Zia Lidia Social Club rende omaggio a Pier Paolo Pasolini, a 50 anni dalla sua scomparsa. L’appuntamento è in programma sabato 10 gennaio, alle 19, al Cinema Partenio con la visione di “Mamma Roma”, tra i film più amati di Pier Paolo Pasolini con Anna Magnani, Ettore Garofolo, Franco Citti, Silvana Corsini, Luisa Orioli, Paolo Volponi, Luciano Gonini, Vittorio La Paglia, Piero Morgia, Lamberto Maggiorani. Il film, ambientato a Roma, nei primi anni Sessanta, consegna la storia della prostituta Roma Garofolo, detta Mamma Roma, dei suoi tentativi di emanciparsi dalla propria condizione sociale e di conquistarsi una rispettabilità ed un ruolo in linea con le aspirazioni della piccolissima-borghesia. Nonostante il trasferimento da Casal Bertone alla Cinecittà dei palazzi dell’Ina-Casa e un nuovo lavoro al mercato, Mamma Roma deve combattere contro i retaggi del proprio passato per assicurare al figlio Ettore un lavoro rispettabile e una piccola sicurezza economica. E lo fa ricorrendo all’astuzia e al sacrificio, uniche armi permesse dalla sua mancata coscienza di classe. Pasolini realizza il suo secondo film partendo da un fatto di cronaca e lo scrive avvalendosi per i dialoghi di Sergio Citti, questa volta ricorrendo al simbolo della romanità nel cinema mondiale. La Magnani era stata molto colpita da Accattone e accettò le direttive registiche di Pasolini suo malgrado. La fotografia di Tonino Delli Colli illumina ancora di più la Roma in costruzione mentre le musiche questa volta sono di Vivaldi, accanto a “Violino Tzigano”. Presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, fu fischiato in Laguna e criticato da giornali e cinegiornali (rimediando anche una denuncia per “offesa al comune senso del pudore” poi giudicata infondata). A presentare la serata omaggio a Pasolini l’attore e scrittore Peppe Lanzetta. Attore, autore e drammaturgo, Lanzetta ha collaborato con registi come Liliana Cavani, Paolo Sorrentino, Mario Martone, Pasquale Scimeca, Nanni Loy, Abel Ferrara. E’ autore di libri di successo come “Figli di un Bronx minore” e “Un Messico napoletano”. Grande l’attenzione rivolta nei suoi scritti agli ultimi, alla disperazione della gente nata, cresciuta e morta nei vicoli, dei clandestini e dei piccoli delinquenti, dei mille traditi diventati traditori per necessità e fame e di chi ancora si rifugia nel silenzio.



