Napoli si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più prestigiosi dell’anno sul dialogo tra disciplina letteraria e indagine psicoanalitica. L’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” inaugurerà infatti il Convegno Internazionale di Letteratura e Psicoanalisi dedicato al tema “Inconscio e umorismo”, uno snodo concettuale che promette di aprire nuove prospettive di ricerca sulle forme del riso, sulle sue radici profonde e sulla sua funzione critica nella cultura occidentale.
L’apertura dei lavori è fissata per lunedì 1 dicembre alle ore 9:15, nella suggestiva cornice della Chiesa dei SS. Cosma e Damiano, al Largo Banchi Nuovi, Aula FIBART. Una sede scelta non solo per la sua rilevanza storica nel cuore antico della città, ma anche per la sua acustica e per l’atmosfera meditativa, particolarmente adatta a un incontro che intende sondare la dimensione sotterranea della creatività umana.
Il programma, recentemente aggiornato, prevede poi che le giornate del 2 e 3 dicembre si svolgano regolarmente nell’Aula E del Complesso Monumentale di Monteverginelle, in Vico Santi Filippo e Giacomo 21/A. Una precisazione importante: le sedi del convegno non saranno più gli spazi di Palazzo du Mesnil, ma esclusivamente quelle sopra indicate.
Un panorama internazionale di studiosi dell’inconscio e del riso
Il convegno vedrà la partecipazione di alcuni tra i più autorevoli specialisti italiani e stranieri impegnati nello studio delle intersezioni tra umorismo, psiche e letteratura. Il tema scelto – l’inconscio e le sue modalità di espressione comica – si presta infatti a una pluralità di letture: dal riso liberatorio alle forme di satira come gesto politico, dalle teorie freudiane del motto di spirito fino agli sviluppi più recenti dei cultural studies.
Il 3 dicembre: il contributo di Vincenzo Fiore sulla commedia antica
Il 3 dicembre sarà relatore all’evento il Prof. Vincenzo Fiore, docente di Filosofia e Storia presso il Convitto “Colletta” di Avellino e il “Ruggero II” di Ariano, riconosciuto come massimo esperto dell’opera cioraniana.
Fiore esplorerà l’uso politico e psicologico della commedia antica, mostrando come il riso – lungi dall’essere semplice intrattenimento – possa agire come strumento di costruzione (o demolizione) dell’immagine pubblica. Al centro della sua analisi vi sarà il conflitto tra Aristofane, da un lato, e Socrate e Platone dall’altro: un nodo storico e teorico in cui il teatro comico si fa arma e specchio della città.

Attraverso un esame filologico delle opere aristofanee, Fiore illustrerà come le caricature del filosofo ateniese abbiano profondamente influenzato l’opinione pubblica del tempo, orientandone la percezione e contribuendo forse, indirettamente, al clima che avrebbe preceduto il processo a Socrate e lo schernimento della teoria politica platonica. Una riflessione che riecheggia inquietantemente nella contemporaneità, ricordandoci che l’umorismo, quando intercetta l’inconscio collettivo, può farsi forza politica di inaudita potenza.



