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“Ripartire dalla politica, dal Campo largo e da un programma serio per Avellino”: il centrosinistra contro il “civismo tossico”

“Ci troviamo in un momento decisamente confuso per la città di Avellino, segnato dall’arrivo del commissario dopo la caduta dell’Amministrazione Nargi. La crisi politica dovrebbe aprire un confronto vero, profondo, invece sta producendo un dibattito pubblico che sembra svuotato di significato e privo di reale visione”. Così Generoso Picone, presidente di Controvento, introducendo la conferenza stampa di questa mattina convocata presso il Circolo della Stampa da Per Avellino, Sinistra Italiana e Controvento.

“La questione Avellino, così come si presenta oggi, – dice Picone – rischia di perdere ogni significato politico. Ascoltiamo generici appelli alla responsabilità della società civile, alle migliori energie del territorio per un loro impegno per far uscire la città da una condizione di stallo e di progressivo isolamento, Registriamo al venir meno di quella tensione ideale e progettuale che dovrebbe spingere una comunità a guardare e ritrovare il senso del proprio ruolo, a riflettere su cosa significhi essere capoluogo di provincia.

Noi in questi anni – ricorda Picone – ci siamo sforzati di leggere e decifrare la complessità della situazione. Avellino deve rivendicare un proprio posto a livello regionale e nazionale, ma per farlo deve tornare a pensarsi secondo vere categorie politiche. La lunga crisi che l’ha attraversata non si supera restando nell’opacità o nella gestione ordinaria dell’esistente.
Il nostro obiettivo – aggiunge – è provare a rimettere insieme il centrosinistra, partendo da un programma condiviso, serio, aperto, capace di parlare ai cittadini. Non esiste un’altra via: o si riparte da un perimetro chiaro di coalizione oppure il rischio è l’ennesimo fallimento”, conclude.

Tocca ad Amalio Santoro, ex consigliere di Per Avellino: “Partiamo da noi, dal lavoro svolto in questi mesi e dall’esigenza di rilanciare un’area progressista che non sia condizionata da logiche di potere, ma che sappia offrire alla città argomenti nuovi, credibili e coerenti.

Con determinazione abbiamo messo fine all’esperienza amministrativa Nargi-Festa mentre qualcuno aveva provato a immaginare una distinzione tra i due: i fatti dimostrano che si trattava di un’unica responsabilità politica.

La città – continua – è ripiegata su sé stessa: senza servizi essenziali, dai trasporti alla sanità, una completamente marginalizzata dal contesto regionale. Noi ripartiamo dal rilancio di una coalizione di centrosinistra che non si accontenta di compromessi al ribasso, ma che intende tenere la barra dritta, che intende la politica come occasione di riscatto collettivo”.

Secondo Roberto Montefusco, coordinatore provinciale di Sinistra Italiana, “Avellino ha bisogno di uscire dal civismo tossico che in questi anni ha soffocato il respiro politico e amministrativo della città. Un civismo che si è rivelato inconsistente nei contenuti, disastroso nella gestione, e drammatico nei risultati: 27 milioni di disavanzo non sono un dettaglio, ma il segno di una crisi etica prima ancora che politica.

Il campo progressista – sottolinea Santoro – deve rappresentare un’alternativa netta e credibile a tutto questo. Come opposizione abbiamo assunto una posizione chiara fin dall’inizio. Non abbiamo mai avuto esitazioni nel denunciare i pericoli di questa consiliatura e abbiamo votato due volte contro il rendiconto, a dimostrazione della nostra coerenza. Rivendichiamo oggi una linea chiara, fondata su trasparenza e responsabilità”.

Infine Antonio Bellizzi, ex consigliere comunale di Per Avellino: “Dobbiamo ripartire dal Campo largo, che è stato il frutto di un lavoro politico vero, condiviso, faticoso, ma necessario, di una politica di metodo e contenuti. Ci siamo battuti affinché la coalizione avesse al centro un programma, e non fosse solo un insieme di nomi. E oggi dobbiamo riprendere quel percorso, correggendo gli errori e rilanciando un progetto credibile.
Il nostro dovere è restituire la politica alla città. Abbiamo assistito a un progressivo svuotamento democratico, come dimostrano le ultime amministrazioni. L’amministrazione di una città non può ridursi all’organizzazione di feste o di eventi spot. Una nuova variazione di bilancio, di un bilancio già compromesso, pensata solo per consentire ulteriori spese propagandistiche, – osserva – non è la strada giusta. Avellino ha bisogno di servizi, di visione, di rispetto per la cosa pubblica. E noi siamo pronti a proporre una strada fondata sulla responsabilità e sull’ascolto”.

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