Inchiesta Dolce Vita, rinviata al 24 aprile, con la riunione del procedimento a quello dei 26 coimputati, l’udienza per l’ex sindaco di Avellino Gianluca Festa. Il Tribunale ha preso atto dell’astensione del giudice Fabrizio Ciccone e ha disposto il rinvio.
In aula i difensori dell’ex primo cittadino, i penalisti Luigi Petrillo e Concetta Mari. Questa mattina l’ex sindaco non era presente in aula, una scelta che il difensore di fiducia, l’avvocato Luigi Petrillo, ha spiegato come naturale: “Verrà quando sarà il momento di confrontarsi con i suoi accusatori”.
Per la Procura erano presenti il procuratore aggiunto Francesco Raffaele e il sostituto procuratore Fabio Massimo Del Mauro. L’udienza, presieduta dal giudice Sonia Matarazzo, ha preso atto dell’astensione del giudice Fabrizio Ciccone, che aveva firmato i decreti di intercettazione che avevano avviato le indagini, e ha disposto il rinvio, con la riunione del procedimento a quello a carico di ventisei coimputati, al prossimo 24 aprile.
La difesa ha indicato 24 testimoni, tra cui anche l’ex vicesindaca Laura Nargi. “La lista del pubblico ministero è contenuta – ha precisato Petrillo – mentre la nostra conta 24 testi. Molti coincidono con quelli dell’accusa, ma ne abbiamo aggiunti altri che riteniamo di particolare rilevanza”.
Sono 18 i capi di imputazione su 19 contestati, sulla base delle indagini dei carabinieri del Nucleo Investigativo e della Guardia di Finanza, che dal settembre 2023 al marzo 2024 hanno indagato sull’ex primo cittadino di Avellino. Il Comune di Avellino, rappresentato dall’avvocato Foreste, presidente dell’Ordine degli avvocati di Napoli, si è costituito parte civile nel dibattimento.
L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Avellino, riguarda presunti episodi di corruzione, peculato, rivelazione di segreto d’ufficio, ricettazione e associazione a delinquere. Nel fascicolo figurano ventotto imputati, tra cui ex dirigenti comunali, funzionari e collaboratori dell’amministrazione guidata da Festa. In pratica, l’ufficio inquirente guidato da Domenico Airoma ha concluso il lavoro, iniziato a settembre 2023, che aveva portato all’emissione di due ordinanze di custodia cautelare per l’ex sindaco, poi annullate dalla Cassazione. Al centro delle contestazioni concorsi pubblici pilotati per l’assunzione di vigili urbani e funzionari, oltre a presunti affidamenti diretti di lavori pubblici in violazione del principio di rotazione. In particolare, due appalti per l’efficientamento energetico di Palazzo De Peruta – del valore complessivo di circa 250 mila euro – sono finiti nel mirino della magistratura.
Per questo, all’ex primo cittadino sono stati contestati i reati di associazione a delinquere, corruzione, tentata induzione indebita, rivelazione del segreto istruttorio e falso ideologico. Festa deve rispondere anche di peculato per la sottrazione del pc del Comune, ma non di depistaggio: la Procura si è attenuta, dunque, alla valutazione della Cassazione. L’ex sindaco di Avellino era tornato in libertà dopo 154 giorni trascorsi ai domiciliari nell’indagine che il 18 aprile scorso portò al suo arresto.



