Un percorso di narrazione visiva e costruzione dello sguardo. E’ il laboratorio video-fotografico, a cura dell’associazione Controvento e Foto Diego Academy, nato all’interno del concorso fotografico “Periferie” quest’anno alla sua terza edizione, dedicato alla memoria di Ettore De Socio, giornalista e politico appassionato, con l’intento di offrire ai partecipanti uno spazio di esplorazione dello sguardo e di racconto con le immagini. E’ Fulvio De Socio, figlio di Ettore ed ideatore del concorso, a spiegare come “Volevamo dare luce ai nuovi talenti, far circolare la fotografia al di fuori del circuito museale, portarla nelle scuole. Non si tratta di un corso tecnico né di un addestramento all’uso dell’attrezzatura: l’obiettivo è costruire uno sguardo consapevole, capace di trasformare l’esperienza in racconto. L’idea da cui muoviamo è quella di favorire il passaggio dall’immagine come gesto automatico all’immagine come atto di pensiero, coinvolgendo i giovani a cui mio padre non ha mai smesso di pensare nel suo impegno per la città. L’attenzione sarà rivolta ai singoli aspetti della ricerca fotografica, dalla ricerca dei luoghi allo scatto. Gli studenti saranno chiamati a indagare il concetto di periferia come fenomeno complesso e non riducibile a una dimensione esclusivamente geografica. La periferia viene affrontata come condizione: margine, soglia, spazio di transizione, distanza o frizione rispetto a un centro simbolico, sociale o culturale. La fotografia ed il video sono utilizzati come strumento di lettura dei fenomeni contemporanei, fino a interrogare luoghi, relazioni e dinamiche che definiscono il concetto di periferia oggi. Un concetto che i giovani sentono certamente come parte del loro quotidiano, a partire dalla loro esperienza di una città di Avellino o dei paesi della provincia fino alla periferia intesa come margine”. Il laboratorio si concluderà con la presentazione pubblica dei lavori dei partecipanti, in concomitanza con la presentazione della terza edizione del Concorso Periferie 2026 che tornerà nella cornice del Carcere Borbonico.
Il corso che sarà ospitato dal liceo De Caprariis di Atripalda, e ha già ricevuto numerose adesioni da parte degli studenti dell’istituto. è rivolto ai giovani tra i 16 e i 25 anni che sentono la necessità di definire un proprio sguardo e un proprio modo di raccontare. Si può partecipare utilizzando semplicemente lo smartphone.
“L’importante non è lo strumento utilizzato, ma la capacità di costruire una storia – si legge nelle note di presentazione del concorso – Fotografia e video sono due linguaggi differenti ma condividono gli stessi principi narrativi. Entrambi richiedono la capacità di osservare la realtà, riconoscere un tema e svilupparlo in modo coerente. In fotografia il racconto si concentra in singoli fotogrammi che devono essere in grado di suggerire un prima e un dopo, di evocare un contesto e di trasmettere un significato. Nel video il racconto si sviluppa nel tempo: la successione delle immagini, il movimento, il suono ed il montaggio permettono di articolare la narrazione in modo più esteso. Nonostante questa differenza, il processo creavo alla base è lo stesso. In entrambi i linguaggi è fondamentale fare delle scelte ed avere un punto di vista personale che vada ben oltre il punto di ripresa. Si tratta di strutturare cosa includere nell’inquadratura e cosa escludere, da quale punto di vista osservare il soggetto, come utilizzare la luce, lo spazio e il ritmo visivo. Queste decisioni non sono tecniche, ma narrative: servono a guidare lo sguardo dello spettatore e a rafforzare il significato del racconto”.
Il laboratorio della durata di 25 ore prenderà il via lunedì 23 febbraio con un incontro dedicato a “Il fotogiornalismo: teoria e pratica di un mestiere “di confine”. Seguiranno le esercitazioni a cura dei fotografi Antonio Bergamino, Pasquale Palmieri, Federico Iadarola e del regista Luigi Borriello, del videomaker Stefano Bergamino e del montatore Pasquale Battaglia.



