Grottaminarda – Che “con la cultura non si mangia” è una cosa tutta da dimostrare. Ma, sicuramente, conta molto per l’amministrazione comunale della cittadina ufitana. Ovviamente come tutte le altre cose di cui, Grottaminarda, ha bisogno. La riapertura, con relativa inaugurazione, della biblioteca “Osvaldo Sanini”, ristrutturata ed ampliata, lo dimostra. Così come la grande partecipazione di cittadini presenti alla cerimonia di inaugurazione presso il Castello d’Aquino. È stato, infatti, un pomeriggio intenso che ha unito, vista la location in cui si è svolto, la antica nobiltà del maniero con una visione moderna, per la collocazione di una rinnovata biblioteca. Un momento di commozione, cominciato con la benedizione del Parroco della chiesa di S.Maria Maggiore, Don Rosario Paoletti, quindi il taglio del nastro da parte del sindaco Marcantonio Spera e di tutta l’amministrazione, proseguito con la visita guidata nelle sei, accoglienti, a cura dello studioso di storia locale, Raffaele Masiello. Per concludere con il convegno all’aperto, sulla pittura di “Van Dick l’europeo”, spiegata dalla storica dell’arte Anna Orlando, negli splendidi giardini pensili del Castello.
Per Spera, oltre che una “necessità”, quello della riqualificazione del maniero grottese, fosse ” un vero e proprio sogno poichè le difficoltà sembravano insormontabili, invece, con caparbietà e con il sorriso l’obiettivo è stato raggiunto; è stato realizzato un gioiellino che si va collocare nel luogo più importante della nostra comunità: il Castello, già fulcro culturale”. Per questo ha voluto essere affiancato, oltre che ringraziarli, dai componenti della sua amministrazione che “hanno fatto, al solito, un grande lavoro di squadra”.
Quindi Marilisa Grillo, consigliera delegata alla Cultura e ai Lavori Pubblici, che ha seguito tutto l’iter burocratico, ha sottolineato “il ruolo della Provincia di Avellino, e del sindaco di Grottaminarda nella veste di Consigliere Provinciale, e della Regione Campania che hanno concesso i diversi finanziamenti utili a riqualificare le sale del Castello”. Ha poi spiegato anche come il patrimonio librario si è più che raddoppiato: da quello,iniziale, di 6mila volumi si è arrivati a 13mila: ed ha voluto, naturalmente, ringraziare “quanti hanno lavorato e contribuito fattivamente a tali straordinari risultati che restituiscono alla comunità un presidio di cultura e socialità”.
“La cultura crea comunità” ha detto Luana Vitale, Archeologa e Direttrice del Museo Antiquarium “Filippo Buonopane”, nel raccontare il lavoro encomiabile e collaborativo che c’è stato da parte di cittadini volontari come Raffaele Masiello e Paola Fabrizio e delle persone nell’ambito del progetto Gol, ma soprattutto ha parlato di “prospettive, dell’impegno di far vivere la Biblioteca, di riempirla di studenti e lettori e di dare una nuova veste anche all’Antiquarium “Filippo Buonopane” ampliandone spazi e reperti”.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche Lorenzo Mancini, funzionario della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino, il quale nel sottolineare “come non sia un caso che il nuovo tracciato ferroviario dell’Alta Capacità/Alta Velocità Napoli-Bari ricalchi la rete degli antichi percorsi viari”, ha voluto sottolineare “le numerose testimonianze archeologiche che stanno emergendo dalle indagini preventive ai lavori e che molti di quei reperti potranno essere custoditi nel rinnovato Antiquarium di Grottaminarda”.
Molto sentito e pregnante anche l’intervento di Francesca Amirante, Vicepresidente della VI Commissione Istruzione e Cultura della Regione Campania che nelle vesti anche di ex Docente e Storica dell’Arte ha parlato della “funzione sociale della cultura, delle battaglie affinchè la cultura non sia considerata marginale e come l’inaugurazione di una biblioteca, per di più nelle bistrattate aree interne, non vada considerata come un fatto scontato poichè altrove le biblioteche chiudono: dunque Grottaminarda è un modello da raccontare”.
Al termine del confronto, moderato dalla giornalista Monica De Benedetto, l’appassionante approfondimento da parte della Storica dell’Arte di fama internazionale Anna Orlando, sul pittore fiammingo Van Dyck giudicato da Rubens il suo migliore allievo. La studiosa genovese di origini grottesi, attraverso un excursus sulla più grande retrospettiva mai realizzata su Anton Van Dyck, attualmente in mostra presso Palazzo Ducale di Genova, da lei curata insieme a Katlijne Van Der Stighelen, ha trasportato l’uditorio nel viaggio compiuto dal pittore tra Genova, Anversa e Londra; ha fatto immergere i presenti nella realtà di ciascun dipinto mostrato, spiegando perchè Van Dick è un genio, un gigante della pittura già in giovanissima età, talento puro e innato che ha sfidato il tempo.
Infine, la consegna di alcune targhe quale riconoscimento da parte dell’Amministrazione Comunale alle persone che hanno avuto un ruolo diretto o indiretto nella crescita della Biblioteca e nella riuscita dell’importante giornata, cominciando proprio da Anna Orlando, testimone d’eccellenza della cultura e dell’arte per aver onorato con la sua presenza e il suo sapere l’evento inaugurale della Biblioteca; a Mauro Orlando per la generosa donazione del suo fondo librario che arricchisce la Biblioteca Comunale; a Peppino Orlando per il prezioso contributo alla crescita culturale della comunità”; alla memoria di Antonio Palomba, figura che con profonda dedizione ha saputo custodire e raccontare le radici della comunità, al quale è stata dedicata la Sala “Storia locale”, targa consegnata alla figlia Rossella Palomba; infine, alla memoria di Domenico Carrara, giovanissimo poeta scomparso troppo presto al quale è stata dedicata la Sala “Ragazzi” affinché la sua passione per la scrittura ispiri le future generazioni, targa consegnata ai suoi genitori.
La serata si è conclusa splendidamente con un piccolo rinfresco, il Djset di Nora Rich e l’omaggio al pubblico di alcuni libri su storia e tradizioni locali.


