Giuseppe Conte rinnova i vertici del Movimento 5 Stelle e si prepara ad affrontare la campagna referendaria e le elezioni politiche del prossimo anno. L’annuncio è arrivato con un post sui social.
Paola Taverna resta vicaria del presidente. Confermati anche i vicepresidenti uscenti, i parlamentari Michele Gubitosa e Mario Turco, ai quali si affiancheranno tre nuovi vicepresidenti: la deputata Vittoria Baldino e i senatori Ettore Licheri e Stefano Patuanelli.
L’ultima parola spetterà agli iscritti, chiamati a votare venerdì la nuova squadra. Nell’ufficio di presidenza uscente figuravano anche Riccardo Ricciardi, oggi capogruppo alla Camera, e la deputata Chiara Appendino, che lo scorso ottobre si era dimessa dall’incarico di vicepresidente in polemica con la linea di Conte. Successivamente, però, Appendino ha votato per la conferma di Conte alla guida del Movimento.
Nei prossimi giorni dovrebbe essere indicato anche il nuovo capogruppo al Senato: il nome più accreditato è quello di Luca Pirondini.
“Sono tante le sfide che stiamo affrontando e che dovremo affrontare nel prossimo futuro – ha scritto Conte –. Saremo tutti chiamati a rafforzare il nostro impegno, sia individualmente sia come squadra”.
Venerdì gli iscritti saranno chiamati a esprimersi anche sui coordinatori delle articolazioni interne del partito. La proposta di Conte prevede: Gianluca Perilli per il Comitato nazionale progetti; Pasquale Tridico per il Comitato per la formazione e l’aggiornamento; Laura Ferrara per il Comitato per i rapporti europei e internazionali; Mariassunta “Susy” Matrisciano per il Comitato per i rapporti territoriali.
In programma anche il rinnovo del collegio di garanzia e del collegio dei probiviri, attraverso la consueta consultazione online su rose di nomi indicate dal Consiglio nazionale. Attualmente nel collegio di garanzia siedono Roberto Fico, Laura Bottici e Virginia Raggi, da tempo critica nei confronti di Conte. Il collegio dei probiviri è invece composto da Fabiana Dadone, Barbara Floridia e Danilo Toninelli, quest’ultimo considerato vicino a Beppe Grillo e su posizioni non allineate alla leadership di Conte.



