Le radici da cui si proviene è difficile dimenticarle. E quando parli di quei luoghi che ti hanno vista crescere lo fai con passione e, tanta, speranza. È quello che è capitato, nel convegno sul Masterplan in valle Ufita a Grottaminarda, ad Adelina Picone, originaria della cittadina ufitana, professore di composizione architettonica e urbana presso l’Università “Federico II” di Napoli, impegnata nel progetto. L’ateneo partenopeo ha un ruolo di coordinamento di tutte le altre che costruiranno il progetto di co-design. ” E lavorare insieme alle comunità. Il progetto è questo che prevede ed è quello che stiamo facendo”. Per dare una visione futura a questo territorio, una responsabilità importante e prestigiosa allo stesso tempo. Perché, dice ancora Picone, spero di rivedere una valle Ufita che sia molto abitabile”. Nell’incontro che si è tenuto nella sala del consiglio comunale, a palazzo Portoghesi, hanno partecipato sindaci del comprensorio, tra i quali Enrico Franza, di Ariano, che è anche il responsabile politico del progetto, così come Marcantonio Spera, primo cittadino di Grottaminarda, lo è per la parte tecnica. Poi consiglieri regionali come Enzo Alaia e Maurizio Petracca e l’assessore regionale al Governo del Territorio e Patrimonio, Vincenzo Cuomo. Tornando alla prof universitaria, una idea si è fatta largo: quella, cioè, di una valle “con servizi efficienti e, sopratutto, un sistema di welfare e sanitario. Che cammini di pari passo con il Masterplan. Un territorio, insomma, su cui si viva bene – sottolinea Picone -“. Se accade questo, è bisogna lavorare per realizzarlo, e non farlo rimanere un sogno, ” sarà in territorio abitato e valorizzato”. Senza mettere da parte “la formazione, il cui asset è necessario per ospitare infrastrutture formative importanti”. Una grande opportunità, quindi, e aspirazione per un territorio che comunque, soffre limiti e emergenze.
Interventi
Masterplan Valle Ufita, Adele Picone (Federico II): “Le risorse di questo territorio siano una opportunità non un problema”
“Cominciamo a prenderci cura delle nostre risorse naturali e facciamole diventare non un problema ma una opportunità – spiega -. Insieme al paesaggio agrario, al tessuto imprenditoriale, a tutte le potenzialità di sviluppo e un sistema energetico di natura avanzata. Così avremo fatto grandi passi in avanti”.




