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“Mo vene Natale”

23/12/2013
Mo vene Natale…! La pubblicità natalizia scorre in TV in un eccesso di babbi natali rossi e monti innevati, tra un talk show di insulsa e banale politica e le immagini delle piazze con la folla di casalinghe arrabbiate e di disoccupati, che non possono comprare i beni pubblicizzati. Il contrasto tra le due Italie, quella dei pochi ricchi e spendaccioni e quella dei moltissimi che tirano la cinghia è evidente e stridente. E’ un’Italia a più parti delle quali ognuna marcia divisa in dispregio dell’altra.



Ripulire e ripartire

22/12/2013
Chi dovesse ritenere che le minacciate dimissioni di Paolo Foti sono solo un risultato di un gesto emotivo sbaglierebbe e di non poco. Dietro, e dentro, questa apparente crisi di nervi c’è ben altro. Qualcosa che fa tremare vene e polsi, che sa di putrido e di polpette avvelenate. Avremo modo e tempo di parlarne, in attesa di eventi che potrebbero maturare già nei prossimi giorni.  

Appello al dovere civico

21/12/2013
Non v’è dubbio che quanto si sta verificando al Comune di Avellino, con le minacciate dimissioni del sindaco Foti e i forti contrasti nella maggioranza, esige una riflessione che ristabisca un clima di responsabilità. 

Le due città che si confrontano

20/12/2013
Avellino è anche nostra. Anzi è nostra. Ma qualcuno, invece, pensa che sia cosa loro. Lo spettacolo, indecente e vile, che gli avellinesi si sono trovati ieri sera davanti agli occhi, è tra quelli che meritano di essere da subito dimenticati.  

Un paese da ricostruire

19/12/2013
All’epoca del governo Monti venne coniato un acronimo ABC che stava per Alfano, Bersani e Casini. I tre moschettieri che sostenevano con i rispettivi partiti l’esecutivo del professore bocconiano. Oggi ad avere un ruolo di peso è rimasto solo Alfano. La B di Bersani è stata sostituita dalla R di Renzi e la C di Casini si è dispersa nei troppi rivoli centristi che prima o poi dovranno ritrovare l’unità necessaria.  

Mezzogiorno uguale povertà

18/12/2013
Mezzogiorno ormai coincide con povertà. Basta guardarsi intorno, in città come in provincia, per rendersi conto della realtà, della drammatica situazione che vive il Sud. A certificarlo sono i freddi numeri di statistiche che parlano chiaro e provocano brividi. 

Senza coloni né colonizzati

17/12/2013
Uno degli ultimi allarmi in ordine di tempo arriva dall’Alta Irpinia, da dove comitati e associazioni si rivolgono al Corriere per chiedere aiuto, per dare voce a comitati, associazioni, cittadini, diocesi, quanti si sono visti a Lioni per dirsi che assistere all’aggressione ambientale senza reagire non è più possibile. La minaccia è rappresentata da elettrodotto, pale eoliche, centrale elettrica, tutto “in sfregio della bellezza del territorio irpino e tutto posizionato intorno all’Abbazia del Goleto, luogo di storia e di civiltà”.  

Il populismo in piazza

16/12/2013
Centinaia di migliaia di cittadini “arrabbiati” sono scesi in piazza da una settimana bloccando il paese e creando disordini. Chiedono la caduta del governo Letta, tutti i politici a casa ed un governo di solidarietà senza i politici, i tecnici ed i militari. Come? Poi si vedrà. La protesta non si fermerà se non con una … nuova marcia su Roma!  

Questa inutile regione Campania

15/12/2013
Fino a quando il consiglio regionale sarà espressione del numero della popolazione, e non di un vero governo territoriale, le speranze per le zone più deboli saranno destinate ad essere ulteriormente mortificate. La dimostrazione viene dalla Regione Campania che oggi è, quasi, un supermunicipio di Napoli. 

Fermare questa desertificazione

14/12/2013
Non passa giorno che non giunga, per le aree interne della Regione Campania, qualche cattiva notizia. In particolare, il territorio periferico dell’Irpinia è afflitto quotidianamente da uno stillicidio di fenomeni disastrosi e mortificanti sia dal punto di vista economico-sociale che politico-istituzionale. 

Evasione e povertà

13/12/2013
I Forconi stanno assediando l’Italia. Il movimento in Sicilia ,dove nacque nel 2012, si rese protagonista delle cinque giornate di protesta contro le liberalizzazioni e i sacrifici imposti dal governo Monti. I fatti di quelle turbolenti giornate furono letti da molti commentatori come il prologo ad un insurrezionismo, di cui la Sicilia storicamente è stata sempre protagonista, essendo terra di antiche subordinazioni alle varie dominazioni che si sono succedute nei secoli, ma anche terra di profonde ribellioni. 

Riforme, segnale di riscatto

12/12/2013
Il percorso della legislatura si snoda inevitabilmente sulla convivenza tra Letta e Renzi. L’uscita dalla maggioranza di Berlusconi e la necessità di Alfano di non rompere il precario equilibrio esistente rende il nuovo segretario del PD l’attore principale della nuova coalizione di governo. Il primo faccia a faccia tra i due va in scena nello studio del Presidente del Consiglio a Palazzo Chigi. 

Sud e classe dirigente

11/12/2013
Oggi, qualsiasi riflessione sul Mezzogiorno rischia di apparire come qualcosa di stantio, di ripetitivo, di polveroso, non riuscendo ad imporsi come tema all’ordine del giorno nell’agenda politica.
Il Mezzogiorno appare sempre eguale a se stesso, immobilizzato e dominato, fondamentalmente, sempre dagli stessi ceti dirigenti, in una logica imperniata su un atavico e rinnovato “gattopardismo”.


Questa povera Irpinia tradita

08/12/2013
Passa il tempo. L’Irpinia vive sempre più di precarietà. La città resta immobile nei suoi problemi. La classe politica è distratta tra un voto e l’altro.
E’ questo, purtroppo, il terribile scenario che si presenta oggi davanti agli occhi dei cittadini su cui pesano ritardi e inefficienza.



Il disegno di svendere l'Irpinia

01/12/2013
Rischiamo di ripeterci, ma noi continuiamo a ricordarlo che sono tante, troppe le cose che non stanno funzionando. Un’altra settimana, qui in Irpinia, è passata a sostenere battaglie sociali, a raccontare di scontri e di polemiche, a cercare le ragioni chi ha torto e di chi ha ragione, quali diritti vengono lesi, a rappresentare la vastità di un baratro nel quale non è affatto difficile precipitare. 

Addio caro Zucchini

26/11/2013
Miniussi, Codraro, Piaser, Zucchini, Piccinini, Fraccapani, Palazzese, Zoff, Marchesi, Pantani e Nobili, e poi Violo, Bongiorni, Cattaneo (Ezio, non Cesare), Agostini, Caocci e il terzo portiere Ducci. Li continuo a “snocciolare” così, automaticamente come facevo giusto quaranta anni orsono, in quella stagione indimenticabile e credo “unica” della prima promozione in B del nostro Avellino.  

Questione Italia e Campania

25/11/2013
La questione della quale si parla, oggi, è cosa farà l’Italia per non far prevalere in Europa gli ayatollah del rigore e per dare impulso alla crescita. A questa, però, per noi meridionali se ne affianca un’altra: cosa farà il sud e, per quanto più ci riguarda, la Campania per farsi trovare in condizione di agganciare anche noi la ripresa, quando ci sarà. 

Avellino e l’effetto notte

24/11/2013
Irpinia, terra di emergenze. Ieri la ricorrenza del 23 novembre ci ha ricordato la ferita mortale che la natura aveva inferto a questa terra 33 anni fa. Di questo si è parlato nel cratere con lo sguardo rivolto al passato e la difficoltà di guardare al futuro. Ma in questi anni è come se il tempo si fosse fermato. Lo sviluppo non c’è stato, e ancora oggi si discute di un patto di cui nessuno sa quale sarà il futuro. Dicevamo le emergenze. Quella dei forestali è emersa in tutta la sua forza in questi ultimi giorni. La morte di un operaio di Aiello del Sabato ha acceso i fari su un dramma che sta coinvolgendo centinaia di famiglie. 

Berlusconi che va Berluschino che viene

23/11/2013
E’ certamente eccessiva la definizione grillina di PdL e Pd-meno L. Ma i due maggiori partiti appaiono legati da un destino assai singolare. Mentre si consuma la telenovela infinita dell’uomo solo al comando del PdL, la formazione di centro- sinistra si appresta a scegliere come leader il politico più vicino a quel modello. 

Vertenza da risolvere a tutti i costi

22/11/2013
E’ da mesi che il Corriere dell’Irpinia ha posto l’accento sulla questione dei forestali senza stipendio da oltre diciassette mesi. L’inadempienza della Regione Campania nel trasferire le risorse alle Comunità montane i cui bilanci sono a rosso, è stato oggetto di analisi nei fondi di prima pagina del giornale ma anche tema di approfondimento con puntuali cronache di questa lunga e sterminata odissea che, purtroppo, ci ha riservato un triste e doloroso epilogo.  



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