Antonio Tajani parla di “partito aperto”, ma il presidente della Regione Calabria e vicesegretario di Forza Italia, Roberto Occhiuto, rilancia: c’è bisogno di una “scossa liberale” per “rafforzare” questo indirizzo all’interno del centrodestra, perché è questa la vera eredità politica di Silvio Berlusconi.
Non a caso il convegno si svolge a Palazzo Grazioli, storica sede del partito e residenza romana di Berlusconi. Si discute di riforma della giustizia, diritti civili e tradizione. Quello di Occhiuto appare come un vero e proprio manifesto politico per aprire un nuovo corso in Forza Italia. Presenti ventidue parlamentari forzisti – un terzo del totale –. “Vorrei usare la mia esperienza e il mio coraggio per aiutare Tajani e il partito a intestarsi questa battaglia”, afferma Occhiuto.
Il ministro degli Esteri e presidente nazionale di Forza Italia chiarisce di non avere frizioni con nessuno: “Ognuno è libero di parlare e dire quello che vuole. Io sono per la libertà di pensiero e per la democrazia. Già da tempo ho detto che, all’inizio del 2027, ci sarà il congresso nazionale per eleggere il segretario di Forza Italia che condurrà il partito alle elezioni. Io mi ricandiderò; se ci sono altri dirigenti che vogliono candidarsi, ben vengano. Non sono certamente io a pensare di chiudere il dibattito e le porte”.
Tajani tiene inoltre a sottolineare che i rapporti con la famiglia Berlusconi sono buoni: “Li sento tutti i giorni”. Occhiuto, per evitare fraintendimenti o forse per non uscire subito allo scoperto, precisa: “Il mio auspicio è che il partito possa aprirsi a imprenditori, giornalisti, persone che magari non hanno lavorato nei luoghi della politica ma che possono dire e fare molto in politica”. Affronta, tra l’altro, il tema dei diritti civili – più volte richiamati da Marina Berlusconi – sottolineando la necessità di “aprire una discussione”. L’obiettivo del presidente della Calabria è allargare il perimetro: c’è “una grande parte di elettorato che non ha mai votato Forza Italia e che potrebbe farlo”.



