Pellegrino Palmieri, candidato alla segreteria del Pd irpino: allora siete pronti a ritirare la vostra lista Radici e Futuro per trovare una soluzione unitaria al congresso?
Abbiamo fatto questa richiesta alla commissione per il congresso. Ne abbiamo prima parlato con i compagni di partito dell’altra lista che sostiene Marco Santo Alaia. E siamo d’accordo: siamo pronti a fare un passo indietro perché riteniamo che sia necessario dare a tutte le anime del Pd una rappresentanza, all’interno del partito. Vedremo se ci saranno le condizioni per poterlo fare. Fino a quel momento noi ci saremo.
Avete chiesto di celebrare le assemblee di circoli non entro il 31 gennaio ma dal 20 febbraio in poi: c’è un mese di tempo per riorganizzarvi. Che cosa farete?
Vogliamo un congresso vero, che sia animato dal dibattito politico. Vogliamo un partito-comunità, vogliamo ascoltare che cosa dicono i circoli, i militanti, vogliamo favorire e organizzare una reale partecipazione; vogliamo discutere di cosa ha bisogno questo territorio. Che cosa dicono i circoli di Avellino della situazione della città? Che cosa pensa il partito della questione dell’impianto delle Fonderie Pisano a Luogosano? Vogliamo discutere del caso del paziente deceduto al pronto soccorso senza che i familiari lo sapessero: non possiamo scaricare la colpa su medici e infermieri che sono costretti a lavorare come Emergency nelle zone di guerra. Sono temi che un vero partito deve affrontare. Dovremmo interrogarci inoltre sulla portata della vittoria del centrosinistra alle regionali consapevoli del crescente trend dell’astensionismo che supera il 50 per cento. Che cosa significa partecipazione ad un partito che ha visto la direzione riunirsi tre volte in quattro anni e l’assemblea provinciale degli iscritti mai convocata?
Anche il segretario regionale Piero De Luca e i vertici nazionali hanno chiesto una soluzione unitaria.
Sì, in modo che tutte le aree abbiano voce, altrimenti il Pd non sarebbe rappresentativo: mi sembra una decisione di buon senso. Ma c’è bisogno di confronto per trovare l’equilibrio necessario. Noi abbiamo presentato la nostra lista raccogliendo 200 adesioni per poterci confrontare sulla nostra mozione. Non ritenevamo giusto che ci fossero attribuiti d’ufficio, con una richiesta poco cortese, solo tre delegati nell’assemblea. Rivendichiamo la nostra dignità politica, essendo l’espressione dell’eredità politica dei Ds, della componente di sinistra del partito. Vogliamo dare una mano e non occupare uno spazio, vogliamo un partito autorevole; un segretario che possa assolvere alla sua funzione, un partito che abbia una linea politica riconoscibile.



