A Salerno come in Campania. In vista delle amministrative si lavora per costruire il campo largo, nonostante la presenza di Vincenzo De Luca, ex presidente della Regione, oggi indicato come candidato sindaco in pectore.
“Di Salerno si sta occupando il partito regionale – ovvero Piero De Luca, deputato, segretario regionale del Pd e figlio di Vincenzo De Luca –. Naturalmente seguiamo la vicenda, dando sempre molta attenzione al rapporto con i nostri alleati, con i quali abbiamo appena vinto le elezioni regionali”, ribadisce la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, a margine di un’iniziativa del partito a Napoli, rispondendo ai giornalisti.
Sulla stessa linea il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, che nel capoluogo guida una coalizione di campo largo: “Credo che serva generosità da parte di tutti”. Così Manfredi, arrivando al complesso monumentale di Santa Chiara, ha risposto a chi gli chiedeva se, per evitare la rottura del campo largo a Salerno alle prossime amministrative, fosse necessaria una maggiore disponibilità da parte di De Luca.
“Credo che la volontà della segretaria e del gruppo dirigente del Pd – ha aggiunto – sia quella di fare in modo che il campo largo sia il più possibile presente nelle competizioni delle prossime amministrative”.
Se campo largo sarà a Salerno, con De Luca candidato sindaco, allora difficilmente si potrà fare altrimenti ad Avellino. Se invece a Salerno il fronte progressista dovesse dividersi per effetto della candidatura dell’ex governatore, la responsabilità ricadrebbe in primo luogo sul segretario regionale del Pd, Piero De Luca.
Sarebbe, in ogni caso, una evidente stortura politica, considerato che in Regione il campo largo ha vinto e che Roberto Fico, Giuseppe Conte ed Elly Schlein sono riusciti a tenere insieme Pd e Movimento 5 Stelle, che fino alle elezioni regionali era all’opposizione di De Luca presidente.
Perché a Napoli sì e a Salerno no? E ad Avellino dovrebbe valere una regola diversa?



