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La Costituzione è risorta

09/12/2016
Il risultato straordinario del referendum del 4 dicembre segna una svolta nella storia del nostro Paese. Con questo referendum il popolo italiano ha compiuto un nuovo importantissimo atto costituente.

Un paese senza leadership

08/12/2016
Quando gli indiani d’Amerca andavano in battaglia si coloravano il viso ma spesso anche dopo la guerra combattuta il giallo, il blù o il rosso restavano impressi sulla loro pelle. Insomma il colore non se ne andava. Sta accadendo anche nella politica italiana. La battaglia referendaria si è conclusa ma “i colori della guerra” sono ancora addosso a chi l’ha combattuta. 

Il difficile passaggio post voto

07/12/2016
Il referendum, con la straordinaria partecipazione degli elettori e il grande voto di popolo contro quella che è apparsa come una manomissione della nostra Costituzione, è finalmente alle nostre spalle. Non così le sue conseguenze. Né il suo peso sugli assetti politici futuri, che si faranno sentire per lungo tempo.

Una nuova fase si apre anche per il Sud

06/12/2016
La maggioranza degli italiani ha detto No: la Costituzione non si tocca. La Riforma immaginata da Renzi, sostenuto da Napolitano, rappresenta un pericolo per la democrazia. Troppe ambiguità, confuso e scritto male il progetto del premier, presunti legami con i poteri forti.

Dopo il voto rieccoci

05/12/2016
Quando il Quotidiano sarà in edicola, contrariamente a quando è stato scritto, si conosce già l’esito del Referendum. Sia che hanno vinto i SI, sia che hanno vinto i NO i problemi, che affliggono il nostro Paese e che si sono aggravati in questi ultimi mesi di inattività governativa, restano tutti sul tappeto e ad essi bisognerebbe mettere mano con spirito costruttivo senza nasconderne la complessità.

Se vince la partecipazione

04/12/2016
Gli italiani oggi si recheranno alle urne per esprimere la loro preferenza sulla necessità o meno della riforma della Costituzione. A notte inoltrata, con ogni probabilità, si conosceranno i primi risultati e si assisterà all’interminabile dibattito tra chi è riuscito nel proprio intento e chi, invece, proverà l’amarezza della sconfitta.

Ex Irisbus, l’ottimismo e i “cocci”

02/12/2016
Nella giornata trascorsa in Irpinia, Claudio De Vincenti ha lanciato corposi messaggi di ottimismo sul divenire della Valle dell’Ufita, area strategica per la provincia di Avellino ma soprattutto per le interconnessioni che essa è potenzialmente in grado di stabilire con quella parte del Mezzogiorno che attraverso il Corridoio Ottavo può diventare piattaforma e rampa di lancio verso i mercati dell’Est europeo, e non solo.

Fra passato e futuro

02/12/2016
Si conclude oggi la campagna elettorale più lunga e drammatica della nostra storia recente. Non l’abbiamo drammatizzata noi, l’hanno drammatizzata i nostri avversari ponendo il tema della sostituzione della Costituzione del 48 con la nuova Costituzione Renzi/Boschi come un’emergenza istituzionale, un passaggio ineludibile senza il quale il nostro paese sarebbe andato incontro ad una catastrofe simile alle dieci piaghe d’Egitto del racconto biblico.


Nel merito della riforma

01/12/2016
Finalmente si vota. Dopo una campagna elettorale lunghissima ed estenuante tra pochi giorni gli italiani decideranno se approvare o bocciare la riforma costituzionale. La sensazione generale è quella della saturazione più che della partecipazione.

Una città sotto assedio

30/11/2016
Parcheggi e legalità: intorno a questo binomio si sta consumando una delle pagine più tristi della città di Avellino. Un consiglio comunale. Ormai senza orgoglio, assediato da chi invoca il rispetto delle promesse fatte e non mantenute.

Le ragioni dello stare insieme

29/11/2016
È sempre più difficile oggi, all'interno dell'opinione pubblica italiana ed europea, trovare chi è disposto a credere nell'attuale assetto politico europeo. Il convincimento che il sogno europeo dei padri fondatori stia finendo, cede il passo alla speranza che l'Europa riesca a raccogliere la sfida storica che il panorama politico globale ha lanciato: la probabile fine del protettorato americano , la discussa capacità di imboccare la via della coesione politica, sociale e valoriale senza l'affanno sempre più deleterio della preminenza dell'assetto burocratico e finanziario.

Una campagna referendaria rovente

28/11/2016
Finalmente, sta per concludersi una campagna referendaria avvelenata e arroventata come mai si era visto finora. Più che ad una propaganda per il SI o per il NO si è assistiti ad una guerra di religione; più che ad un ordinato e pacato giudizio sulle ragioni dell’uno e dell’altro e sui meriti della riforma, si è andati ad una ordalia, un giudizio divino su un uomo: Renzi il quale ha fatto tutto ed il contrario di tutto per sostituire se stesso, il suo governo, il suo futuro e quello dell’Italia in una legittimazione della piazza che prevalesse sulla coscienza popolare e sulla logica.

Meraviglia e sconcerto

27/11/2016
Osservo il segno del tempo e rimango sospeso tra stordimento e meraviglia. Penso, ad esempio, a quel che sta accadendo in vista del prossimo voto del referendum per le proposte di modifica della Costituzione. Sono giorni e giorni che seguo, con grande interesse il dibattito preelettorale. Il suo limite è che poco si discute del merito e tanto, ma proprio tanto, delle vicende politiche che contrappongono le parti in campo.

Una stagione politica va in archivio

26/11/2016
Fra poco più di una settimana il referendum, sulla Costituzione, qualunque sia il risultato, archivia una stagione politica e forse anche la legislatura. Se vincerà il Sì, sarà ben difficile per il Parlamento arrivare alla scadenza naturale (febbraio-marzo 2018) ignorando che il voto popolare ha eliminato il Senato almeno nella sua attuale composizione; con la vittoria del No, le dimissioni di Matteo Renzi sarebbero la naturale conseguenza del responso delle urne, ed è facile immaginare che si aprirebbe una crisi senza sbocco, anche perché i rapporti politici fra maggioranza e opposizione e all’interno dello stesso Pd uscirebbero gravemente compromessi.

Il mio regno per un cavallo

25/11/2016
Un cavallo, un cavallo, il mio regno per un cavallo! E’ l’invocazione che Shakespeare mette in bocca al Re Riccardo III che, sconfitto nella battaglia di Bosworth Field, cerca disperatamente un cavallo per sfuggire alla morte.

Adriano, capitano coraggioso

24/11/2016
Il 30 novembre del 2007 ci ha lasciato Adriano Lombardi. Il capitano della serie A colpito da una terribile malattia. Quel fantastico Avellino che per dieci anni ci fa sognare entra in campo sulle note di Yellow Submarine dei Beatles.

Quei ricordi di morte, di vita e di rinascita

23/11/2016
Io c’ero. E nei luoghi della paura, delle lacrime e della rabbia vi rimasi per più di due mesi. Scavando tra le macerie, recuperando corpi imbiancati, senza più vita, aiutando i militari a calare le vittime nelle fosse, una dietro l’altra, avvolte nelle bianche lenzuola, perché anche le bare arrivarono in ritardo.

Provincia, elezioni fantasma

23/11/2016
Nei prossimi giorni si svolgeranno le elezioni più misteriose nella storia dell'Italia repubblicana. Eh, sì, perché il 27 novembre i sindaci e i consiglieri comunali irpini si riuniranno fra di loro e fra di loro decideranno i dodici consiglieri da eleggere alla provincia (nell'ambito, per la cronaca, delle sei liste presentate, due con simbolo di partito, le altre civiche). Sembra di essere tornati indietro, al post-unità d'Italia, quando votavano solo i possidenti.

Le politiche dalla parte dell’ambiente

22/11/2016
Uno dei rischi globali collegati al nuovo corso della politica capitalistica di Trump è costituito dal blocco degli accordi sulla questione climatica, in particolare quelli della Cop di Parigi del 2015. L'allarme aleggia sulla Cop 22, svoltasi dal 7 al 18 novembre di quest'anno a Marrakesch in Marocco.

Il senso politico di una riforma

21/11/2016
Ma è davvero la Costituzione vecchia di settant’anni a non essere più adeguata al cambiamento della società, a frenare la crescita e a rallentarne lo sviluppo? O Renzi e i suoi alleati di governo si propongono un ben altro obbiettivo, non confessabile in modo chiaro? Di dare prevalenza all’Esecutivo ed al potere del Premier e limitare i vincoli del Parlamento, i controlli e le garanzie degli Organi Istituzionali preposti che si vogliono, invece, sempre più remissivi e permissivi?



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