Una storia di militanza e coerenza. Sono in tantissimi a rendere omaggio a Luigi Mainolfi, una vita nel Partita Socialista “Apprendo adesso – scrive l’avvocato Francesco Saverio Iandoli – la notizia della dipartita di LUIGI MAINOLFI. E’ uno schianto sapere che Gigino non c’è più, anche se sapevo che da tempo non stava bene.
Emergono prepotenti i ricordi di una militanza e di una amicizia che risale a oltre 40 anni fa. Ho preciso il momento in cui salii per la prima volta le scale delle sezione Papa che stava sul Corso Vittorio Emanuele, era l’inizio di autunno del 1983. Volevo iscrivermi al partito e avevo 16 anni. Vi trovai Gigino, e accanto a lui c’erano i carissimi fratelli Papa. Incuriosito Gigino mi chiese, senza preamboli : ” A chi appartieni?”. Alla mia risposta fece insieme ai compagni Papa un sorriso ironico… sapendo bene da dove provenivo. Anche se ci siamo collocati talvolta su posizioni di corrente interna diverse, siamo sempre stati amici e ci siamo voluti molto bene. Fino all’ultimo. Luigi Mainolfi era un compagno colto, aveva nel suo bagaglio culturale molte buone letture, ed era una persona arguta, brillante . Non aveva un bel carattere, ed era possibile qualche volta entrare anche in attrito con lui, ma era un compagno leale e autentico. Sono davvero addolorato e tanta malinconia mi avvolge. Addio caro Gigino, riposa in pace”.
L’onorevole Alberta De Simone lo ricorda come “Un signore, un socialista serio, incline allo studio dei problemi, in contatto costante con il popolo. Ha contribuito con serietà ed impegno alla amministrazione della provincia da me guidata. Non lo dimenticheremo”
Il preside Vincenzo Lucido ne sottolinea le altissime qualità morali “Una persona di grande sedimentata cultura con il quale era un piacere confrontarsi. Un’altra perdita che impoverisce di una figura intellettualmente onesta e preparata, il già modesto panorama politico provinciale. Un caro ricordo per il Collega, affettuosa vicinanza ai familiari”
Commosso il professore Pellegrino Caruso, docente al Convitto Colletta “La scomparsa del Prof. Luigi Mainolfi mi rattrista moltissimo…Con lui esisteva da anni un rapporto di stima reciproca…Lo incontrai per la prima volta al Circolo della stampa con il dott. Aldo D’Andrea ed Arturo Editore Bascetta durante un seminario in cui si parlava dell’Isochimica e delle morti per amianto…Rimasi colpito dal suo intervento appassionato e sincero, da quel suo sguardo ceruleo con quegli occhi che non abbassava mai perche’ ti diceva sempre la verita’ sulla sua infanzia non facile, su quella volta in cui stava per subire un attentato, sulla riqualificazione del Lago Laceno e sui progetti che alla Provincia aveva sostenuto per la scuola… E’ ‘ sempre stato attento a darmi suggerimenti che potessero giovarmi per avere un ruolo attivo nella società : ” Sei bravo e buono…- mi diceva – ma non inseguire mai i pipistrelli che corrono dietro luci che poi si spengono….Nella vita cerca di partire da dove si sono fermate le persone che valgono…non e’ facile ma meglio essere originali che ripetitori degli altri”. Di certo il Prof.Mainolfi resterà irripetibile per quella sua capacita’ di analisi della societa’, di cui comprendeva lucidamente tutti i rischi di involuzione economica e sociale…Era sempre così orgoglioso dei suoi articoli e delle sue pubblicazioni che gli interessava soprattutto condividere in un sincero scambio intergenerazionale. .Incontrarlo per via induceva a dimenticare l’ orologio perche’ i suoi racconti erano lunghi e pregni di insegnamenti…Purtroppo la malattia lo aveva costretto in casa e lui ne soffriva, ma mi ha sempre voluto contattare per un augurio, per un saluto, per affidarmi il suo ultimo libro di poesie che il tempo non mi ha consentito di ritirare…Idealmente lo abbraccio un’ ultima volta, anzi gli stringo la mano, da cui sfilava sempre quel guanto, anche in pieno inverno, per salutare con semplicità e rispetto me e mia moglie”.
A ricordarlo con affetto anche Arturo Bascetta della casa editrice Abe e il preside Virgilio Iandiorio “Ho avuto il piacere di conoscere Luigi Mainolfi non molti anni fa, anche se io, come tutti nella nostra provincia, sapevamo della sua appassionata partecipazione alla vita politica. Il suo impegno politico aveva come finalità la crescita umana, sociale, economica dell’intera comunità, non di una parte sola di essa.
Mi parlava dei suoi anni universitari e ricordava sempre un episodio in classe con il prof. Giuseppe Palomba, docente nella Facoltà di Economia e Commercio di Napoli, quando chiese quale fosse stata l’opera più rivoluzionaria nel campo economico. E naturalmente vennero indicati dagli studenti le opere degli economisti e filosofi più in voga; ma tutti rimasero sbalorditi quando il prof. Palomba indicò “ IL Galateo” come libro “rivoluzionario”, perché stabiliva delle regole che tutti dovevano rispettare. Era una caratteristica del prof. Palomba , che stimolava l’analisi a un grado di astrazione, che lasciava perplessi gli ascoltatori.
Sia per la sua esperienza politica, sia anche per la formazione ricevuta nell’Ateneo Napoletano, Luigi Mainolfi mi ripeteva spesso che non bisogna aspettare le prospettive di lavoro nella nostra provincia calate dall’alto. Solamente le iniziative di sviluppo economico che nascono qui nel nostro territorio, frutto dell’iniziativa dei nostri comprovinciali, sono destinate a prosperare.
Luigi Mainolfi lascia un messaggio chiaro a tutti noi: il lavoro, la prosperità sociale non è un dono, ma una conquista. Perché chi viene da fuori a impiantare qui da noi un’attività, alle prime difficoltà lascia tutto e va via. Se questa attività è frutto delle nostre azioni e del nostro impegno, noi abbiamo tutto l’interesse che essa prosperi e viva a lungo. Che la pace sia con te, amico Luigi”
Mi parlava dei suoi anni universitari e ricordava sempre un episodio in classe con il prof. Giuseppe Palomba, docente nella Facoltà di Economia e Commercio di Napoli, quando chiese quale fosse stata l’opera più rivoluzionaria nel campo economico. E naturalmente vennero indicati dagli studenti le opere degli economisti e filosofi più in voga; ma tutti rimasero sbalorditi quando il prof. Palomba indicò “ IL Galateo” come libro “rivoluzionario”, perché stabiliva delle regole che tutti dovevano rispettare. Era una caratteristica del prof. Palomba , che stimolava l’analisi a un grado di astrazione, che lasciava perplessi gli ascoltatori.
Sia per la sua esperienza politica, sia anche per la formazione ricevuta nell’Ateneo Napoletano, Luigi Mainolfi mi ripeteva spesso che non bisogna aspettare le prospettive di lavoro nella nostra provincia calate dall’alto. Solamente le iniziative di sviluppo economico che nascono qui nel nostro territorio, frutto dell’iniziativa dei nostri comprovinciali, sono destinate a prosperare.
Luigi Mainolfi lascia un messaggio chiaro a tutti noi: il lavoro, la prosperità sociale non è un dono, ma una conquista. Perché chi viene da fuori a impiantare qui da noi un’attività, alle prime difficoltà lascia tutto e va via. Se questa attività è frutto delle nostre azioni e del nostro impegno, noi abbiamo tutto l’interesse che essa prosperi e viva a lungo. Che la pace sia con te, amico Luigi”