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Gli ultimatum e la melina

14/01/2014
Dopo una lunga vacanza invernale, che un paese in grave crisi come è ancora l’Italia non si sarebbe meritato, la politica torna al lavoro e si ritrova alle prese più o meno con gli stessi problemi che aveva lasciato alle sue spalle prima di Natale. 

Le bugie di Caldoro

12/01/2014
Stefano Caldoro, figlio d’arte, socialista per tradizione, è persona mite. Ha un bagaglio politico di non poco conto, avendo occupato in passato incarichi ministeriali di indiscusso prestigio. Ed è proprio per il suo aspetto rassicurante, con quella faccia di persona con grande educazione, che riuscì a sconfiggere, nelle elezioni regionali di quattro anni fa, il più irruento e battagliero Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno. Allora fu una sorpresa e una speranza. Naturalmente la sua vittoria non avvenne solo per questo. 

Partita a tre

11/01/2014
Le dimissioni del vice ministro dell’Economia Stefano Fassina non sono solo il frutto della irritazione per la sarcastica battuta a lui rivolta dal segretario del Pd Matteo Renzi; manifestano anche l’esasperazione di una divergenza di linea politica già emersa nella battaglia per le primarie ed evidentemente non risolta con l’elezione quasi plebiscitaria del sindaco di Firenze.  

Sprofondati nell’inferno

08/01/2014
“Mentre sulla scena politica si susseguono banali rappresentazioni nelle quali tutte le ambizioni umane intessono le loro menzogne, sullo sfondo giganteggia la maschera sghignazzante della realtà”.
Prendiamo in prestito queste lucide incisive, e tutt’altro che datate, parole di Gramsci, che si adattano bene ai tempi difficili che stiamo vivendo, per rappresentare la critica situazione sociale e politica dell’anno che ci siamo appena lasciati alle spalle e inevitabilmente ereditata dal nuovo che da poco ha fatto il suo esordio con il 2014.



"Teatro a sorpresa" per il Pd di Renzi

07/01/2014
All’indomani delle primarie del Pd, del dicembre scorso, che segnarono l’apoteosi di Matteo Renzi, così plebiscitaria da far passare in secondo piano anche i burleschi “taroccamenti” elettorali del Gabibbo, non mancarono, con gli “osanna” e i “te Deum” al neo segretario, mugugni e riserve.  

Ed ora si lavori per la città dolente

05/01/2014
Da circa un mese l’amministrazione comunale del capoluogo è ferma al palo. Travolta da una crisi inspiegabile. Da dissensi che non portano da nessuna parte. Dal desiderio di qualcuno di conquistare potere e visibilità.
Non solo. Le vecchie categorie del Pd, che sembrava fossero state sconfitte dal successo elettorale di Renzi, ora rialzano la testa e pongono condizioni, disegnando modelli alternativi di governo cittadino.



Noi e i sessanta anni della Rai

04/01/2014
La Rai compie sessant’anni. Una festa che riguarda tutti perché tutti, più o meno consapevolmente, con la Rai siamo cresciuti. Un tempo la si definiva “mamma” ; nelle polemiche politiche c’è sempre qualcuno che la chiama “matrigna” ma -per ognuno di noi- la Rai è stata una certezza, una presenza discreta, una sorta di parente defilato su cui, però, si poteva sempre contare nei momenti di difficolta’. 

I capponi di Renzi

03/01/2014
La confusione sulle nostre istituzioni è al massimo, a causa di una classe politica del tutto incapace (ma di tutto vorace!). Forse neppure i nostri Padri costituenti saprebbero che pesci prendere. Archiviati i saggi, annullate le commissioni speciali, ora si è ripreso il provvedimento che ridimensiona le province.  

Il Papa e Napolitano

02/01/2014
Ascolti Giorgio Napolitano, nel suo messaggio agli italiani di fine d’anno e il cuore si riempie di speranza. Segui le parole di Papa Francesco, nel giorno che dà vita a un nuovo anno, e ti rendi conto che c’è ancora tanto da fare nel percorso che porta verso il bene comune. Registri le reazioni dei partiti politici e ti viene subito da pensare che questo Paese, per le sue lacerazioni, è più orientato verso la critica sterile che nella costruzione di un modello di coesione nazionale. 

Quante speranze per l’anno nuovo

31/12/2013
Ci siamo. Allo scoccare della mezzanotte un nuovo anno, il 2014, farà l’ingresso nella vita di ciascuno di noi. E’ probabile che, dando un calcio al passato, lo sguardo sarà rivolto al futuro che, ci auguriamo, possa essere ricco di soddisfazioni e di risultati positivi.
Anzitutto che sia un anno di pace, laddove conflitti etnici e religiosi insanguinano il continente. Troppi, tanti sono i morti, tra cui donne e bambini, che sono vittime di odio, rancore, violenza.
Che abbia la meglio, nell’anno nuovo, il dialogo tra i popoli, nelle comunità, nelle famiglie, tra le persone. Che i contrasti siano risolti con il civile confronto, senza arroganza e superbia, con umiltà e per il bene comune.



Cose di questo Mezzogiorno

30/12/2013
Mario rivede Modestino, compagno di interminabili passeggiate per il Corso dopo una lunga assenza: Dove sei stato tutto questo tempo lasciandomi solo a passeggiare? Dai miei figli a Bergamo dove mi reco di tanto in tanto per rivedere i nipotini. Da nonno ho ricominciato a fare l’emigrante di ritorno, avendolo fatto da giovane per lavoro. 

La politica smarrita

29/12/2013
Ho fatto un sogno: ho visto il presidente del Consiglio comunale di Avellino su un’altura, come un cecchino, sparare a ripetizione sul sindaco Paolo Foti che, colpito da una raffica di mitra, si accasciava al suolo gridando “viva Avellino”.
E’ stata tanta l’angoscia che sono saltato in mezzo al letto e ho cominciato a riflettere, partendo dalla scena del sogno, sulla situazione, ormai insostenibile, che si registra al Comune capoluogo. E così ho finito per non dormire più.



Auguri per il 2014

28/12/2013
Dal punto di vista politico, l’anno che si sta per chiudere non è stato certamente avaro di novità, anche clamorose. Eccezionale è stata la rielezione di Giorgio Napolitano alla presidenza della Repubblica, che ha posto fine nell’unico modo possibile alla certificata incapacità di un parlamento appena eletto a compiere dignitosamente l’atto più importante che la Costituzione gli attribuisce.

La crisi degli enti locali e la questione Irpiniambiente

27/12/2013
Nei Comuni italiani si è infranto il sogno di una rinascita, coltivato con l’elezione diretta di sindaci che ha impresso un nuovo e più incisivo impulso all’attività amministrativa facendo in parte rifiorire quell’antica tradizione dei comuni che per secoli è stato l’elemento di coesione e di crescita dell’Italia. 

Riscoprire il valore del bene comune

24/12/2013
Intanto gli auguri di buon Natale a tutti i nostri lettori. Agli irpini. Agli avellinesi. Con il cuore, senza retorica. Da vivere in solidarietà, con buona salute, nel calore delle proprie famiglie. Questa festa della cristianità non può non indurre a riflettere sul valore del bene comune, così lontano di questi tempi dalle tante emergenze che affollano la nostra realtà. Pensiamo ai forestali, ma non solo. 

“Mo vene Natale”

23/12/2013
Mo vene Natale…! La pubblicità natalizia scorre in TV in un eccesso di babbi natali rossi e monti innevati, tra un talk show di insulsa e banale politica e le immagini delle piazze con la folla di casalinghe arrabbiate e di disoccupati, che non possono comprare i beni pubblicizzati. Il contrasto tra le due Italie, quella dei pochi ricchi e spendaccioni e quella dei moltissimi che tirano la cinghia è evidente e stridente. E’ un’Italia a più parti delle quali ognuna marcia divisa in dispregio dell’altra.



Ripulire e ripartire

22/12/2013
Chi dovesse ritenere che le minacciate dimissioni di Paolo Foti sono solo un risultato di un gesto emotivo sbaglierebbe e di non poco. Dietro, e dentro, questa apparente crisi di nervi c’è ben altro. Qualcosa che fa tremare vene e polsi, che sa di putrido e di polpette avvelenate. Avremo modo e tempo di parlarne, in attesa di eventi che potrebbero maturare già nei prossimi giorni.  

Appello al dovere civico

21/12/2013
Non v’è dubbio che quanto si sta verificando al Comune di Avellino, con le minacciate dimissioni del sindaco Foti e i forti contrasti nella maggioranza, esige una riflessione che ristabisca un clima di responsabilità. 

Le due città che si confrontano

20/12/2013
Avellino è anche nostra. Anzi è nostra. Ma qualcuno, invece, pensa che sia cosa loro. Lo spettacolo, indecente e vile, che gli avellinesi si sono trovati ieri sera davanti agli occhi, è tra quelli che meritano di essere da subito dimenticati.  

Un paese da ricostruire

19/12/2013
All’epoca del governo Monti venne coniato un acronimo ABC che stava per Alfano, Bersani e Casini. I tre moschettieri che sostenevano con i rispettivi partiti l’esecutivo del professore bocconiano. Oggi ad avere un ruolo di peso è rimasto solo Alfano. La B di Bersani è stata sostituita dalla R di Renzi e la C di Casini si è dispersa nei troppi rivoli centristi che prima o poi dovranno ritrovare l’unità necessaria.  



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