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Il potere e il bisogno

26/01/2014
C’è stato un tempo in cui il potere, quello reale, era tutto concentrato in Irpinia. Quello fu il tempo del prima e del dopo terremoto. Al Nord si badava quasi esclusivamente agli affari: gli industriali scendevano al Sud solo per lucrare risorse dello Stato, spesso con la compiacenza dei baroni politici meridionali. Al Sud, invece, si pensava a ragionare di politica. 

Attenzione ai trabocchetti

21/01/2014
Eletto un mese mezzo fa alla guida del Partito democratico con larghissimo suffragio appena un anno dopo la sconfitta subìta ad opera di Bersani, Matteo Renzi non ha affatto perduto per strada, finora, l’energia, la sicurezza di sé, la spavalderia e anche quel non poco di arroganza che hanno accompagnato la sua rapida ascesa politica. 

La difficile scelta

19/01/2014
Quante volte, per effetto della tremenda crisi che ha travolto anche l'editoria, siamo stati tentati di ritoccare il prezzo di vendita in edicola del nostro giornale. Abbiamo fatto una lotta di resistenza senza pari, chiamando tutti al sacrificio, impegnandoci fino alla spasimo per non spegnere questa voce libera che non ha alle spalle né padrini, né padroni, ma si nutre di una grande passione civile.
Mentre gli altri giornali licenziavano, facevano ricorso agli strumenti assistenziali dello Stato, noi siamo andati avanti per tener fede a un patto d'onore con la gente irpina, con i nostri lettori. 


Tra Enrico e Matteo

16/01/2014
Li hanno paragonati a D’Alema e Veltroni, stesso partito e grande rivalità. Letta e Renzi sono i due protagonisti di questa turbolenta e fragile legislatura. Come D’Alema anche Letta si muove nel perimetro di una politica più tradizionale attenta agli equilibri e in sintonia con l’apparato. Renzi come Veltroni prova a scardinare dal basso i vertici e attraverso le riforme cambiare in profondità il paese.  

Un difficile presente

15/01/2014
L’Irpinia sta cambiando volto. Sfigurata dalla crisi ma anche da un senso di smarrimento scaturito dalla perdita di punti di riferimento un tempo sicuri. Di certo, l’Irpinia non esiste più così come l’abbiamo conosciuta fino ad ieri. Siamo ad un giro di boa significativo della sua storia recente e i segnali che stanno lì, a indicare una profonda trasformazione del territorio, e delle comunità, vanno interpretati nel quadro di un processo involutivo di una provincia che sta subendo una progressiva “desertificazione”. 

Gli ultimatum e la melina

14/01/2014
Dopo una lunga vacanza invernale, che un paese in grave crisi come è ancora l’Italia non si sarebbe meritato, la politica torna al lavoro e si ritrova alle prese più o meno con gli stessi problemi che aveva lasciato alle sue spalle prima di Natale. 

Le bugie di Caldoro

12/01/2014
Stefano Caldoro, figlio d’arte, socialista per tradizione, è persona mite. Ha un bagaglio politico di non poco conto, avendo occupato in passato incarichi ministeriali di indiscusso prestigio. Ed è proprio per il suo aspetto rassicurante, con quella faccia di persona con grande educazione, che riuscì a sconfiggere, nelle elezioni regionali di quattro anni fa, il più irruento e battagliero Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno. Allora fu una sorpresa e una speranza. Naturalmente la sua vittoria non avvenne solo per questo. 

Partita a tre

11/01/2014
Le dimissioni del vice ministro dell’Economia Stefano Fassina non sono solo il frutto della irritazione per la sarcastica battuta a lui rivolta dal segretario del Pd Matteo Renzi; manifestano anche l’esasperazione di una divergenza di linea politica già emersa nella battaglia per le primarie ed evidentemente non risolta con l’elezione quasi plebiscitaria del sindaco di Firenze.  

Sprofondati nell’inferno

08/01/2014
“Mentre sulla scena politica si susseguono banali rappresentazioni nelle quali tutte le ambizioni umane intessono le loro menzogne, sullo sfondo giganteggia la maschera sghignazzante della realtà”.
Prendiamo in prestito queste lucide incisive, e tutt’altro che datate, parole di Gramsci, che si adattano bene ai tempi difficili che stiamo vivendo, per rappresentare la critica situazione sociale e politica dell’anno che ci siamo appena lasciati alle spalle e inevitabilmente ereditata dal nuovo che da poco ha fatto il suo esordio con il 2014.



"Teatro a sorpresa" per il Pd di Renzi

07/01/2014
All’indomani delle primarie del Pd, del dicembre scorso, che segnarono l’apoteosi di Matteo Renzi, così plebiscitaria da far passare in secondo piano anche i burleschi “taroccamenti” elettorali del Gabibbo, non mancarono, con gli “osanna” e i “te Deum” al neo segretario, mugugni e riserve.  

Ed ora si lavori per la città dolente

05/01/2014
Da circa un mese l’amministrazione comunale del capoluogo è ferma al palo. Travolta da una crisi inspiegabile. Da dissensi che non portano da nessuna parte. Dal desiderio di qualcuno di conquistare potere e visibilità.
Non solo. Le vecchie categorie del Pd, che sembrava fossero state sconfitte dal successo elettorale di Renzi, ora rialzano la testa e pongono condizioni, disegnando modelli alternativi di governo cittadino.



Noi e i sessanta anni della Rai

04/01/2014
La Rai compie sessant’anni. Una festa che riguarda tutti perché tutti, più o meno consapevolmente, con la Rai siamo cresciuti. Un tempo la si definiva “mamma” ; nelle polemiche politiche c’è sempre qualcuno che la chiama “matrigna” ma -per ognuno di noi- la Rai è stata una certezza, una presenza discreta, una sorta di parente defilato su cui, però, si poteva sempre contare nei momenti di difficolta’. 

I capponi di Renzi

03/01/2014
La confusione sulle nostre istituzioni è al massimo, a causa di una classe politica del tutto incapace (ma di tutto vorace!). Forse neppure i nostri Padri costituenti saprebbero che pesci prendere. Archiviati i saggi, annullate le commissioni speciali, ora si è ripreso il provvedimento che ridimensiona le province.  

Il Papa e Napolitano

02/01/2014
Ascolti Giorgio Napolitano, nel suo messaggio agli italiani di fine d’anno e il cuore si riempie di speranza. Segui le parole di Papa Francesco, nel giorno che dà vita a un nuovo anno, e ti rendi conto che c’è ancora tanto da fare nel percorso che porta verso il bene comune. Registri le reazioni dei partiti politici e ti viene subito da pensare che questo Paese, per le sue lacerazioni, è più orientato verso la critica sterile che nella costruzione di un modello di coesione nazionale. 

Quante speranze per l’anno nuovo

31/12/2013
Ci siamo. Allo scoccare della mezzanotte un nuovo anno, il 2014, farà l’ingresso nella vita di ciascuno di noi. E’ probabile che, dando un calcio al passato, lo sguardo sarà rivolto al futuro che, ci auguriamo, possa essere ricco di soddisfazioni e di risultati positivi.
Anzitutto che sia un anno di pace, laddove conflitti etnici e religiosi insanguinano il continente. Troppi, tanti sono i morti, tra cui donne e bambini, che sono vittime di odio, rancore, violenza.
Che abbia la meglio, nell’anno nuovo, il dialogo tra i popoli, nelle comunità, nelle famiglie, tra le persone. Che i contrasti siano risolti con il civile confronto, senza arroganza e superbia, con umiltà e per il bene comune.



Cose di questo Mezzogiorno

30/12/2013
Mario rivede Modestino, compagno di interminabili passeggiate per il Corso dopo una lunga assenza: Dove sei stato tutto questo tempo lasciandomi solo a passeggiare? Dai miei figli a Bergamo dove mi reco di tanto in tanto per rivedere i nipotini. Da nonno ho ricominciato a fare l’emigrante di ritorno, avendolo fatto da giovane per lavoro. 

La politica smarrita

29/12/2013
Ho fatto un sogno: ho visto il presidente del Consiglio comunale di Avellino su un’altura, come un cecchino, sparare a ripetizione sul sindaco Paolo Foti che, colpito da una raffica di mitra, si accasciava al suolo gridando “viva Avellino”.
E’ stata tanta l’angoscia che sono saltato in mezzo al letto e ho cominciato a riflettere, partendo dalla scena del sogno, sulla situazione, ormai insostenibile, che si registra al Comune capoluogo. E così ho finito per non dormire più.



Auguri per il 2014

28/12/2013
Dal punto di vista politico, l’anno che si sta per chiudere non è stato certamente avaro di novità, anche clamorose. Eccezionale è stata la rielezione di Giorgio Napolitano alla presidenza della Repubblica, che ha posto fine nell’unico modo possibile alla certificata incapacità di un parlamento appena eletto a compiere dignitosamente l’atto più importante che la Costituzione gli attribuisce.

La crisi degli enti locali e la questione Irpiniambiente

27/12/2013
Nei Comuni italiani si è infranto il sogno di una rinascita, coltivato con l’elezione diretta di sindaci che ha impresso un nuovo e più incisivo impulso all’attività amministrativa facendo in parte rifiorire quell’antica tradizione dei comuni che per secoli è stato l’elemento di coesione e di crescita dell’Italia. 

Riscoprire il valore del bene comune

24/12/2013
Intanto gli auguri di buon Natale a tutti i nostri lettori. Agli irpini. Agli avellinesi. Con il cuore, senza retorica. Da vivere in solidarietà, con buona salute, nel calore delle proprie famiglie. Questa festa della cristianità non può non indurre a riflettere sul valore del bene comune, così lontano di questi tempi dalle tante emergenze che affollano la nostra realtà. Pensiamo ai forestali, ma non solo. 



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