Giurista, politico e uomo di cultura nel senso più autentico del termine, Generoso Benigni si è speso per la sua comunità in ogni modo possibile, come dimostra la grande e commossa partecipazione ai funerali celebrati questa mattina nella chiesa di Sant’Alfonso dei Liguori.
Convinto sostenitore del Partito Liberale prima, poi fondatore di Forza Italia in Irpinia, cultore del diritto, meridionalista, editore della rivista Nuovo Meridionalismo, presidente della Scandone Avellino, Benigni è stato molte cose. Scomparso ieri ad Avellino all’età di 85 anni, a ricordarlo, al termine della cerimonia, è stato l’amico e collaboratore di una vita, Lello La Sala: “Generoso era sempre pronto a offrire a tutti la sua generosità, la sua amicizia. Era un esempio di etica professionale e politica, un faro della cultura giuridica di questa terra e un riferimento del confronto libero, una luce di libertà. Al di là delle ideologie, nella sua rivista Nuovo Meridionalismo ci siamo sentiti a casa, accolti, protetti”, ha detto La Sala.
“Generoso ci lascia nel centenario della morte di Piero Gobetti, l’intellettuale amico di Dorso, ma anche di Gramsci, di don Sturzo e di Croce. Come Gobetti, Generoso ha seguito un cammino di libertà che ci auguriamo possa diventare ora quella ‘rivoluzione gentile, che lui aveva sognato e che tutti cercheremo di onorare”.
A prendere la parola è stato poi il deputato Gianfranco Rotondi: “Generoso è stato uomo delle istituzioni e di pensiero, secondo modalità che non appartengono più al tempo attuale. È stato interprete di una politica come tutti l’abbiamo sempre desiderata. Vicesindaco di Avellino in un momento delicato, nel post-terremoto, quando in città si realizzavano ingenti investimenti, è entrato e uscito dal vortice delle responsabilità istituzionali con mani pulite, senza mai ostentare il valore del suo lavoro e della sua onestà”.
A concludere, Fabio Benigni: “Ha trasmesso a tutti noi valori nobili e rari. Nel suo lavoro lo hanno accompagnato non solo una grande competenza giuridica, ma anche una profonda umanità: ha voluto sempre condividere le gioie e i dolori delle persone che lo circondavano. Ha sempre creduto nel rapporto con il prossimo: questo è il ricordo più vivo dell’uomo e del professionista”.
Presenti alla cerimonia numerose personalità del mondo della politica, della cultura e dello sport.
Benigni è stato anche presidente della Scandone Avellino: “Coniugava tante dimensioni diverse, tutte unite dalla stessa passione e dallo stesso amore per la città», ha ricordato Menotti Sanfilippo. «Generoso amministratore, Generoso insigne giurista, Generoso persona perbene: un grandissimo signore”.
Infine, Giovanni Montella: “Ci sono aggettivi come “galantuomo” che sembrano descriverlo, ma probabilmente riducono la portata delle sue qualità. Galantuomo è un modo d’essere, ma lui vi aggiungeva spessore, cultura, comprensione profonda della vita. Questo gli ha consentito di essere protagonista, con l’umiltà che lo contraddistingueva, in tutti i campi in cui si è impegnato. In chiesa abbiamo ascoltato chi ne ha ricordato le qualità di giornalista, di uomo politico, di essere umano. La sua statura si è espressa anche nella Scandone che, per chi l’ha vissuta, non era solo una manifestazione sportiva, ma un modo di essere della città. E Generoso ne era l’espressione autentica”.





