La Procura di di Avellino ottiene la seconda misura cautelare nei confronti di Mauro Russo, uno dei presunti organizzatori della maxi truffa sugli Ecobonus da un miliardo e mezzo smantellata in Irpinia. Russo aveva lasciato poco prima di Natale il carcere di San Vittore, dove era detenuto dal 26 novembre scorso, perché coinvolto nel blitz eseguito dai militari delle Fiamme Gialle del Gruppo di Avellino e del Nucleo Pef di Napoli coordinati dalla Procura di Avellino. Pochi giorni fa, i militari del Gruppo di Avellino hanno notificato la misura cautelare chiesta dalla Procura di Avellino (le indagini sono condotte dal Pm Luigi Iglio) e firmata dal Gip del Tribunale di Avellino Antonio Sicuranza, determinata da eccezionali esigenze di cautela nei confronti di Russo, che ora si trova di nuovo in carcere. La difesa, l’avvocato Palmira Nigro, ha già presentato nuovamente ricorso al Tribunale del Riesame di Napoli.
Un difetto di notifica proprio al suo legale, l’avvocato Palmira Nigro, eccepito dalla difesa davanti ai giudici della Dodicesima Sezione del Tribunale del Riesame di Napoli ne aveva determinato la decadenza della custodia cautelare nei confronti di Russo, uno dei principali accusati al vertice dell’associazione finalizzata alla vendita in tutto il territorio nazionale dei crediti di imposta per circa 90 milioni di euro generati dalla truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche per circa un miliardo e mezzo sugli Ecobonus. I giudici del Tribunale del Riesame avevano rigettato l’istanza di annullamento della misura per l’altro presunto capo del gruppo che ha ordito la maxitruffa, l’avellinese Danilo Porcile. Il Riesame aveva concesso invece gli arresti domiciliari a Giuseppe Speranza, difeso dagli avvocati Gerardo Santamaria e Felicia Bruno, titolare delle società che avevano originato i crediti per lavori collegati all’Ecobonus inesistenti. Ora bisognerà attendere la nuova pronuncia del Riesame sulla nuovamisura notificata dalle Fiamme Gialle.



