E’ la Funzione Pubblica CGIL, unitamente alla Camera del Lavoro CGIL di Avellino, a proclamare lo stato di agitazione del personale delle Aziende Sanitarie ASL di Avellino e AORN “San Giuseppe Moscati”, a fronte del perdurare di gravi e diffuse criticità che compromettono il diritto alla salute dei cittadini e le condizioni di lavoro degli operatori sanitari.
Sono la Segretaria Generale della FpCgil Licia Morsa e il Segretario Confederale Antonio Troisi ad intervenire in una nota congiunta. “Da tempo il sindacato – si legge nella nota – denuncia una situazione ormai insostenibile, caratterizzata da carenze strutturali e organizzative, grave insufficienza di personale, carichi di lavoro non sostenibili e condizioni operative critiche, che impediscono la piena attuazione degli atti aziendali e mettono a rischio la sicurezza di lavoratori e utenti. Tale contesto determina un progressivo deterioramento della qualità dell’assistenza sanitaria e configura una grave violazione dell’articolo 32 della Costituzione, oltre che delle norme in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, incidendo su un servizio pubblico essenziale, come definito dalla Legge n. 146/1990. Nonostante le numerose segnalazioni e richieste avanzate nel tempo, le Direzioni aziendali e le istituzioni competenti non hanno fornito risposte adeguate e risolutive. Per questo motivo la FP CGIL e la Camera del Lavoro di Avellino ritengono la situazione non più rinviabile.
Contestualmente alla proclamazione dello stato di agitazione, il sindacato ha formalmente richiesto l’attivazione della procedura di raffreddamento e conciliazione, prevista dalla Legge n. 146/1990, al fine di individuare soluzioni concrete e immediate capaci di rimuovere le cause della vertenza e di ripristinare condizioni dignitose e sicure di lavoro e di assistenza.
In assenza di riscontri concreti, la FP CGIL e la Camera del Lavoro CGIL di Avellino non escludono ulteriori iniziative di mobilitazione, a tutela dei lavoratori della sanità pubblica e del diritto alla salute dell’intera comunità irpina”.



