Il tribunale del Riesame di Napoli ha confermato il sequestro della A&G srl, rigettando il ricorso presentato dall’avvocato Alberico Villani, nell’interesse di G.A. non indagato e non coinvolto nell’inchiesta penale. I G. A, legato da vincolo familiare uno dei principali imputati nel processo penale Aste Ok. Inizialmente i giudici della V sezione della Corte Suprema di Cassazione avevano accolto il ricorso presentato per la società A&G srl, ma i giudici del tribunale del Riesame di Napoli, sezione reale, hanno rigettato il ricorso confermando il sequestro.
L’uomo, pur risultando formalmente intestatario della A&G, non è coinvolto nel procedimento penale e non figura tra gli indagati. Il sequestro era stato disposto sulla base di un’intercettazione telefonica datata 12 aprile 2019, ritenuta dagli inquirenti rilevante. A loro avviso si attesterebbe che la società – sebbene intestata a G.A. – di fatto era gestita dal padre A.P.A. e dagli altri due imputati nel processo Aste Ok, A.B. e G. F. Nella conversazione si fa riferimento a «Adesso A&G tra un mese parte e poi dobbiamo mettere i 50mila su A&G, quello che ha A&G quello si gioca e lavoriamo con A&G per fare i diritti, qua ci sistemiamo le cose, quando abbiamo sistemato le cose qua, continuiamo a fare così perché sennò ci stringono e ci stringono male».
Dalla conversazione emerge con chiarezza come – anche all’atto della costituzione e della dotazione finanziaria dell’A&G srl, i due soci di A. A. avessero fatto riferimento solo a loro, senza alcun modo citare G. A. Dunque per i giudici A. A. si era schermato dietro il figlio, socio meramente formale dell’A&G per partecipare insieme a G.F. e A.B. alle procedure esecutive finite nel mirino della Dda di Napoli.
Dopo la notifica effettuata a marzo scorso degli avvisi di conclusione delle indagini preliminari, il 25 febbraio – dopo due rinvii – verrà celebrata l’udienza preliminare per otto indagati e sei società coinvolte nel procedimento penale denominato Aste ok.



