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Al Partenio Alessio Boni rilegge l’Iliade, in scena i miti dell’antichità per ricordare al nostro tempo l’orrore della guerra

“Ci sono tutti i semi del tramonto del nostro Occidente in Iliade che, come accade con la grande poesia, contiene anche il suo opposto: la responsabilità e la libertà di scegliere e di dire no all’orrore”. A sottolinearlo Roberto Aldorasi, Alessio Boni e Marcello Prayer nello spiegare l’idea da cui nasce lo spettacolo “Iliade-Il gioco degli dei” in scena il 25 e 26 ottobre al Teatro Partenio, primo appuntamento della stagione teatrale cittadina.  Sul palco uno degli attori più amati dal pubblico, Alessio Boni con Antonella Attili capaci di restutuire al pubblico l’attualità del mito, portando in scena uno spettacolo, scritto da Francesco Niccolini. A prendere forma sul palco un universo in cui gli uomini finiscono per essere semplici burattini nelle mani degli dei “In quel mondo arcaico dominato dalla forza, dal Fato ineluttabile e da dèi capricciosi non è difficile specchiarci – spiegano i registi – e riconoscere il nostro: le nostre vite dominate dalla paura, dal desiderio di ricchezza, dall’ossessione del nemico, dai giochi di potere e da tutte le forze distruttive che ci sprofondano nell’irrazionale e rendono possibile la guerra”

A dieci anni dalla nascita, dopo I Duellanti e Don Chisciotte, il Quadrivio, formato da Roberto Aldorasi, Alessio Boni, Francesco Niccolini e Marcello Prayer, riscrive e mette in scena l’Iliade per specchiarsi nei miti più antichi della poesia occidentale e nella guerra di tutte le guerre. “E’ l’eterno uguale che ritorna – spiega Boni – Se nell’Iliade vediamo gli dei giocare con i destini degli uomini, dei Greci e dei Troiani, allo stesso modo i potenti di oggi si prendono gioco degli esseri umani, cominciando guerre, stabilendo dazi, infischiandosene della dignità degli uomini. Fortissimo è poi l’anelito alla pace che percorre l’opera a partire dalle parole rivolte da Andromaca ad Ettore prima del duello con Achille. Un anelito che oggi avvertiamo con forza di fronte all’intensificarsi dei conflitti in tutto il mondo”. Sul palco insieme a Boni e Attili Haroun Fall, Francesco Meoni, Jun Ichikawa, Elena Nico, Liliana Massari Marcello Prayer. Le scene sono di Massimo Troncanetti, i costumi di Francesco Esposito, le musiche di Francesco Forni, il disegno luci di Davide Scognamiglio. Creature e oggetti di scena a cura di Alberto Favretto, Marta Montevecchi, Raquel Silva.

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