Attenuata la misura cautelare per una delle educatrici coinvolte nel caso dei presunti maltrattamenti,avvenuti in un asilo nido, gestito da una congregazione ecclesiastica a Benevento .Nella giornata di ieri, il Tribunale del Riesame ha attenuato la misura cautelare in atto nei confronti di una maestra 36enne, originaria della provincia di Avellino, sospesa dal servizio. Inizialmente, le era stato imposto il divieto di dimora nel comune di Benevento, misura che ora, a seguito del ricorso presentato dal suo legale, l’avvocato Carmine Ruggiero, è stata sostituita con un’interdizione dall’esercizio della professione per un anno.
Nuove prove e testimonianze
L’udienza ha visto anche la presentazione di nuovi elementi da parte della Pubblica Accusa, rappresentata dal PM Olimpia Anzalone. Fra questi, si annoverano filmati inediti e ulteriori testimonianze che, oltre a confermare la gravità della situazione, pongono nuove domande sul comportamento dei coinvolti. La maestra 36enne aveva già chiarito di essere stata assente per un periodo che va dalla fine di novembre all’inizio di gennaio, giustificando la sua lontananza con un ricovero ospedaliero. La sua posizione appare, al momento, meno compromessa rispetto a quella degli altri indagati, poiché il suo nome è presente solo in una delle venticinque sequenze video che documentano i presunti abusi. In uno di questi, la maestra sarebbe visibile mentre schiaffeggia un bambino. Durante l’interrogatorio, la donna ha cercato di giustificare i propri atteggiamenti, definendo alcune delle frasi intercettate e gli episodi denunciati come parte di un “metodo educativo” che, a suo dire, non giustificava le accuse mosse nei suoi confronti.
L’inchiesta ha preso il via il 7 novembre 2025, a seguito di una denuncia presentata dal rappresentante legale di un consorzio accreditato per il servizio civile, che segnalò alcuni comportamenti sospetti all’interno della struttura. Alcuni giorni prima, una volontaria che prestava servizio nell’asilo aveva riferito di violenze fisiche e psicologiche nei confronti dei bambini, tra cui episodi di un bambino legato a una sedia e altri piccini presi a schiaffi. Neanche a dirlo, a seguito di queste segnalazioni, la Procura ha disposto intercettazioni telefoniche e ambientali all’interno dei locali della struttura, raccogliendo anche filmati e fotografie che, secondo gli investigatori, confermerebbero le accuse.



