Molteplici gli spunti di riflessione emersi dalla tavola rotonda “Traiettorie per riabitare il Sud”, tenutasi presso la sala consiliare del Comune di Montefusco. Un momento cruciale di confronto nell’ambito del progetto PNRR “2 V.I.TE” (Visioni per la Valorizzazione strategica Innovativa e per la rigenerazione culturale e sociale). L’evento ha registrato una forte partecipazione, sancendo l’avvio di una nuova fase operativa per i territori di Montefusco, Santa Paolina e Torrioni.
L’incontro ha messo al centro la necessità di un’azione corale per contrastare lo spopolamento. I sindaci Salvatore Santangelo (Montefusco), Rino Ricciardelli (Santa Paolina) e Annamaria Oliviero (Torrioni) hanno evidenziato con forza l’importanza fondamentale di fare rete tra Comuni, Università ed Enti del Terzo Settore. Per i primi cittadini, questa sinergia rappresenta oggi “l’unico modo fattibile” non solo per rispondere in maniera efficace alla carenza cronica di servizi nelle aree interne, ma soprattutto per generare una nuova e concreta idea di sviluppo territoriale.
Il valore scientifico e progettuale è stato approfondito dagli interventi accademici. La docente Adelina Picone (Università Federico II) ha descritto la “rivoluzione” insita nel progetto in essere: un piano che si caratterizza per il suo forte radicamento con il territorio, puntando sulla valorizzazione integrata del patrimonio urbanistico, delle eccellenze agricole (in primis la viticoltura) e del patrimonio culturale e immobiliare legato alla storica tradizione del Tombolo.
Le ricadute economiche sono state al centro dell’intervento del Prof. Gianni Cicia (Centro CRISP – UNINA), che ha illustrato le enormi potenzialità del Living Lab proposto. Un’iniziativa che ha già sollevato un grande interesse da parte delle aziende vitivinicole locali, per le quali si apriranno presto le porte di una vetrina internazionale come il Vinitaly.
Sul fronte dell’impatto sociale, Anna Ceprano (Presidente Legacoop Campania) ha ribadito l’importanza della rete istituzionale, ponendo l’accento sullo strumento delle Cooperative di Comunità, essenziali per creare quelle “condizioni abilitanti” che permettono ai cittadini di restare e vivere dignitosamente il proprio territorio. Un concetto rafforzato da Giulio Riccio (Coordinatore del progetto, LESS Coop), che ha posto l’accento sulla necessità di garantire le condizioni concrete per esercitare il “diritto a restare e ad abitare” il Sud.
Durante la mattinata sono state presentate anche le testimonianze dirette di chi opera sul campo. I rappresentanti delle cooperative Tobilì e Artemia hanno illustrato le attività svolte fino ad oggi, sottolineando come il territorio e le comunità stiano rispondendo con partecipazione ed entusiasmo. Salvatore Rubinetti (LESS) ha poi evidenziato, dati alla mano, come l’apertura a progetti di accoglienza e integrazione multiculturale abbia portato a un oggettivo miglioramento delle comunità ospitanti, con indicatori economici e demografici in crescita.
Le conclusioni sono state affidate al Prof. Stefano Consiglio, Presidente di Fondazione CON IL SUD, che ha evidenziato l’impatto positivo del lavoro svolto dalla Fondazione nelle aree interne, tracciando la rotta per il futuro attraverso quattro obiettivi e criteri fondamentali:
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Sostegno all’occupazione femminile;
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Creazione di occasioni concrete per rimanere;
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Garanzia del diritto al ritorno per chi è partito;
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Valorizzazione delle opportunità legate all’accoglienza.
L’evento di Montefusco conferma dunque che la strada per la rigenerazione dei borghi passa inevitabilmente per la cooperazione, l’innovazione sociale e la capacità di trasformare l’identità locale in motore di sviluppo.
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