Sono le storie degli internati accolti in 35 paesi dell’Irpinia a rivivere nella mostra “Il controscritto ebreo” inaugurata all’Archivio di Stato, dove potrà essere visitata fino al 31 maggio, in occasione della Giornata della memoria. E’ il direttore dell’Archivio di Stato di Avellino Lorenzo Terzi a spiegare come “La mostra nasce dalla vocazione naturale dell’Archivio di luogo deputato alla conservazione della memoria, di qui la scelta di ricostruire le vicende della persecuzione antiebraica, a partire dagli oltre 170 fascicoli personali conservati nel Fondo Internamento Civile, molti dei quali appartenenti a cittadini ebrei. Molteplici le richieste che venivano rivolte a questura e prefettura, richieste di visite mediche, di vestiario, di trasferimento in altra sede, elenchi di uomini e donne dai quali era possibile ricevere la corrispondenza. Sorprende la facilità con cui la burocrazia sbrigava questi affari e soprattutto l’umanità dei medici che cercavano sempre di soddisfare le richieste dei confinati. Si va dalle richieste di autorizzazioni a sposarsi con rito ebraico alla domanda di una coppia di ebrei tedeschi di essere trasferiti perché nella comunità in cui era stata internata non c’erano persone che parlassero il tedesco”. Dalla comunicazione con cui il Prefetto di Avellino Trifuoggi informa di avere intercettato la lettera di Ernesto Walbaum di Sigfrido, ebreo tedesco, indirizzata a Guido Fortini, ebreo apolide, sospetto agente di spionaggio alle autorizzazioni di scambio di corrispondenza, dalla lettera indirizzata al Questore di Avellino in cui il delegato dell’Unione delle Comunità Israelitiche Italiane chiede la restituzione di alcuni effetti personali a seguito del decesso dell’internata Margherita Taussing, dalla lettera dattiloscritta inviata da Ernesto Walbaum a Guido Fortini, internato a Flumeri, in cui lo scrivente esprime preoccupazione per la salute dell’amico alla lettera con cui Carlo Weil chiede di ottenere il sussidio quale ex internati. Sono sprazzi di vita quotidiana, che raccontano le difficoltà di vivere in un paese lontano, come nella lettera in cui l’internata Margherita Taussing si rivolge ad una persona in occasione del compleanno, chiedendole notizie ed esprimendo la speranza di un ricongiungimento. Fino all’istanza dell’internata Elena Kohrhaber di Leo finalizzata ad ottenere il trasferimento nel Comune di Ferramonti per contrarre matrimoni con Giuseppe Libermann, lì internato”, alla richiesta dei fratelli Carlo e Guglielmo Weil di revoca dell’improvviso ordine di trasferimento verso il comune di Aiello o dall’ebrea Fanny Aronsohon, ebrea lituana, internata a Mercogliano e a Materdomini di essere autorizzata a recarsi nel capoluogo per urgenti motivi di salute”.





