“Un risultato straordinario, che mi gratifica, mi emoziona, che è frutto di un lavoro di squadra. Sono il primo eletto in Campania per percentuale. Devo ringraziare gli amministratori oltre che ovviamente tutti i miei elettori”.
42.475 preferenze per il Pd irpino, il 26,14 per cento, a cui Maurizio Petracca, eletto per la seconda volta in consiglio regionale, ha contribuito con 25.507 voti, più della metà, risultando il più votato d’Irpinia.
Petracca ringrazia in una conferenza stampa nello Spazio Arena. E sottolinea che il risultato ottenuto non è casuale, ma frutto di un modo di fare politica tra la gente, stando sui territori: “Qualcuno ha una idea surreale della politica: non si fa politica nei palazzi o con i selfie, ma tra le persone. Solo così il risultato arriva”, dice Petracca.
Il consigliere assicura che continuerà a lavorare come ha sempre fatto, girando l’Irpinia, raccogliendo le istanze delle aree interne, per l’agricoltura, per lo sviluppo.
Intanto, archiviate le regionali, è il momento del congresso del Pd, che a dicembre si terrà ad Avellino come nelle altre provincie della Campania. “Dobbiamo aprire porte e finestre e non arroccarci su rendite di posizione che non portano a nulla. Il Pd è il primo partito della Campania, in Irpinia siamo ben al di sopra della media regionale del 18 per cento, siamo al 26: c’è evidentemente qualcuno che ha preso qualche voto in più”, sottolinea Petracca riferendosi a se stesso.
“Ora dobbiamo essere responsabili: ci sono tutte le condizioni per dire basta con le finzioni e l’unanimismo di facciata. Non accetto meschinità, sono una persona diretta: non mi piace chi predica bene e pratica l’opposto”.
Ancora, rispetto alla gestione del Pd avverte: “Nel partito ci sono alcuni che hanno l’ abitudine di chiedere un aiutino da fuori regione. Non può funzionare così. Del Pd irpino me ne occuperò in prima persona. Non è una minaccia. E’ un impegno che prendo nell’interesse del partito”.
Il prossimo anno in città ci sono le amministrative. Petracca non si tira indietro: “Sono il primo eletto in città, oltre che in provincia. Sono numeri, e i numeri sono pietre, non sono selfie. Ho una responsabilità, di cui non posso non farmi carico. Le responsabilità me le assumo sempre, l’ho sempre fatto anche quando non mi toccava e non avrei voluto. Ci tengo particolarmente alla mia città. Avellino va politicamente pacificata. Non possiamo finire sui giornali solo per gli scandali. Ci vuole buona politica, confronto, capacità di accogliere nuove persone in un progetto partecipato. Andiamo oltre il ‘campo largo’, puntiamo sui giovani che sono scoraggiati dallo scontro nel partito, più in generale dalla mancanza di politica”.





