Ad un anno esatto dalla tornata elettorale per le amministrative di Santa Paolina, è il Gruppo Consiliare Pd a provare a fare un bilancio sull’attività politica.
“Dobbiamo prontamente deludere qualche detrattore affermando che siamo ancora vivi e vegeti, sia come gruppo consiliare che come partito politico. Insieme ai miei amici e colleghi” – afferma Fausto Aufiero – “stiamo mettendo in pratica una opposizione attenta e concentrata sull’operato del gruppo di maggioranza, anche se non avete visto manifesti sbiaditi dal sole sui muri o assidui post polemici sui social network, ma vi assicuriamo che stiamo facendo valere le nostre ragioni nelle sedi opportune e segnalando le anomalie alle autorità competenti, sempre nel rispetto delle persone. Politicamente, mi preme sottolineare che è ormai chiaro che i colori e i vessilli di quella sinistra decantata dal gruppo di maggioranza erano e continuano ad essere accantonati, relegati in fondo ad un cassetto, magari pronti ad essere rispolverati per compiacere i fedeli alla prossima tornata, ma di fatto questa amministrazione non manifesta più nessun valore di appartenenza”.
Prosegue Giovanni Egidio: “Dal punto di vista locale le cose per la nostra comunità non vanno molto bene. Partiamo da un rendiconto 2024 parecchio negativo, un passivo di oltre un milione di euro che ci relega in uno stato di predissesto e ci incatena ad un piano di rientro determinabile in circa 15 anni, sanabile forse solo con il già avvenuto aumento delle tasse. Per ora Imu e addizionale comunale IRPEF, a breve chissà. Abbiamo iniziato un massivo riconoscimento di debiti fuori bilancio e non sappiamo quando e come terminerà. Invece che autocelebrarsi, il sindaco farebbe meglio ad accettare la nostra proposta di istituire un Commissione Bilancio Permanente, utile non solo a trovare soluzioni condivise ma soprattutto a rendere informata una comunità che di tanti problemi economici non sa nulla. Oltre all’onore e ai fasti di una vittoria, ad una maggioranza spetta anche l’onere di dare spiegazioni, di essere trasparente, di provare a fare un bilancio del lavoro fatto. Lo fa l’opposizione, da sconfitta, consapevole delle proprie responsabilità”.
Conclude Felice Egidio: “Invitiamo l’amministrazione ad un dialogo costante sulle questioni importanti come quella del bilancio piuttosto che fare retorica. Prendiamo spunto dalle parole del popolo, dalle parole dell’avvocato Carmine Egidio, quel cittadino che a margine dell’ iniziativa sul referendum appena trascorso, tenutasi con un unico tavolo di centrosinistra, ha lanciato l’appello alla condivisione. Appello rinnovato alla maggioranza che non ascolta ma reagisce con superbia e prepotenza ad ogni proposta del nostro gruppo, che si sofferma sulle singole parole anziché prendere atto del nostro intento collaborativo. Per ripristinare la socialità non c’è altra strada se non quella del dialogo tra parti, evitando mancanze di rispetto e assumendo un atteggiamento consono delle istituzioni nei nostri confronti , ovvero nei confronti di chi ha guadagnato il consenso di un terzo del paese e che vive, lavora e abita qui. Questa è la strada che intendiamo percorrere, che possa guardare al futuro insieme a tutto il consiglio comunale nel rispetto delle differenze politiche ma con la consapevolezza che a vivere in questi paesi saremo sempre di meno e sempre più in difficoltà”.



