E’ lo sguardo profetico di Pier Paolo Pasolini che racconta il desiderio di riscatto di una madre, i conflitti di una società in cui non sembra esserci speranza per chi vive ai margini ad emergere con forza dalla proiezione di Mamma Roma, fortemente voluta dallo Zia Lidia Social Club, nella cornice del Partenio. Michela Mancusi, anima dello Zia Lidia, reduce dalla nuova sfida della rivista Cinemoi, sottolinea la forza del cinema di Pasolini “capace di precorrere i tempi, di consegnare una tragedia moderna, nello spazio delle borgate romane, senza concedere consolazione alcuna nella rappresentazione del reale. Un cinema in cui scrittura e vita sono una cosa sola, illuminato in questo caso dalla grande Anna Magnani, diretta in modo assolutamente personale”. Il regista Michele Vietri ricorda lo spettacolo dedicato a Pasolini “Tutto il mio folle amore” portato in giro per l’Italia, esplorando il suo rapporto con la musica, quella ricerca di vitalità nei volti e nelle storie del sottoproletariato delle borgate romane. Mi sembra che Pasolini avesse compreso bene quello che oggi sta succedendo, le strategie usate dal potere per costringerci a mangiare quanto di più orribile esista ed essere contenti di questo, una denuncia che diventa esplicita nelle 120 giornate di Sodoma”. Paolo Speranza si sofferma sulla pellicola in cui Mamma Roma appare come la madre di tutti i diseredati, “un ruolo, quello attribuito alla Magnani, che si fa richiamo esplicito alla Bellissima di Visconti in cui la Magnani interpretava un’altra madre. Il suo personaggio è tra i più belli da lei interpretati, espressione del desiderio di emanciparsi dal degrado delle borgate, un desiderio già narrato in Accattone. Un rapporto, quello tra la Magnani e Pasolini, che non fu senza conflitti tanto che il regista accuserà l’attrice di aver reso un’interpretazione troppo borghese del personaggio”. Ciro Borrelli sottolinea come “Il cinema di Pasolini scelga di puntare sulla forza poetica più che sulla struttura narrativa, a partire da lunghe sequenze messe insieme dal montaggio, di qui la forte pregnanza dal punto di vista visiva, l’attenzione alla scelta degli attori, quasi sempre provenienti dalla strada. Volti genuini e innocenti di un mondo che appare condannato all’immobilità”. E sono applausi a scena aperta per la pellicola in cui Mamma Roma, ex prostituta, liberatasi dal suo protettore, cerca disperatamente di salvare il proprio figlio da quello che appare un destino già scritto, provando con tutti gli strumenti a sua disposizione per dare un futuro diverso al suo Ettore. L’incontro è stato anche l’occasione per annunciare la nuova stagione dello Zia Lidia che prenderà il via sabato prossimo con “Le città di pianura” di Francesco Sossai. E stamane nuovo appuntamento con la domenica speciale dedicata ai film restaurati con L’albero degli zoccoli, con tanto di colazione offerta agli spettatori.




