Dalla cittadina ufitana a Bodo, in Africa, ci sono parecchie migliaia di chilometri di distanza. Ma in realtà, sono due comunità vicine. Dall’altra parte del mondo, nel Ciad, c’è bisogno di tutto: e sopratutto di acqua potabile che, per quella comunità, vuol dire sopravvivere. Dai più piccoli ai più grandi. Anche se, nella comunità di Bodo, provincia del Logone Orientale, dipartimento di Kouh, il sorriso che serve per affrontare i problemi della giornata non manca mai.
A questo contribuisce anche la suora missionaria Loredana Meninno, di Grottaminarda, ormai da anni in quel villaggio. E proprio nella sua cittadina di origine, c’è stata una raccolta fondi, durante le appena trascorse festività natalizie, per la costruzione di un pozzo da cui estrarre l’acqua potabile. Un progetto partito già qualche tempo fa nel segno di Augusto Daolio, front man e fondatore dei Nomadi, scomparso trentacinque anni fa, che a Grottaminarda ha lasciato tanti amici ed estimatori del gruppo di Novellara.
Tutto organizzato dal Comitato festa di Sant’Antonio e Santa Rita, del rione Cappelluzza, con in testa Renato Grillo. Nei giorni di festa hanno organizzato una cena di beneficenza, presso un vicino ristorante, il cui ricavato è andato infatti alla ultimazione dl pozzo di acqua potabile nella scuola di Saint Josephine Bakhta de Bodo. Un momento di spensieratezza ma anche di solidarietà che, come dicevamo, avvicina ancora di più le due comunità. Che sono meno lontane di quanto si possa pensare.



