di Ranieri Popoli
“Ditegli sempre di si” è una commedia in due atti scritta da Eduardo nel 1927 che, però, assunse questo titolo solo nel 1932. E’ una delle opere giovanili del grande autore che è stata inserita nella raccolta “La cantata dei giorni pari” del 1962, anno che vide anche la sua versione teatrale televisiva di cui curò la regia lo stesso Eduardo avvalendosi per lo più del cast dei maggiori interpreti del dramma “Filumena Marturano”.
Per la sua caratterizzazione comico-brillante, ma come sempre piena di significati allegorici inerenti il profilo umano della piccola borghesia partenopea, è tra le opere maggiormente rappresentate per cui non poteva non essere annoverata nel ricco cartellone promosso da “Artesia” sotto la direzione artistica del Maestro Rino Villani, con il patrocinio del Comune di Altavilla Irpina, ancora in svolgimento presso il locale teatro “Alfredo Sardone” .
A interpretarla i bravi interpreti dell’Associazione “Mela” A.P.S. di Avella, guidati dal regista e attore Riccardo D’Avanzo con il quale al termine dello spettacolo abbiamo avuto un breve ma interessante scambio di opinioni.
Nell’introdurre lo spettacolo di questa sera il Maestro Rino Villani ha voluto precisare al partecipe pubblico presente in sala che la scelta di inserire nel cartellone quest’opera eduardiana volutamente è ricaduta su una compagnia “amatoriale” , composta, cioè, da attori che non vivono di questa professione ma sono dei semplici appassionati che si cimentano comunque competenza, impegno e passione.
Si, è vero questo e ringrazio per questo gradito riconoscimento. In effetti la nostra è quella che una volta era definita associazione culturale mentre oggi si chiama APS ovvero Associazione Promozione Sociale, con sede in Avella, ma pur sempre di volontariato, che organizza diversi eventi in quest’ambito dando, ovviamente, centralità al teatro, in particolare a quello comico-brillante” .
Come mai la scelta è caduta su “Ditegli sempre di si” ?
Della sterminata opera omnia di Eduardo nei nostri vent’anni di attività abbiamo rappresentato le sue opere più note e che non hanno bisogno di essere citate. A dire il vero, però, noi preferiamo individuare opere, in particolare comico-brillanti, di autori giovani e poco conosciuti dai grandi business dei circuiti teatrali, perché a nostro avviso costituiscono un patrimonio di straordinario interesse culturale che rende ancora più originale e interessante quest’arte, per cui meritano di essere apprezzate dal pubblico. In questo modo intendiamo svolgere nel nostro piccolo una fattiva opera di promozione e divulgazione, che può contribuire ad avvicinare i cittadini a questa storica arte che ha bisogno di essere sostenuta e diffusa.
Rivolgo a lei una domanda di rito che ho sottoposto anche agli altri protagonisti che si sono avvicendati sul palcoscenico di questo bel teatro. Nel difficile e complesso contesto civile e culturale contemporaneo ha ancora un ruolo il teatro comico?
Certamente perché è uno straordinario strumento di comunicazione, nel senso che trasmette messaggi di coscienza, come quelli del teatro di Eduardo, ma in modo leggero, in una dimensione popolare per cui anche se siamo una compagnia amatoriale l’impegno per rispettare tale prerogativa è massimo, perché far ridere potrebbe risultare anche agevole ma farsi capire nel mentre si svolge un ruolo brillante non è una cosa semplice come potrebbe apparentemente sembrare, per cui per tutti noi ci sono ore e ore di totale dedizione nella migliore preparazione. Si può non essere professionisti ma occorre assolutamente essere professionali.
Il “Sardone” è un “teatro di provincia” e se una volta questa asserzione poteva indurre a una classificazione riduttiva oggi si presenta come una straordinaria esperienza che contribuisce a salvaguardare e a promuovere la cultura, in particolare quella territoriale, nonché a essere un importante presidio di resilienza delle realtà delle aree interne.
La nostra compagnia è la prima volta che si esibisce in questo accogliente e funzionale teatro comunale e il fatto che da uno spazio pubblico di servizi si sia pensato a creare una simile struttura è qualcosa che onora questa comunità e l’intero territorio perché ne favorisce il contatto, l’abitudine alla frequentazione e la si vede come una presenza naturale come lo sono i tanti spazi e luoghi di maggiore frequentazione dei nostri paesi. E a tal proposito mi consenta di rivolgere un sentito appello agli Enti in qualche modo interessati ai diversi livelli istituzionali affinchè si facciano carico di una seria politica di attenzione verso tali esperienze.
Ci congediamo chiedendole cosa c’è nel ravvicinato futuro dell’Associazione “Mela” .
Come vi dicevo prima noi oltre alla rappresentazione ci interessiamo anche di promozione di eventi per cui ogni anno ci occupiamo dell’organizzazione di rassegne, una per il periodo estivo che si svolge nella suggestiva cornice del Palazzo Baronale di Avella e l’altra che teniamo durante la stagione invernale, che è una sorta di anteprima che si terrà all’interno del teatro dal mese di febbraio fino a maggio.
Saluto e ringrazio Riccardo e la sua compagnia nel mentre si spengono i riflettori della ribalta e il gelo fuori cala implacabile ma a dare luce e calore a questa serata altavillese c’hanno pensato i bravi e applauditi interpreti che hanno efficacemente onorato Eduardo e il Teatro che verrà .




