Anche se denominato Progetto Vesuvio, è l’Irpinia, l’Alta Irpinia, il fulcro della strategia regionale di prevenzione e sicurezza per i Comuni del Napoletano a rischio a causa del vulcano. L’obiettivo è la costruzione di un sistema di accoglienza programmata che, in caso di emergenza, possa ospitare nei borghi irpini gli sfollati provenienti dalle falde del Vesuvio.
Il progetto è oggi a un punto di svolta: è infatti previsto un ulteriore passo in avanti decisivo con la sottoscrizione di un Protocollo d’intesa tra 25 Comuni irpini che metteranno nero su bianco la propria disponibilità all’accoglienza. A sottolineare il valore del Progetto Vesuvio è stata la sindaca di Sant’Angelo dei Lombardi, Rosanna Repole, in qualità di presidente della Città dell’Alta Irpinia, nel corso del confronto con amministratori e promotori dell’iniziativa. A Repole, che da sindaca ha vissuto in prima persona la catastrofe del terremoto del 1980, spetta il compito di coordinare i Comuni irpini coinvolti: Bagnoli Irpino, Calabritto, Caposele, Cassano Irpino, Castelfranci, Montella, Nusco e Senerchia per il Sistema territoriale di sviluppo Terminio Cervialto; Andretta, Aquilonia, Bisaccia, Cairano, Calitri, Conza della Campania, Guardia Lombardi, Lacedonia, Lioni, Monteverde, Morra De Sanctis, Rocca San Felice, Sant’Andrea di Conza, Sant’Angelo dei Lombardi, Teora, Torella dei Lombardi e Villamaina per il Sistema territoriale di sviluppo Alta Irpinia.
Sul versante napoletano è impegnato, tra gli altri, Aldo Vella, già sindaco di San Giorgio a Cremano, che insieme alla rete della Città Vesuviana lavora per costruire e rafforzare l’alleanza tra costa e aree interne. L’obiettivo del progetto non è soltanto quello di creare un sistema di accoglienza in caso di emergenza, ma anche di offrire un contributo concreto alla soluzione del problema dello spopolamento dell’entroterra appenninico.



