di Giancarlo Vitale
La marcia indietro del Consiglio Europeo sul divieto totale della vendita di motori termici dal 2035, rende più” green” il futuro del settore dell’automotive. E anche in provincia, in prima fila la Stellantis di Pratola Serra, si potrebbero aprire nuovi orizzonti. “La retromarcia europea sui motori termici è una buona notizia per lo stabilimento di Pratola Serra – scrive in un comunicato la Fismic Confsal provinciale -“. Sono stati persi, in quindici anni, trecento posti di lavoro. Un periodo durante il quale, continua il sindacato, si è fatto ricorso agli ammortizzatori sociali con uscite incentivate. “Si apre, adesso, una fase nuova. Di crescita produttiva ed occupazionale – è stato detto, questa mattina, durante una riunione di un gruppo di attivisti con a capo il vice segretario Franco Mosca e l’rsa Angelo Usai”. Attualmente escono dalla fabbrica di Pratola Serra 2400 motori al giorno in quanto se ne lavorano 800 per turno.”L’organico è di poco superiore a 1400 dipendenti – continua la Fismic – con l’aggiunta di 70 trasfertisti da Termoli e Melfi”. Secondo questo sindacato, il cui segretario provinciale è Giuseppe Zaolino,”si può iniziare un confronto per valutare l’impatto della crescita dei volumi e anche sull’organico. Come già accaduto nello stabilimento di Atessa, dove si produce il Ducato, a cui noi forniamo i motori”. La Fismic immagina di utiizzare un “mix di trasfertisti e giovani irpini per rispondere alla salita produttiva”. Gli stessi Zaolino e Mosca credono che, a questo punto, “un ricambio generazionale sia necessario per dare continuità allo stabilimento”. Visto anche che “tra dieci anni gran parte dei dipendenti sarà pensionata. Quindi dovremo programmare per tempo le sostituzioni”. Il comunicato della Fismic Confsal conclude:”Ci sono centinaia di figli di dipendenti che aspirano a sostituire i propri genitori. Per questo riteniamo giusta la nostra proposta”



