Arriva da Roberto Montefusco di Sinistra Italiana una nota sull’emergenza idrica in Irpinia “Le dimissioni dell’avvocato Antonello Lenzi dalla carica di Amministratore unico di Alto Calore Servizi sono la certificazione della crisi di indirizzo e di prospettive che attraversa l’Ente.
La condizione del servizio idrico in Irpinia è sotto gli occhi di tutti: servizi inefficienti, assenza di una efficace opera di rifacimento e manutenzione delle condutture e degli impianti, e una condizione finanziaria che di fatto oggi richiede ai cittadini un ulteriore sacrificio attraverso un aumento delle tariffe (per ora solo rinviato) che avverrebbe in assenza di una politica di investimenti effettuati e programmati, avendo evidentemente un carattere vessatorio per i cittadini stessi.
Va ricordato che in questi anni, al di là degli annunci e delle promesse, nessuno degli attori in campo, a partire dalla Regione Campania, si è fatto carico di interventi in grado di “aggredire” i problemi strutturali delle nostre reti e di compiere investimenti in questa direzione.
Alto Calore è rimasta, sul piano politico, luogo di scorribande, spartizioni, clientele, senza un disegno, un’idea, una regia politica
Cambiavano gli amministratori, ma le consorterie impegnate a gestire l’Ente rimanevano le stesse.
Eppure il destino di Acs e della risorsa idrica in Irpinia avrebbe bisogno di una discussione rifondativa, che parta da due necessità ineludibili.
Una radicale e profonda discontinuità nel modelli gestionali, nelle modalità di scelta dei management.
E al tempo stesso la necessità di salvaguardare e tutelare il carattere pubblico del servizio idrico nella nostra provincia e della sua gestione.
Le voci che, più o meno esplicitamente, si stanno levando in questi giorni aprendo a un ingresso dei privati, sono indicative di un tentativo concreto quanto inaccettabile.
Ma come l’esperienza dimostra la formula della società mista non garantirebbe nè tariffe sostenibili e meno elevate, nè maggiore trasparenza nella gestione, e priverebbe la politica di strumenti di controllo e indirizzo. Quanto accaduto per la provincia di Caserta, con il voto quasi contestuale da parte del.Comitato esecutivo dell’Ente Idrico Campano della privatizzazione del servizio idrico nel distretto e dell’aumento delle tariffe, è un fatto inaccettabile e un segnale d’allarme generale.
Aggiungerei che se ci fosse un campo progressista in Irpinia questi temi dovrebbero essere oggetto di discussione e di confronto. In assenza di tutto questo, come testimonia anche la recente assemblea dei sindaci, restano solo trasversalismi e posizionamenti più o meno individuali, che sono sempre la negazione della politica e della sua funzione”