Protagonista, senza fare rumore. Con tante passioni nella mente e nel cuore: nell’avvocatura, nello sport, nella vita civile, nella politica nobile ereditata dal padre. Un grande amore per la città che vedeva di giorno in giorno decadere procurandogli una enorme sofferenza. E la cultura, uno dei suoi fiori all’occhiello, che gli procurava benessere.
A Generoso Benigni ero legato da un’amicizia vera. Straordinaria. E’ stato un Maestro nella civiltà del dialogo, Siamo cresciuti insieme in ruoli diversi. Nel tempo ci siamo confrontati su tutto, riflettendo sul da farsi. Mai un lamento, sempre il desiderio di credere per poter cambiare.
Quando scompare un Uomo così sono i brividi che attraversano i tanti ricordi della nostra comunità di impegno.
Liberale a tutto tondo, con l’orgoglio di esserlo con quel suo passo lento e carico di pensieri che guardavano lontano.
I suoi editoriali su “Nuovo meridionalismo” palestra di approfondimenti per tanti intellettuali non erano mai di parte, ma disegnavano lo scenario in cui collocava o suoi desideri, la sua volonta’, il suo percorso di vita. Per tutto questo era contagioso. Guardava alla comunità sociale con la prospettiva del bene comune.
Aveva consegnato in uno dei suoi editoriali il riscatto del cittadino contro le ingiustizie, le angherie, soprusi. Ecco alcune sue riflessioni sulla società del divenire. “Il senso del dovere – scriveva il carissimo Generoso in uno dei tanti editoriali – l’educazione, l’etica dell’equilibrio e della responsabilità, della moderazione e della tolleranza, l’autocontrollo , il rispetto per gli altri (soprattutto per i più deboli), l’attribuzione di eguale importanza ai doveri oltre che ai diritti: sino queste – tra le altre- alche cose che dovremmo sempre aver presenti se vogliamo una buona volta smettere di essere sudditi e divenire “cittadini” di questo bellissimo e disgraziato Paese“. Parole come pietre di un testamento morale di un borghese storico nella dinastia eppure dotato di una immensa volontà di partecipazione alle lotte sociali. Il pensiero corre quando ricopriva l’incarico di vice sindaco della città. C’era in Lui una specie di identificazione nel risolvere i problemi, schierandosi sempre dalla parte degli ultimi.
Addio caro amico mio, il Signore si prenda cura di te.



