“Il nostro è un progetto di città possibile, in cui ognuno dà il proprio contributo, scegliendo di rispettare regole che valgono per tutti. Ma il presupposto necessario che rende concreta questa visione è la speranza, da accendere in ogni avellinese, di poter contribuire a un cambiamento, per crescere e migliorare insieme”.
Gianrita Bruno, avvocato civilista, potrebbe essere una delle candidate di Siamo Avellino. Per ora fa parte dell’associazione che ha come riferimento l’ex sindaca Laura Nargi.
Bruno, partiamo dai problemi della città, cominciando dai giovani: che cosa chiedono?
“Avellino, ogni anno, perde giovani e perde speranza. Molti vanno via perché restare è concretamente difficile. Il lavoro non c’è, il futuro è precario, le opportunità per costruire un progetto umano e professionale sono scarse.
Tutto questo deve cambiare. Dobbiamo impegnarci tutti, o almeno abbiamo il dovere di provarci. Servono poche parole e molti fatti”.
Come si fa, in concreto?
“Avellino ha un’Università, ha ITS di cui il Comune è socio, eccellenze come l’Agrario, ha storie professionali di primo livello. Manca però una spinta, l’entusiasmo di fare con serietà per trasformare tutto questo in opportunità reali per i nostri giovani”.
Ancora più pragmaticamente.
“La parola d’ordine deve essere costruire. Come? Attraverso incubatori d’impresa: assistenza e supporto a chi ha un’idea e non sa concretamente da dove partire. In molte città del Sud ha funzionato: è una scelta amministrativa da perseguire con decisione.
Servono incentivi per chi voglia investire in città: sgravi, spazi a canone agevolato, uno sportello unico che sburocratizzi e semplifichi quello che oggi, per chi apre un’attività ad Avellino, è un percorso ad ostacoli spesso cervellotico”.
Continui.
“È fondamentale una collaborazione continua con Università e ITS: accordi per tirocini di qualità, progetti di ricerca, laboratori tra scuola e impresa. Chi studia e si forma qui deve sapere che potrà avere, sin da subito, un’opportunità concreta per restare.
E poi il Forum dei giovani: uno strumento per favorire l’ingresso nel mercato del lavoro, dare visibilità alle opportunità esistenti, combattere precarietà e sfiducia nel domani”.
Serve soprattutto fiducia, dice.
“Il domani riguarda tutti noi e va affrontato con una prospettiva concreta e seria. L’umanità si divide tra pessimisti e ottimisti: nella difficoltà c’è chi vede un motivo per disperarsi e chi, invece, una ragione per rimboccarsi le maniche e costruire.
Siamo Avellino è questo: la voglia e la volontà di costruire una nuova Avellino”.
Sarà in campo alle prossime amministrative?
“Sono una professionista, una moglie, una madre. Voglio credere nelle mie capacità e in quelle degli altri per costruire qualcosa insieme. Dobbiamo impegnarci, in un modo o nell’altro, per dare una possibilità di crescita e di miglioramento alla nostra città.
Lo dobbiamo a noi stessi e ai nostri figli, perché partire non sia più una necessità, ma una scelta libera.”




