se cammino per la città vengo assalito da una grande tristezza e da una profonda malinconia. Vedo i gazebo al Corso e penso che quegli “ombrelli” potevano essere fatti con maggiore gusto e, comunque, più aderenti all’ambiente. Dicono che saranno tolti, ma nessuno sa prevedere quando e dove andranno a finire. Prima di giungere a piazza Castello, mi fermo a dialogare con la Dogana. Che volete che vi dica: il simbolo della città è cadente, mentre ci si attarda sulle perizie sfogliando la margherita per sapere se la facciata cade o no. E intanto il reticolo di stradine che circonda il monumento resta chiuso per il “piacere” di chi deve raggiungere il centro cittadino.
Già, ecco piazza Castello. E’ un ammasso di fango e di pietre, di lamiere e di materiale edile. Da tempo è così. Se chiedi perché non hai risposte. Oramai anche gli annunci non sono più credibili. Per carità non intendo parlare del tunnel, né di piazza Libertà e men che mai della Bonatti. La malinconia si trasformerebbe in indignazione.
Parlo invece della sanità. Del Pronto soccorso del Moscati. Qui siamo in piena tragicommedia: pazienti sostanti (si fa per dire) sulle barelle per dodici, quattordici, diciotto ore. Personale che non riesce a dare conforto, corsie intasate. E a tutto questo si accompagnano maledizioni, strilli, lamenti, proteste. Una bolgia. Proprio in quella città ospedaliera che doveva essere il fiore all’occhiello non solo provinciale. E invece basta giungerci con una grave patologia e assicurarsi il rischio di non tornare più vivo a casa propria. Che vergogna. Volgo lo sguardo verso il tribunale. Magistrati e avvocati sono avviliti. La struttura è incapace di far fronte alle esigenze, ancor di più dopo la chiusura dei tribunali di Ariano e Sant’Angelo. Mancano gli spazi minimi, la sicurezza è andata a farsi benedire, gli archivi scoppiano. La protesta sale. La risposta non viene.
Da un decennio si parla della necessità di realizzare una cittadella giudiziaria. Ma dove, quando e con quali fondi? Anche questo va scritto nel libro dei sogni che sta esaurendo le pagine disponibili. Potrei continuare. Ma il cuore già provato rischierebbe di esplodere. Mi chiedo: ma perché tutto questo? Perché questa Grande Disaffezione, Indifferenza, Noncuranza, Sfrontatezza che partendo dalla città attraversa le zone interne, l’Arianese fino all’Irpinia d’Oriente per citare il caro Franco Arminio? La risposta è dorsiana: perché non c’è classe dirigente o se c’è è solo nominalistica e virtuale. Che interroga il governo, che indice conferenze stampa per certificare la propria esistenza, che vive con pesantezza il territorio e con fastidio i problemi della gente. E a me, purtroppo, nega il piacere di darvi le buone notizie.  


Dalla parte dei poveri

22/03/2014
Nel frastuono attuale del dibattito politico e culturale irpino sorge spontanea la domanda, tra la stragrande maggioranza dei cittadini che si professano cristiani, se la comunità cristiana è ancora portatrice delle speranze dei poveri. L’attuale periodo quaresimale è propizio per uno sforzo consapevole di riflessione perché il problema dei poveri è di vastissima portata, non solo della Chiesa locale, ma di tutta la comunità civile, dei cristiani e non, dei laici e dei presbiteri, degli amministratori, degli educatori, dell’associazionismo o del singolo cittadino che vive la propria dimensione umana all’interno della sua famiglia o negli angusti orizzonti del proprio condominio.  

La velocità della politica

20/03/2014
La velocità che Renzi ha impresso alla politica italiana è il segnale che il paese era fermo da troppo tempo. Il suo tour europeo che lo ha portato prima a Parigi da Hollande e poi a Berlino da Angela Merkel, la politica economica e le politiche istituzionali sono tappe forzate di un cammino che deve portare l’Italia fuori dalle secche. Al momento si tratta di annunci ma con date fissate e dunque si vedrà presto se dalle parole si passerà ai fatti. 

Rifondare il Mezzogiorno

19/03/2014
L’Italia sta all’Europa come il Sud sta all’Italia. Il divario crescente tra il Nord ed il Sud Europa, in termini di diffusi squilibri territoriali, sta producendo la “mezzogiornificazione” di tutta l’area mediterranea europea.Il Mezzogiorno è stato sempre additato come la zavorra di un Paese che ha nel suo Sud la parte debole di un sistema che oggi corre il rischio di implodere. La “mezzogiornificazione europea”, in atto, potrebbe ridurre la Grecia, paese già da tempo sull’orlo del precipizio, la Spagna, il Portogallo, l’intera Italia alla stregua di quello che oggi è il nostro Mezzogiorno. Alla storica e rimossa “questione meridionale”, rapportata su scala nazionale, si sta gradualmente sostituendo una “questione mediterranea”, su scala continentale.Con una tesi, sempre più accreditata, che ipotizza, a seguito della “mezzogiornificazione” dei paesi periferici europei, l’implosione sistemica dell’Europa.


Movimento “Due Stelle”

18/03/2014
Grillo e Casaleggio, ecco le uniche due autentiche stars del movimento politico nato con l'intento di spazzare via l'attuale classe politica corrotta e incapace per affermare una sorta di "democrazia diretta" dove gli eletti agiscono sotto la vigile guida degli elettori, del popolo sovrano continuamente consultato per comprenderne gli orientamenti. Un' idea sicuramente suggestiva che poteva fare, ed invero ha fatto, presa sopratutto sulla "pancia" di una parte, comunque consistente (circa un quarto), dell'elettorato italiano. 

La politica e la televisione

17/03/2014
La conferenza stampa o, meglio, la televendita con slides del Premier sulla “ # svolta buona” e i suoi annunci televisivi di svolta radicale e di “decisioni”, non tradotte ancora in provvedimenti e dai finanziamenti incerti nelle fonti e nelle quantità ha definitivamente consacrato il ruolo della Televisione nella comunicazione e nello stesso modo di fare politica che, dopo Berlusconi, ha fatto un altro significativo balzo in avanti dopo i governi Monti e Letta, pessimi comunicatori.



Sulle ali della speranza

16/03/2014
“Non fatevi rubare la speranza» ha detto papa Francesco in una delle sue emozionanti esternazioni. Questa frase mi è tornata in mente ieri sera al Goleto di Sant’Angelo dei lombardi, in occasione della presentazione del saggio di Dora Garofalo, dirigente scolastica in pensione e animatrice culturale di significative iniziative in Alta Irpinia.
Devo dire, con tutta la buona volontà, che la speranza in quel vasto territorio che vede scorrere l’Ofanto a valle, è già stata rubata. 


Matteo-Silvio: patto fatto

13/03/2014
Va di fretta Matteo Renzi ma al momento prevalgono gli annunci rispetto ai fatti. L’obiettivo è quello di cambiare il paese in 100 giorni e dunque il premier sostiene che nel mese di aprile ci sarà la riforma della Pubblica amministrazione, a maggio il fisco e a giugno la giustizia. Riforme annunciate in una conferenza stampa a suo modo rivoluzionaria. Mai si era visto a Palazzo Chigi un premier che illustra i provvedimenti con hashtag ad hoc (#la svolta buona) e slide proiettate. 



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