Bomba al giornalista Sigfrido Ranucci: i due presunti esecutori materiali, dopo il rigetto della richiesta di attenuazione della misura cautelare sull’appello al Riesame. A presentare l’istanza i legali di, Antonio Passariello e Pellegrino D’Avino, difesi dagli avvocati Generoso Pagliarulo e Antonio Falconieri. I due sono accusati di aver collocato l’ordigno davanti all’abitazione del conduttore di Report
Il Gip del Tribunale di Roma – a fine agosto – aveva rigettato l’istanza di attenuazione della misura cautelare per i due indagati, ritenuti dagli inquirenti gli esecutori materiali dell’attentato avvenuto il 16 ottobre 2025 davanti all’abitazione di Torvajanica di Ranucci. La decisione è arrivata dopo gli interrogatori resi – circa due settimane fa – davanti al pm della Dda di Roma Edoardo De Santis, il titolare dell’inchiesta sul raid intimidatorio al giornalista Rai. Già la Procura di Roma aveva espresso parere negativo all’istanza presentata dai difensori. Ora la parola potrebbe passare di nuovo al Tribunale del Riesame di Roma dove l’istanza rigettata dal giudice per le indagini può essere impugnata.
Intanto Valter Lavitola – difeso dagli avvocati Sergio e Arturo Cola – è ancora in attesa della decisione dei giudici del Riesame di Roma su un’ eventuale attenuazione della misura, davanti ai quali due giorni fa, si è assunto la responsabilità per l’incarico affidato a Gomes Tavares, ma ha preso le distanze dalla decisione di utilizzare una bomba nell’attentato contro Ranucci, collocata da Antonio Passariello, Pellegrino D’Avino e Saverio Mutone ristretti in carcere e Marika De Filippis agli arresti domiciliari-

