
“Alla luce delle elezioni regionali, svoltesi nei giorni 23 e 24 novembre 2025, considerato che il membro iscritto all’anagrafe del Pd, Antonio Cerrato (consigliere comunale in carica presso la Città di Montoro), si sia candidato all’interno di una lista concorrente della stessa coalizione (A Testa Alta ndr), riscontriamo un comportamento non compatibile con le regole e i valori del partito”, si legge nel ricorso.
“A sostegno di quanto esposto si rilevano le violazioni delle seguenti norme: 1) art. 4 dello Statuto nazionale del partito, nei commi: 6 lett. b), favorire l’ampliamento dei consensi verso il partito negli ambienti sociali in cui si è inseriti; 6 lett. c), sostenere lealmente i candidati del partito alle cariche istituzionali ai vari livelli; 6 lett. e), essere coerenti con la dichiarazione sottoscritta al momento della registrazione nell’Albo; 2) art. 4 del Codice etico del Partito Democratico, nell’ottica del rispetto della ‘leale collaborazione e sostegno alla vita del partito’”.
Inoltre, viene richiamata l’attenzione della Commissione sulle recenti decisioni assunte dalla commissaria della segreteria provinciale di Caserta, Susanna Camusso, che in situazioni analoghe ha disposto l’espulsione di 24 tra dirigenti ed ex amministratori per il loro coinvolgimento in formazioni politiche diverse durante le elezioni regionali campane del 2025, richiamando la “necessità di coerenza e lealtà nei confronti del partito“.
Secondo i due iscritti dem, “per evitare situazioni simili, in attuazione dei principi di uguaglianza e correttezza che caratterizzano la normativa interna del Partito Democratico, e in virtù delle facoltà attribuite agli elettori dall’art. 4, comma 4, lett. h) – ‘possibilità di tutti gli elettori di ricorrere agli organismi di garanzia e riceverne tempestiva risposta qualora si ritengano violate le norme del presente Statuto, quanto a diritti e doveri loro attribuiti’ – alla luce dei momenti delicati che attraversa il nostro partito”, si rende necessario un intervento.
Nel documento si chiede “l’espulsione del candidato e l’impossibilità di concorrere a elezioni di ogni livello istituzionale con il simbolo del partito; che la Commissione adotti una linea di netta intransigenza e fedele legalità interna; che vi sia, come da regolamento nazionale e regionale, una pronta risposta entro le prossime 48 ore; e che l’eventuale provvedimento abbia effetto immediato”.
Centrano ovviamente, come detto, anche le provinciali: Cerrato è consigliere provinciale uscente, probabilmente ricandidato nella lista Pd – si vota per il Consiglio di Palazzo Caracciolo il 15 marzo ma le liste vanno presentate tra domenica e lunedì prossimo – a meno che il ricorso non venga accolto.



