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Ossorio: la storia di Madame Popova ci interroga sul confine tra male e bene. Ma la strada per contrastare la violenza è ancora lunga

“La storia della vendetta di Madame Popova nei confronti degli uomini violenti, convinta di ristabilire armonia e giustizia, diventa percorso di redenzione attraverso una riflessione sul confine tra bene e male”. A sottolinearlo Antonella Ossorio nel presentare il suo romanzo  ‘La fame del suo cuore’, edito da Neri Pozza, all’Angolo delle storie. A confrontarsi con lei le scrittrici Anna Catapano ed Emilia Cirillo, con le preziose letture a cura di Consiglia Aquino. “Mi aveva colpito – prosegue Ossorio – l’impatto visivo di questa donna, lo sguardo acuto e penetrante di una piccola donna vestita di nero in una foto ingiallita. Al tempo stesso, la sua storia che si svolge nella Russia zarista  diventava strumento per denunciare quella violenza che accade ogni giorno. Attingo sempre alla memoria per cogliere una chiave di lettura per il presente. Sono partita dal dato essenziale dei 300 uomini maltrattori uccisi da Popova ma poi ho sfruttato la mancanza di notizie su questa figura, poichè i crimini di Alexe, secondo l’onomastica “Colei che salva”, vennero alla luce in seguito alla denuncia di una donna che si era pentita di averle commissionato l’assassinio del marito. Ho potuto così ricostruire la sua vicenda in piena libertà, a partire dalla figura di Nadesda, la donna che denuncerà Popova. In questo modo la storia di omicidio di un personaggio che si proclamerà innocente fino alla fine, fatto di luci e ombre, fortemente contraddittorio, diventa il punto di partenza del percorso di redenzione di Nadesda, che le permetterà di affermare la propria personalità e scegliere che persona diventare. Nadesda compie una scelta ben precisa, ha il coraggio di avventurarsi lungo un itinerario di consapevolezza e rifiutare ogni forma di violenza convinta che “Il male non giustifica altro male”.

Una riflessione che sottolinea la necessità di continuare a contrastare gli stereotipi che ancora caratterizzano la nostra società e raccontano le donne come remissive e incapaci di reagire e farsi valere, per comprendere come la strada per contrastare la violenza sia ancora lunga “Non può che essere un percorso culturale, che parte dall’educazione di uomini e donne, che consenta a ciascuno di noi di acquisire consapevolezza del proprio valore e del valore altrui”. Sono Anna Catapano ad Emilia Cirillo a soffermarsi sulla forza di cui si carica l’operazione letteraria di Ossorio attraverso un romanzo storico, capace di ricostruire nel dettaglio il contesto ambientale, “Ci ricorda il potere delle donne e restituisce alla memoria collettiva storie di umanità. Il tutto, in un passato che parla anche al presente, attraverso figure capaci sempre di suscitare l’empatia di chi legge. Un romanzo che si interroga anche sull’ombra nascosta nel nostro inconscio che ciascuno di noi si porta dentro e sulla necessità per ciascuno di fare i conti con la lotta tra bene  e male”

 

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Floriana Guerriero

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