E’ stato sottoposto agli arresti domiciliari in comunità A. P., il 26enne – considerato dagli inquirenti come uno degli autori del pestaggio mortale di Paolo Piccolo. La decisione è arrivata dopo che è stata accolta l’istanza del legale di A.G, l’avvocato Domenico Dello Iacono.
Il complesso degli elementi ricavati dall’analisi delle immagini acquisite presso il penitenziario irpino, dalle dichiarazioni rese, dal sequestro di corpi contundenti e di altre cose pertinenti al reato, unitamente ad accertamenti tecnico-scientifici, ha consentito l’identificazione dei presunti responsabili dell’aggressione e la ricostruzione dell’escalation di violenza posta in essere in essere nei confronti del 26enne di Barra, massacrato brutalmente. Ad avviso degli inquirenti il pestaggio è scaturito dalla contrapposizione tra due distinti gruppi, impegnati a contendersi l’egemonia all’interno dell’istituto penitenziario di via Polverista.
Per altri nove imputati invece si riparte dall’udienza preliminare. Ora la procura contesta il reato di omicidio aggravato dalla crudeltà anche nei confronti di due degli imputati giudicati già con rito abbreviato e che avevano rimediato una condanna a sette anni e quattro mesi di reclusione. I nove dovranno comparire davanti al gup del tribunale di Avellino il 13 maggio prossimo. Gli sviluppi giudiziari sono arrivati dopo che il Personale della Squadra Mobile della Questura di Avellino e del N.I.C. della Polizia Penitenziaria – Nucleo Investigativo Regionale per la Campania hanno dato esecuzione ad una nuova ordinanza applicativa di Misura coercitiva della Custodia Cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Avellino, su conforme richiesta di questa Procura della Repubblica per omicidio aggravato.
Sono undici i detenuti, accusati per i fatti avvenuti il 22 ottobre 2024, quando detenuti nella Casa Circondariale di Bellizzi Irpino presero parte all’aggressione di Piccolo con calci, pugni e utilizzando bastoni, oggetti acuminati e contundenti. Tre dei responsabili dell’aggressione che hanno scelto il rito abbreviato, celebrato a luglio scorso, davanti al Gup del tribunale di Avellino . A.P. e C.G. sono stati condannati a 7 anni e 4 mesi, mentre R.Z. è stato condannato a 10 anni e 8 mesi di reclusione.
Piccolo aveva trascorso la maggior parte del tempo proprio al “Moscati”, dove era stato ricoverato sin dai giorni immediatamente successivi all’aggressione. Poi era stato trasferito alla struttura “Don Gnocchi” di Sant’Angelo dei Lombardi, ma un improvviso peggioramento lo aveva costretto a tornare in ospedale ad Avellino. Nella notte tra il 17 e il 18 ottobre il suo cuore ha smesso di battere.
I fatti
L’aggressione, avvenuta il 24 ottobre 2024 nella sezione “primo piano destro”, era stata brutale. Bastonate e ferite inferte con oggetti acuminati aveva causato lesioni in diverse parti del corpo, fratture multiple, un polmone perforato, gravissimo trauma cranico. Che lo avevano condannato a un silenzio senza ritorno. La spedizione punitiva era maturata nell’ambito delle faide tra i clan del Napoletano. Alcuni detenuti di ritorno dagli ambulatori e dalla infermiera erano riusciti ad introdursi nel box riservato alla penitenziaria e dopo aver minacciato di morte due agenti hanno dato il via al raid.
Tre detenuti bloccarono, spingendolo contro il muro, uno dei due uomini in divisa, nel tentativo di sottrargli le chiavi del piano terra destro dove era in cella il 26enne. Non contenti colpirono gli agenti con dei violenti schiaffi al volto. Alla fine due di loro costrinsero un agente a seguirli fino al primo piano, dove li attendevano altri autori del raid. Mentre un altro detenuto – accusato di tentato omicidio – rimase all’interno del box per sorvegliare l’agente di turno evitando che lanciasse l’allarme. Raggiunta la cella, trascinarono in corridoio Paolo Piccolo e iniziarono a colpirlo provocandogli i gravi danni che poi l’hanno portato alla morte.



