Venerdì, 3 Aprile 2026
08.19 (Roma)

Ultimi articoli

Resilienza, l’artista italo giordana Catani: una mostra per restituire alle donne il ruolo di parte attiva della Resistenza

“Restituire alle donne palestinesi il loro ruolo di parte attiva della Resistenza. Una Resistenza affidata ad attività ed azioni quotidiane, dalla cura dei propri figli e dei bimbi rimasti orfani alla testimonianza delle violenze subite affidata ai social o ai giornali”. Nasce da questa idea la mostra “Donne di resilienza” dell’artista italogiordana Rosarita Catani, allestita al Circolo della stampa di Avellino questo pomeriggio, che riunisce parole e immagini: “Siamo partiti – spiega Alessia Minichiello di NessunotocchiEva – dalla volontà di promuovere una forte consapevolezza di quella che è la condizione reale delle donne della Palestina, chiedendoci quale può essere il nostro contributo come attivisti. Volevamo lanciare un messaggio di uguaglianza, transculturale, riflettendo insieme sul conflitto e sul ruolo cruciale delle donne di resilienza, costruttrici di pace grazie ai mestieri che svolgono ogni giorno, dalla tessitura all’insegnamento. I report registrano come siano spesso costrette ad occuparsi anche  dei bambini orfani o di anziani soli, malgrado abbiano perdute loro stesso mariti o padri o fratelli.  Ecco perchè abbiamo bisogno di mostre del genere per mantenere alta l’attenzione sulla questione palestinese”. A prendere la parola è Rosarita Catani, artista italogiordana “Sono napoletana ma vivo da anni in Giordania dove lavoro come giornalista free lance. Attraverso opere e versi ho cercato di raccontare la forza delle donne palestinesi, parte attiva della resistenza, capaci di portare avanti la lotta, attraverso il loro impegno quotidiano, nel segno del filo rosso che unisce giovani e vecchie generazioni.  Un impegno che si traduce nel racconto dello sterminio sui social media o nel sostegno ad organizzazioni che sono al fianco della popolazione civile. E’ il coraggio dell’infermiera che ha raccontato la morte del marito mentre curava i feriti, della dottoressa e dell’infermiera che hanno deciso di non evacuare l’ospedale a Gaza per poter continuare ad assistere la popolazione, della giornalista che, sotto i bombardamenti, non ha smesso di raccontare ciò che accadeva. E’ la forza delle giovani palestinesi della diaspora, che continuano a tramandare la storia e la cultura palestinese, in tanti modi, a partire dai racconti di cucina, di cui è un esempio l’abitudine di essiccare il timo sul pane. Mantenere viva la propria cultura è la forma più alta di resilienza. Nel silenzio della notte atroce, il loro amore è luce che vince l’ombra”.
Michela Arricale ribadisce come “I popoli in lotta vanno sostenuti ma dobbiamo saper distinguere le contraddizioni che caratterizzano i diversi contesti. In Palestina abbiamo un popolo sotto occupazione, in Iran un popolo che si rivolta contro la teocrazia ma rischia di fare la fine di Iraq e Libia, poichè non esistono forze popolari progressiste e la scelta è al momento tra la monarchia di Pavlavi e il regime. Non possiamo sostenere un popolo, senza comprendere i rapporti di forza sul territorio, altrimenti la loro non sarà una vera liberazione”. Ricorda come “la guerra si combatte non solo in Palestina ma occupa tutti i domini della comunicazione, ecco perchè nel disseminare informazioni dobbiamo fare attenzione a non farci agenti di forze reazionarie che non ci rappresentano, a informare nella maniera giusta, da una parte c’è la Palestina che chiede di esercitare il diritto alla propria autodeterminazione, dall’altra c’è una questione politica interna”.

Rosanna: Sirignano, attivista e profonda conoscitrice del mondo arabo, spiega come “Non ci può essere una vera pace pace senza giustizia e senza interpellare la volontà del popolo. Questa mostra è importante per mantenere i riflettori accesi sulle donne come soggetti politici. E’ vero che le donne palestinesi sono oppresse dal patriarcato in Europa e in Palestina in forme diverse, ma la sfida che ci consegna questa mostra è quella di guardare a queste donne come soggetti politici che hanno conosciuto sofferenze senza fine ma continuano a resistere, affrontano i soldati ogni giorno, sono donne col velo, sono donne che resistono attraverso la cultura e in questo modo trasmettono un messaggio politico. Ecco perchè dobbiamo essere al loro fianco e cercare di comprendere ciò che rappresentano dal punto di vista politico. Se il nostro femminismo non tiene conto delle donne palestinesi, non abbraccia tutte le diversità,  e non può affrontare ke ingiustizie. Ecco perchè il nostro dovere è, innanzitutto, quello di ascoltare le voci di tante donne palestinesi e sostenerle materialmente, poichè a Gaza si continua a morire di fame. Tante giovani donne non sono potute partire, malgrado siano vincitrici di borse di studio, perchè non potevano portare con sè i loro figli  o hanno dovuto lasciare sorelle, madri, padri. Tanti, hanno difficoltà a trovare rifugio in Occidente, che è quello stesso territorio che ha causato la loro sofferenza”.

 

Condividi

Cronaca

.Un 40enndi è stato aggredito nella serata di oggi, intorno alle ore 20, all’interno del parcheggio del supermercato Dodeca di…

La Squadra Mobile della Questura di Avellino ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P….

Nuovo Clan Partenio: si è aperto stamane davanti ai giudici della V sezione della Cassazione l’ultimo grado di giudizio per…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

“La sfida che porta avanti l’Unicef è quella di rieducare al noi. Una sfida che ci vede in prima linea insieme a tante associazioni e scuole del territorio con cui è nata una forte sinergia”. A sottolinearlo Tonia De Giuseppe, presidente provinciale Unicef, nel presentare al Circolo della stampa la...

Il Lions Club Avellino Host partecipa alla Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne. Appuntamento martedì 25 novembre, con inizio alle ore 9.30, presso la Sala De Mita dell’ex Carcere Borbonico di Avellino con l’iniziativa dal titolo “Violenza e libertà”. Alla manifestazione parteciperanno Ernesto Del Giudice, Presidente Lions Club Avellino...

E’ nella capacità di fondere territorio, bellezza e comunità la forza dello Zia Lidia Social Club che porta avanti inarrestabile il proprio impegno attraverso proiezioni e spazi di confronto. Un ciclo di incontri capaci sempre di donare nuovi sguardi e visioni alla città. Il 12 novembre sarà la volta dell’”Eco...

“Patriots Project” è l’arte che diventa militanza. Non una semplice mostra d’arte, quella che sarà aperta domani mattina, sabato 18 ottobre, al Circolo della Stampa di Avellino, organizzata dalla Lega-Team Vannacci, ma un vero e proprio manifesto culturale: “Questa esposizione – fanno sapere dalla Lega di Avellino – porta su...

Ultimi articoli

Attualità

In occasione della Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo, che si celebra il 2 aprile e che quest’anno è dedicata al…

Pasqua salata quest’anno per gli italiani, soprattutto per i dolci delle festività. Le uova di cioccolato nei supermercati e nei…

In occasione del Giovedì Santo, il Garante dei detenuti della Regione Campania, Samuele Ciambriello, il Garante provinciale di Avellino Carlo…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy