Salvatore Pignataro
E’ il Prof. Giuseppe Acocella, Emerito di Filosofia del Diritto e Magnifico Rettore dell’Università “Giustino Fortunato” di Benevento, il nuovo Presidente della Società Salernitana di Storia Patria. Il Professore, già Vicepresidente del Cnel e Rettore dell’Università “San Pio V” di Roma, succede alla Presidenza del Prof. Alfonso Conte, già Vicepresidente e Presidente dopo la scomparsa del Prof. Giuseppe Cacciatore la cui lunga Presidenza ha dato lustro alla storica società salernitana fondata nel 1920 da Paolo Emilio Bilotti, educatore, storico ed archivista, definito da Benedetto Croce studioso solitario e schivo.
Il Prof. Acocella e’ stato eletto nel corso dell’Assemblea generale dei soci tenutasi lo scorso 21 Gennaio presso l’Archivio di Stato di Salerno. Non un luogo casuale: nonostante le difficoltà legate alla mancanza di una sede stabile, l’attività della società prosegue ancora oggi proprio nel salone dedicato al suo Fondatore presso l’Archivio di Stato con periodiche assemblee e presentazioni di volumi e miscellanee prodotte dagli studi e ricerche realizzate e portate con zelo dagli studiosi. Pubblicazione ufficiale della Società, quella “Rassegna storica salernitana” che vide la luce nel 1937 grazie allo stesso Bilotti con il nome di rivista di studi storici “Archivio storico per la provincia di Salerno”, oggi semestrale. Con il Prof. Acocella eletto Presidente, sono stati eletti anche gli 8 membri del Consiglio direttivo nelle persone di Michela Sessa, Marcello Andria, Generoso Conforti, Amalia Galdi, Gianluca Santangelo, Gaetano Locci, Emilio Sarli, Salvatore Amato.
Grande l’attenzione da lui rivolta alla formazione delle nuove generazioni. Il 4 febbraio sarà ospite di un confronto al Polo Giovani su Legalità e pace, promosso dal Liceo Imbriani nell’ambito del progetto di formazione Scuola Lavoro. Interverranno il dirigente scolastico Sergio Siciliano e il professore Paolo Palumbo, docente di diritto ecclesiastico e canonico.
Prof. Acocella, e’ stato eletto all’unanimità Presidente. Ne deriva, oltre che un grande onore, un impegno non indifferente vista la caratura storica secolare della Società. Lei, in ogni sua veste accademica ed istituzionale, ha sempre dato il meglio per impegno, per rigore e per disciplina oltre che come metodo. Quale saranno i suoi primi impegni per la Società?
Uno dei miei diversi impegni che cercherò di portare avanti con dedizione e zelo sarà sicuramente quello di rafforzare l’identità storica della Società, la sua identità nazionale. La Società ha un illustre passato, anche quando, nel 1935, le società provinciali furono incorporate come sotto-sezioni delle Deputazioni storiche regionali: con questo decreto la SSPP che fu incorporata alla Società napoletana di storia patria e solo nel 1947 riottenne l’autonomia grazie ad un Decreto legislativo della neonata Repubblica italiana. Sono davvero onorato di prendere la Presidenza di una Società storica che ha contribuito a realizzare studi fondamentali per la nostra cultura. Rivolgo un pensiero commosso ad un amico fraterno, il compianto Prof. Cacciatore, alla moglie, prof.ssa Paola Volpe, al ricordo del figlio Prof. Fortunato scomparso prematuramente l’anno scorso. Saluto il Prof. Alfonso Conte la cui Presidenza e’ stata importante in questi anni per continuare e realizzare progetti esenziali e nuove iniziative di notevole importanza e che con rigore scientifico e con senso delle istituzioni ha retto la Società sino allo scorso 21 Gennaio.
Diversi ed illustri le personalità che hanno reso lustro alla Storia patria.
Diverse e notevoli ed a molte di loro dobbiamo studi pubblicati sulle pagine edite dalla Società salernitana dai giuristi come Leopoldo Cassese di cui fu Direttore ed a cui si devono eminenti contributi sulla storia dei movimenti di lotta contadina nel Mezzogiorno d’Italia (1945-1946) e l’epigrafista Matteo Della Corte, gli storici Corrado Barbagallo, Nicola Acocella, Ernesto Pontieri, Ruggero Moscati, Domenico Demarco, Gabriele De Rosa, Pasquale Villani, l’archeologo Mario Napoli, il giurista Romualdo Trifone, lo storico Paul Oskar Kristeller, studioso della Scuola medica salernitana. Come, poi, non citare il grecista Italo Gallo a cui si deve la ripubblicazione della rivista nel 1984 che era stata nuovamente sospesa nel 1967 a causa di una crisi interna. Un anno in cui la rinascita della società storica fu promossa grazie all’illustre grecista salernitano di cui quest’anno cadrà il decennale della scomparsa che andrebbe ricordato.
Su quali questioni concentrerà la sua attenzione?
Sul piano pratico ma si parla anche di un metodo di presenza intellettuale del territorio, tre in particolare: risolvere il problema ultradecennale di una mancanza di una sede. Per questo, ma non soltanto, occorre avere un rapporto cordiale e di fiducia con le istituzioni, comunali e provinciali. La Società, con il suo glorioso passato, non ha bisogno di presentazioni. Inoltre costruire ancor di più un legame ed una connessione con l’Università ed i suoi studiosi di ogni generazione. Infine essere consapevoli e coltivare quegli studi e quelle ricerche della storia locale che e’ preziosa. In una provincia di centocinquantotto comuni il raccordo tra storia locale e storia nazionale e’ fonte di ricchezza di spunti. In ogni comune si ha un cultore di storia, anche più di uno ed ogni comune ha una storia ancora tutta da raccontare. Amalgamare storici locali con la tradizione accademica porterà ad un accrescimento della comunità di studio.
Coinvolgendo anche i giovani…
I giovani sono preziosi ed un rapporto con le scuole, attivo e non sporadico, per spot, deve e dovrà essere una nostra ulteriore priorità. La nostra opera intellettuale deve contribuire a far nascere nei giovani l’amore per le radici comuni storiche per combattere quell’individualismo che e’ nemico di tutti.
La storia locale e’ ancora tutta da studiare? In questi anni la Rassegna ha ospitato interessanti contenuti storici ma anche di costume..
La storia locale e’ una miniera di spunti e sono grato a tutti gli studiosi che consegnano alla collettività il frutto delle loro fatiche intellettuali. Ho il dovere di ricordare, altresì, la figura di Venturino Panebianco, archeologo e direttore del Museo archeologico provinciale, Direttore della nostra Rassegna. Lo studio della toponomastica, con un preciso, ragionato e provveduto metodo, sarà ben messo in risalto non soltanto per la conoscenza delle nostre vie o piazze ma soprattutto per rimarcare, come asserivo, il senso della nostra identità.



