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Mattarellum, Italicum o Verdinellum





15/05/2017
Sarà un Italicum bis, un Mattarellum, un Verdinellum,? Comunque lo si voglia chiamare, con queste premesse e determinazioni, sarà quasi certamente un Pastrocchium, tanto per rimanere nel latinorum. Altro che riforma di struttura come dovrebbe essere, tra le altre, la legge elettorale! Lo scetticismo sulla possibilità che si possa fare davvero una legge elettorale decente e funzionale è totale, anche se il Capo dello Stato ha fatto capire, che se non si dovesse provvedere, non scioglierebbe le Camere. Con le due leggi attuali vigenti, infatti, la paralisi del Parlamento e delle Istituzioni sarebbe totale. E’, perciò, probabile che alla fine si farà un accordicchio che metta d’accordo un po’ tutti lasciando le storture delle due leggi attuali come i capolista bloccati e il tetto del 3% per accedere al Parlamento! Ma perché non si riesce a fare una legge elettorale che restituisca agli elettori il diritto di scegliersi i propri rappresentanti e, possibilmente, vada nell’interesse della governabilità e della funzionalità delle Istituzioni, rimettendo la politica nelle mani della collettività? Sostanzialmente perché ogni partito vuol farsi una legge a suo vantaggio e per fregare gli altri, come aveva tentato Renzi con l’Italicum. Il principio che la legge elettorale debba tendere all’interesse generale e riguardare la funzionalità del sistema e non favorire, con trucchi o artifici il partito che la propone o la maggioranza che l’approva è totalmente alieno dalla volontà dei partiti. La prima Repubblica si è retta per quarant’anni su una legge elettorale, proporzionale con adattamenti, non perfetta, ma funzionale, con le preferenze, che, tutto sommato ha garantito la governabilità, pur in presenza di due forti schieramenti opposti e, allora, inconciliabili (la DC ed il PCI), e di una destra fascista (il MSI ed il partito monarchici). Poi si sono volute abolire le preferenze e si è passati al Mattarellum (75% maggioritario/ 25% proporzionale) che pure è stata una buona legge fino a quando Berlusconi che con Tremonti e Calderoli, oltre ad averci portato ad un passo dal precipizio ci lasciò una legge elettorale che, a detta dello stesso Calderoli, uno dei suoi estensori, è passata alla … storia come il Porcellum, dichiarato incostituzionale. Renzi non è stato da meno ed ha fatto approvare, a colpi di maggioranze, fiducie e imposizioni, l’Italicum (utilizzabile solo per la Camera) anch’esso dichiarato in parte incostituzionale. I nostri politici non hanno imparato la lezione e insistono, imperterriti, nelle loro arroganti pretese di voler nominare i candidati e stabilire le norme per proprio tornaconto. Come si sarebbe dovuto ragionevolmente superare l’impasse? Restituendo totalmente agli elettori il diritto di scegliere i loro rappresentanti, attraverso i collegi uninominali a doppio turno (630 quanti i deputati da eleggere e 315 quanti i senatori). Sembrerebbe l’uovo di Colombo! Ma le cose semplici, spesso, sono le più efficaci. Invece i nostri statisti, da Arcore a Rignano, passando per Genova e Pontida, non appaiono in grado di sciogliere i nodi di fondo, per loro manifesta incapacità. Ci sarebbero troppe incognite ed il potere/ controllo sfuggirebbe loro per tornare al popolo. E, per chi ha pensato ai capolista bloccati e alle nomine dei parlamentari il passo sarebbe, questo sì, rivoluzionario. E questa è la causa principale della sfiducia della gente nei partiti e nella politica, del populismo e della rabbia popolare e, forse, della possibile vittoria di Grillo, altrimenti impensabile. Sono state presentate un centinaio di proposte che vanno in tutte le direzioni, lasciando invariato sostanzialmente l’impianto dell’Italicum, uniformandolo al Senato; ripristinando il Mattarellum; delineando sistemi nuovi come quello tedesco, corretto all’italiana. Il testo base Mazziotti sostanzialmente è un Italicum bis, adattato al Senato: premio alla lista che raggiunge il 40% dei voti e sbarramento, su base regionale, alle liste che non raggiungono il 3%, conferma dei capilista bloccati e delle preferenze. A Berlusconi ed ai 5stelle sta bene, come ai piccoli partiti che altrimenti sarebbero esclusi. Ai Dem invece no. Hanno presentato una nuova proposta, mallevadore Verdini, che è il sistema tedesco, 50% eletti in via proporzionale e 50% con il maggioritario. Lo hanno battezzato Verdinellum ma. Comunque lo si voglia chiamare, si preannuncia un nuovo pastrocchio. Cosa dire, se non ricordare le parole che Dante mette in bocca a Sordello (VI canto del Purgatorio): “Ahi serva Italia, di dolore ostello, / nave senza nocchiero in gran tempesta,/ non donna di province, ma bordello!/” E’, purtroppo, la rappresentazione di Dante, di una società rappresentata da una classe politica priva di ideali che è mille miglia lontano dal bene collettivo e dalla volontà generale è perfettamente adattabile all’oggi.
edito dal Quotidiano del Sud



Quest'articolo è stato visualizzato 313 volteNino Lanzetta
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