Giovedì, 10 Settembre 2026
04.02 (Roma)

Ultimi articoli

 

Se sono apparse da subito evidenti le ripercussioni negative, a livello di psicologia di massa, della recrudescenza degli atti di terrorismo internazionale con tutta la loro carica di letale imprevedibilità, non meno rimarchevole è il colpo assestato agli organismi internazionali che negli ultimi decenni hanno garantito con la loro sola presenza, la stabilità degli assetti geostrategici e politici. Nelle ultime settimane, dal 23 giugno ad oggi, è veramente successo di tutto in Europa e non solo, e tutto è riconducibile al tema della globalizzazione della paura che è diventato un fattore di accelerazione di processi politici prima inimmaginabili. Non c’è dubbio che la paura – paura di un’immigrazione incontrollata che mina la sicurezza nazionale – abbia convinto una maggioranza, risicata ma determinante di elettori britannici a voltare le spalle all’Europa; così come a maggior ragione i sanguinosi attentati di Dacca, Orlando, Nizza e Wurzburg, anche se forse non direttamente pianificati dal sedicente Stato islamico, sono tuttavia riconducibili in termini di ispirazione e di richiamo evocativo, all’appello alla jihad lanciato dal “califfo” Abu Bakr al- Baghdadi, mai apparso minaccioso come in queste settimane. Quanto poi al fallito colpo di Stato militare in Turchia e alla feroce repressione subito instaurata da Erdogan, anche in questo caso abbiamo a che fare con la progressiva involuzione di un regime che negli scorsi anni aveva giocato una duplice spericolata partita a scacchi, da una parte con l’Europa delle istituzioni democratiche di Bruxelles, dall’altra con le sanguinarie milizie dello Stato islamico in Siria e in Iraq. Ma ora è tempo di mettere un punto e fare un primo bilancio, che non può che essere allarmante, poiché l’Unione Europea e la Nato escono gravemente indebolite dall’evoluzione degli avvenimenti, mentre l’Onu, il terzo pilastro di un’architettura multinazionale concepita per garantire pace, sicurezza e sviluppo, ha assistito inerme al rincorrersi di eventi sconvolgenti. Se ci limitiamo agli organismi internazionali a noi più vicini, vedremo che l’Unione europea, privata della presenza critica ma pur sempre rilevante di Londra, stenta a recuperare autorevolezza e capacità di intervento sullo scacchiere più in crisi, che è quello ai suoi confini sudorientali, mentre si profila una possibile convergenza di interessi fra Turchia, Stati arabi sunniti, Russia e forse Iran, che spingerebbe nell’angolo un’Europa sempre meno protagonista. Ancora più in difficoltà potrebbe trovarsi la Nato, nella quale la Turchia ha un peso preponderante con 24 basi militari in Anatolia e il secondo esercito dopo quello Usa, se si allargasse il solco che sta dividendo Ankara da Washington. Analisti americani danno per scontata l’uscita della Turchia dall’alleanza, e lo stesso segretario di Stato Kerry nei giorni scorsi ha detto con fare minaccioso che “la Nato vigilerà sul comportamento democratico della Turchia”. Ora, non sembra che la prospettiva di un congelamento delle relazioni stia inducendo a più miti consigli il satrapo turco, che intanto ha sospeso la validità della convenzione europea sui diritti umani, in pratica riservandosi mano libera sulla repressione del dissenso incurante delle critiche che gli piovono addosso da Berlino, Bruxelles e Washington; mentre è certo che un indebolimento del fianco sud non sarebbe facilmente surrogabile. Insomma, c’è una geopolitica del terrore che sta sconvolgendo i parametri interpretativi della realtà, e richiede un ripensamento profondo di obiettivi, strumenti di intervento, alleanze. Su tutto, poi, pesa come un macigno l’interrogati vo delle elezioni presidenziali americane, di qui a novembre. A conclusione della convention repubblicana di Cleveland, quel che un anno fa sembrava assurdo – l’elezione di Donald Trump – è ora nel novero delle possibilità, e anche in questo caso la paura giocherebbe un ruolo da protagonista, visto che la candidatura del megalomane magnate newyorchese è sostenuta dall’irrazionale desiderio di protezione delle classi medie americane. E il programma di politica estera di Trump, pur nella sua indeterminatezza, va nel senso di un preoccupante isolazionismo, basato sul concetto di “America first”, che fa prevalere sempre e in ogni caso gli interessi nazionali statunitensi, o presunti tali, a discapito di una visione inclusiva e collaborativa delle relazioni internazionali.
edito dal Quotidiano del Sud

Condividi

Picture of admin

admin

Lascia un commento

Cronaca

Bomba al giornalista Sigfrido Ranucci: i due presunti esecutori materiali, dopo il rigetto della richiesta di attenuazione della misura cautelare…

Un’anziana originaria del capoluogo irpino ha perso la vita nel comune cilentano di Acciaroli, mentre si godeva le ultime giornate…

Nell’ambito dell’iniziativa “Ristretti in agosto”, promossa dall’Osservatorio Carcere dell’Unione Camere Penali Italiane, oggi una delegazione della Camera Penale di Benevento…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Dai rifiuti ingombranti ai rottami ferrosi, fino alle spedizioni oltre confine. Un presunto sistema illecito che, secondo la Procura di Salerno, avrebbe trasformato la gestione dei rifiuti in un business milionario, con una rete di società, documenti falsi e passaggi “in nero”. È questo lo scenario ricostruito dai carabinieri del...

L’europarlamentare Fulvio Martusciello riconfermato alla guida di Forza Italia nel corso del congresso del Partito che si è tenuto questo pomeriggio a Napoli. L’obiettivo, spiega Martusciello, è quello di fare di Forza Italia il primo partito della Campania e superare il Partito democratico alle prossime elezioni politiche. Una sfida che...

Torneranno domani tra i banchi gli studenti dell’Ite Amabile di Avellino, guidato dalla dirigente scolastica Antonella Pappalardo, prima scuola a ripartire in città, sfidando il gran caldo. Orario ridotto con ingresso alle 8.05 e uscita alle 12.05 ma organici già al completo. Una scelta, quella del rientro anticipato, resa necessaria...

Massima attenzione sull’impianto di depurazione dell’area industriale di Nusco e sulle segnalazioni provenienti dal territorio, secondo quanto emerso dalla riunione presieduta questo pomeriggio dal Prefetto di Avellino, Franca Fico, alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni, degli enti tecnici, delle parti sociali e del comitato civico costituitosi già da tempo sul...

Ultimi articoli

Attualità

La vicenda sanitaria di una detenuta in gravidanza, ospitata presso l’ICAM (Istituto a Custodia Attenuata per detenute Madri) di Lauro,…

Ariano Irpino – Con la chiusura della stagione dei saldi è tempo di riordinare le idee e pensare ad un…

“Il contatto con Rodríguez è nato qualche settimana fa ma poi non se ne fece nulla. Oggi è uscita questa…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy