Riforma della Giustizia e referendum sulla separazione delle carriere: ad aprire formalmente la spaccatura nel fronte degli avvocati irpini ci pensa l’avvocato Adriano Maffeo, dello studio legale Omnia, che invita l’Ordine degli avvocati di Avellino ad annullare il convegno organizzato per il 30 gennaio perché, a suo dire, sarebbe dichiaratamente “per il Sì”. Una richiesta che arriva con una lettera aperta, inviata questo pomeriggio alle testate giornalistiche avellinesi e diretta al presidente dell’ordine Fabio Benigni e ai componenti del Consiglio: “Con la presente intendo rappresentare, in modo rispettoso ma al contempo fermo, la profonda e personale costernazione suscitata dall’organizzazione del convegno dal titolo ‘Si Spiega’, promosso da questo Ordine professionale in vista dell’imminente consultazione referendaria avente ad oggetto la modifica della Costituzione”.
“La scelta stessa del titolo – continua l’avvocato Maffeo –, unitamente all’impostazione dell’evento, appare inequivocabilmente orientata a sostenere una sola delle posizioni in campo, configurando di fatto una manifestazione a favore del ‘SÌ’. Tale circostanza risulta particolarmente problematica se proveniente da un organismo di rappresentanza pubblica di una categoria professionale che, per storia, funzione e deontologia, dovrebbe porsi come presidio di neutralità istituzionale, pluralismo delle idee e rispetto del contraddittorio”.
“Gli avvocati, più di ogni altra categoria, sono quotidianamente chiamati a difendere il confronto dialettico tra posizioni contrapposte come fondamento dello Stato di diritto. Proprio per questo motivo, ci si sarebbe legittimamente attesi che un Ordine professionale, nell’affrontare un tema di tale rilevanza costituzionale e civile, garantisse uno spazio equilibrato di discussione, ospitando in un unico evento l’esposizione delle ragioni del ‘SÌ’ e del ‘NO’, attraverso un confronto aperto, serio e rispettoso delle diverse sensibilità. L’assenza di tale impostazione non solo rischia di compromettere l’immagine di imparzialità dell’Ordine, ma appare in contrasto con quei valori di pluralismo e inclusività che dovrebbero costituire il patrimonio comune dell’Avvocatura”.
“Per tali ragioni, pur nel massimo rispetto delle persone e delle istituzioni coinvolte, chiedo formalmente l’annullamento dell’incontro così come attualmente strutturato, e l’eventuale riprogrammazione di un’iniziativa che restituisca piena dignità a tutte le posizioni democraticamente espresse sul quesito referendario. Confidando in una attenta riflessione sul ruolo istituzionale dell’Ordine e sulla responsabilità che ne deriva, porgo a tutti voi i miei più cordiali saluti”. La lettera aperta è controfirmata anche dagli avvocati Francesco Corbo, Giuseppe Del Giudice, Katia Solomita, Francesco Urciuoli, Annabella Caruso.



