22/02/2017 02:55:01  
 
Credibilità della buona politica

21/02/2017
I mezzi di comunicazione degli ultimi giorni hanno focalizzato la loro attenzione sugli ennesimi fenomeni di frantumazione della partitocrazia italiana, a partire dal P.D. È un processo diventato, ormai irreversibile, a causa della progressiva perdita di pensiero autenticamente politico dei partiti politici ed in particolare di quelli della sinistra italiana. 

I giovani e l’Irpinia

20/02/2017
L’Irpinia si sta spopolando. E sono soprattutto i giovani, diplomati e laureati con ottimi voti, con diplomi di dottorati, di ricerca di master, ad andarsene. Vanno via dalla propria terra, nell’Italia del Nord, all’estero: in Germania, Francia, Spagna, Olanda, Stati uniti. Le cause sono note da tempo ma i rimedi non sono stati nemmeno tentati. Semplicemente perchè la questione giovanile è assente dall’agenda politica nazionale e regionale.

Non è mai finita

19/02/2017
Quella fu una grande stagione. Con molte luci e non poche ombre. Anche se, io credo, e i fatti lo oggi lo testimoniano, tangentopoli fu, è, e sarà italico costume. E non solo. Che ci fosse necessità di fare pulizia nel rapporto politica- affari si ricavò subito dalla reazione della pubblica opinione che si ebbe ad ogni tintinnio di manette. 

Scissione senza emozione

18/02/2017
Davvero non si comprende il motivo della imminente scissione del Partito democratico, così come non si comprenderebbe il motivo di un rinvio della separazione o di un superamento delle ragioni (quali?) che l’avrebbero determinata. 

Gobetti: chi era costui?

17/02/2017
Questa settimana ricorre il 91^ anniversario della morte di Piero Gobetti. Morì esule a Parigi, nella notte tra il 15 e il 16 febbraio 1926, all’età di 25 anni, a seguito delle violentissime aggressioni subite in Italia. Il regime volle stroncare con la violenza il suo intenso ed efficace impegno politico di liberale progressista.

Il Paese della rabbia

16/02/2017
Viviamo in un tempo in cui la memoria non si esercita molto sulle cose del passato eppure ci sono avvenimenti che hanno segnato in modo indelebile la nostra cronaca più recente e i riflessi si fanno sentire ancora oggi. Domani è l’anniversario di Tangentopoli. Il 17 febbraio del 1992 viene arrestato a Milano Mario Chiesa.  

I giovani di fronte alla crisi

15/02/2017
Per ministri, politici, tanti osservatori esterni, basta dire “bamboccioni”, ed è tutto chiaro. “Ho detto tutto”, diceva Peppino De Filippo e in realtà aveva detto poco e male e talora non aveva detto proprio niente. Purtroppo, invece, c’è tanto da dire e da chiedersi su questo diffuso e delicato problema.

Nuovo cattolicesimo sociale

14/02/2017
La stampa nazionale e locale ha dato ampio spazio nel convegno di Napoli dei Vescovi delle regioni meridionali sull'attualissimo tema Chiesa e Lavoro. Quale futuro per i giovani del sud?" I contributi della comunicazione scritta sono stati certamente coerenti con la complessità della tematica discussa, ma è doveroso per chi ha avuto l'onere e l'onore di partecipare ai lavori del convegno, sottolineare il senso autentico dell'evento stesso.

E’ sempre terra dei fuochi

13/02/2017
La terra dei fuochi continua a bruciare. E i bambini a morire! La recente manifestazione davanti alla Prefettura di Napoli, delle mamme dei bambini, (quelli morti - otto in soli 20 giorni - e quelli destinati a morire, del vasto territorio - 53 Comuni, 32 di Napoli e 23 di Caserta - dove la mortalità infantile per tumori causati dall’inquinamento è terribilmente più alta che altrove, è stato l’ennesimo grido di dolore disperato che continua ad essere ascoltato da chi non dovrebbe dormirci la notte e ne dovrebbe trarre le conseguenze, dimettendosi o dannandosi l’anima per risolvere il problema.

Chiesa e Mezzogiorno

12/02/2017
Non è certo la prima volta che la Chiesa si occupa della questione meridionale. E, più in generale, del dramma della disoccupazione giovanile. In realtà la recente iniziativa del cardinale di Napoli, Crescenzio Sepe, di affrontare il tema a Napoli, alla presenza di tutti i vescovi del Sud, ha non pochi precedenti, a cominciare, per stare solo al secolo scorso, dal 1947 quando proprio nel capoluogo campano si svolse la «XXI settimana sociale dei cattolici», sul tema «I problemi della terra e del lavoro», con la partecipazione di tutti i vescovi del Mezzogiorno. 

Se non ora quando

10/02/2017
Abbiamo già osservato che il risultato straordinario del referendum del 4 dicembre segna una svolta nella storia del nostro Paese. Con questo referendum il popolo italiano non solo ha respinto la deformazione della Costituzione contenuta nella proposta Renzi- Boschi ma ha anche rifiutato l'Italicum, un sistema elettorale disegnato a misura della riforma costituzionale, espressione dello stesso disegno neoautoritario ed accentratore.

Dalla Consulta ai partiti

09/02/2017
Il mosaico uscito dal voto del 4 dicembre e dalla sentenza della Consulta ha messo sul tavolo della politica una diversa geografia dei partiti. Una ricomposizione figlia innanzitutto di un ritorno al proporzionale. Un sistema che consente alle forze politiche di presentarsi da sole alle elezioni evitando le ammucchiate della “seconda repubblica” come l’Unione prodiana o la Casa delle libertà di Berlusconi.

Uno, nessuno, centomila centrodestra

08/02/2017
Non c'era bisogno di aspettare la manifestazione romana di Fratelli d'Italia o l'incontro fra i leader delle destre europee per accorgersi della convivenza sempre più difficile tra le diverse componenti del centro-destra italiano. Da tempo infatti le posizioni appaiono notevolmente divergenti e non facilmente componibili 

Chiesa “ospedale da campo”

07/02/2017
A chi ritiene che il messaggio del rivoluzionario umanesimo sociale di Papa Francesco – sul piano delle concrete azioni operative – non varca i confini del Vaticano, viene fornita una risposta eloquente dal cardinale Sepe che ha organizzato a Napoli per l'8 e il 9 febbraio una grande convegno sul lavoro e i giovani.

Il rebus del voto in Italia

06/02/2017
Al voto, al voto gridano i politici di casa nostra che la cronaca di questi giorni mette particolarmente in risalto contribuendo a creare una situazione che, in certo senso, ha del surreale. Tutti i leader– con la sola eccezione di Berlusconi vogliono andare ad elezioni subito, anche con le leggi elettorali uscite dalla consulta, magari estendendo il premio di maggioranza (calcolato a livello nazionale) anche al senato, non si capisce come, avvenendo l’elezione dei senatori a livello regionale.

La sconfitta della solidarietà

05/02/2017
La situazione politica in Italia è grave ma non è seria" ripeterebbe Ennio Flaiano. Il Paese è allo sbando, travolto da problemi gravissimi, eppure esso si avvita sulla discussione che riguarda se andare o meno al voto anticipato.

Dove si arriva col 10 per cento

04/02/2017
L’obiettivo del dieci per cento che Massimo D’Alema ha posto come traguardo di una ipotetica lista a sinistra del Pd di Matteo Renzi è un riflesso condizionato, come un tic nervoso della sinistra italiana, mai diventata forza stabile di governo perché sempre condizionata da una componente estremista, incapace di fare i conti con la modernità. In un sistema maggioritario, il 10% dei consensi è una quota destinata all’irrilevanza.

Restituire la sovranità agli elettori

03/02/2017
Abbiamo già segnalato ai nostri lettori (quotidiano del Sud del 27 gennaio) che, dopo la pronuncia con la quale la Corte Costituzionale ha demolito la legge elettorale più bella del mondo, la palla passa al Parlamento, che non può esimersi dall’intervenire per rimettere mano alla legge elettorale. 

L’incognita della legge elettorale

02/02/2017
Come prima di una battaglia gli eserciti si studiano allo stesso modo si stanno comportando le forze politiche. A suonare il gong della ripresa delle ostilità è stata la Corte Costituzionale e adesso la partita sulla durata del governo e dunque della legislatura si può giocare. Gli ultimi anni sono stati accompagnati dalle riforme.

Alle urne tra le incognite

01/02/2017
La forte spinta verso elezioni anticipate a breve, impressa dallo statista di Rignano al Pd, dimostra ancora una volta la sua irresponsabilità politica. Difficile definire altrimenti la pervicace volontà di trascinare il Paese, dopo il referendum, in un altro lungo periodo di scontro elettorale nonostante i gravi problemi aperti.



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