È stata rinviata al 13 marzo 2026 l’udienza del processo sull’asta del ristorante o’ Pagliarone, in corso davanti al Tribunale di Avellino. Al centro del procedimento vi sono, tra gli altri imputati, l’ex sindaco di Monteforte Irpino Costantino Giordano, chiamato a rispondere insieme ad altri soggetti di estorsione aggravata, turbativa d’asta e reati collegati.
L’udienza di oggi, inizialmente prevista per l’escussione di Livia Forte, non si è svolta come da calendario. Forte, testimone-imputata in un procedimento connesso e ritenuta figura centrale per l’impianto dell’accusa, non ha potuto essere presente a causa di un attacco febbrile. È difesa dall’avvocato Roberto Saccomanno. Il collegio giudicante ha quindi disposto il rinvio dell’esame alla prossima data utile.
L’origine dell’inchiesta e il ruolo di Livia Forte
Le dichiarazioni rese da Forte al pubblico ministero antimafia nel dicembre 2020 avevano costituito l’origine dell’inchiesta principale sulla vicenda dell’asta del Pagliarone, portando all’avvio delle indagini e all’iscrizione nel registro degli indagati di diversi soggetti coinvolti nel procedimento attuale.
La pubblica accusa è rappresentata dal pm antimafia Anna Frasca, che intende verificare la coerenza delle circostanze ricostruite alla luce del materiale investigativo acquisito. Le difese, tra cui quella di Giordano assistita dagli avvocati Francesco Ferrazzano e Gerardo Di Martino, hanno invece sollevato rilievi sulle modalità di acquisizione di alcune prove, comprese intercettazioni e conversazioni non originariamente presenti agli atti.Il prosieguo del dibattimento resta ora legato alla testimonianza di Livia Forte, il cui esame è stato aggiornato all’udienza del 13 marzo.



